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Movimento merci in raccordi privatiUno degli aspetti meno noti delle ferrovie

Egregio Signor Direttore,

il suo giornale telematico ha messo in evidenza uno degli aspetti meno noti del trasporto ferroviario: la movimentazione delle merci in raccordi privati, gestita con mezzi di proprietà di enti e società private. L’episodio che viene divulgato dalle immagini presentate da “Cremona oggi” pongono alcune immediate riflessioni e mettono in risalto alcuni aspetti, tutt’altro che trascurabili, della movimentazione delle merci nel raccordo della zona del Porto di Cremona. Intanto va subito notata la vetustà del “mini locomotore diesel” privato e senza sigla di identificazione della proprietà, del tipo Badoni e, in questo caso, della “serie lanciafiamme”, utilizzato addirittura per trascinare una colonna di carri cisterna. Non è poi secondario il fatto che si verifiche un incendio di sterpaglie probabilmente provocato dalla evidente fiammata fuoriuscita dal fumaiolo del  locomotore. Altrettanto preoccupante è il fatto che l’episodio si verifichi di fronte agli edifici della Logistica Katoen Natie sulle cui fiancate compare in tutta evidenza una grande immagine di “divieto di fumare” poiché la logistica accoglie scarti da lavorazioni petrolifere, della plastica ecc., sostanze, come è ben noto, a rischio incendio.
Altra domanda cui si dovrebbe chiedere risposta è se questo locomotore viene utilizzato  anche per spostare le cisterne da e per lo scalo ferroviario di Cavatigozzi con un percorso in discesa verso lo scalo del raccordo del Porto ed in salita verso la ferrovia Cremona-Codogno: la domanda non è asettica in quanto, fra la stazione di Cavatigozzi ed il raccordo della zona industriale di Cavatigozzi e del Porto, quel tratto di ferrovia risulta essere un tratto di raccordo a forte acclività che richiede quindi importanti caratteristiche tecniche di frenatura e/o spinta del treno merci movimentato, cosa che il “locomotore-lanciafiamme” del filmato difficilmente può possedere.
Ci si chiede quali e quante attrezzature antincendio siano presenti lungo i raccordi ferroviari della zona industriale e del porto, tenendo conto della vicinanza di industrie a rischio di incidente rilevante che lavorano prodotti petroliferi (Tamoil), GPL (Abibes e Liquigas), Gas medicali compressi (SOL), dell’Oleificio Zucchi, dell’acciaieria Arvedi, delle abitazioni di Cavatigozzi nella zona Dossetto, delle scuole materne ed elementari nella ex Badia Cistercense immediatamente sopra i raccordi ferroviari e di Via Riglio, Via delle Lanche sempre a Cavatigozzi.
Infine ci si chiede se esiste anche per il  funzionamento di questi raccordi ferroviari privati della zona Porto canale – zona Industriale di Cremona il Piano  di Emergenza Esterna, tenuto conto della particolare pericolosità delle merci movimentate.
Restiamo, come cittadini, in attesa di risposte.

Ezio Corradi
Vicepresidente Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia

 

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