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Caldonazzo (Industriali): “Cremona sia l’hub fluviale per Marghera e Tencara il polo imprenditoriale europeo”

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Il Po come un’infrastruttura sempre più attrattiva per i trasporti  tra Mediterraneo, pianura padana, Europa centrale: su come sviluppare al meglio le potenzialità del Grande Fiume si sono confrontati politici, docenti universitari, tecnici, imprenditori, in occasione di un seminario svoltosi oggi (venerdì 30 settembre) a Milano, in Regione Lombardia. L’evento era finalizzato a presentare e approfondire i contenuti  di un’Azione progettuale co-finanziata dall’Unione Europea e che vede partners AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po), Sistemi Territoriali,  Provincia di Mantova. Il progetto, che ha dato il titolo anche al seminario, riguarda  gli “Studi per il miglioramento infrastrutturale del sistema idroviario dell’Italia del Nord” nel settore delle reti transeuropee dei trasporti (TEN-T) e ha come obiettivo  fondamentale lo sviluppo del sistema idroviario (fiume Po e canali collegati) con adeguamento delle vie d’acqua alla classe Va di navigazione e l’interconnessione multimodale con gli assi stradali, ferroviari e marittimi di interesse europeo.

 

I contenuti del progetto

L’Azione progettuale presentata nell’incontro comprende 4 attività: Sviluppo di un piano generale del sistema idroviario dell’Italia del nord (“Masterplan” – Provincia di Mantova); Progetto esecutivo delle opere per l’adeguamento alla classe Va del sistema Fissero-Tartaro-Canal Bianco e Progetto definitivo di ristrutturazione di Porto Levante (Sistemi Territoriali); Progetto definitivo del corso libero del fiume Po (AIPo). Con quest’ultima attività progettuale, affidata ad AIPo, si punta a portare la navigabilità del fiume a 320/340 giorni all’anno, rispetto agli attuali 200/240, intervenendo nel tratto tra Cremona fino al canale Fissero-Tartaro-Canalbianco (intersezione tra Po e Mincio).Lo studio di fattibilità condotto da AIPo ha individuato 21 interventi possibili. Lo studio definitivo, che include indagini geotecniche, analisi ambientali e modelli matematici e fisici, definirà i lavori da eseguire. L’importo complessivo dell’Azione progettuale è di euro 5.880.000 – coperto per il 50% dal contributo finanziario dell’Unione Europea (euro 2.940.000): la quota spettante ai partners italiani, per altrettanti 2.940.000 euro, è così suddivisa: Provincia di Mantova 180.000, Sistemi Territoriali 1.510.000 euro, AIPo 1.250.000 euro (su finanziamento di Regione Lombardia).

Gli interventi nel seminario

I lavori, presieduti dal Direttore di AIPo, Ing. Luigi Fortunato, si sono aperti con l’intervento degli Assessori regionali lombardi Cattaneo e Belotti e con il saluto del Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Davide Boni che ha spiegato: “Il Po è una grande risorsa, ma è un fiume che va sistemato e in fretta. E’ necessario dar seguito a questo progetto e pensare anche alla bacinizzazione, per rimettere al centro questa autostrada d’acqua che si trova nell’area d’Italia dove si produce gran parte del Pil italiano. I motivi sono ambientali ed economici insieme”. Raffaele Cattaneo (Assessore Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia), ha proseguito: “L’obiettivo di questo progetto è di far navigare il Po 340 giorni all’anno, ma dopo aver realizzato questi interventi è necessario passare alla regimazione per arrivare a 365. E’ vero che siamo in un periodo economico negativo, ma è altrettanto vero che investire in infrastrutture – e questa la è – è necessario anche per superare la crisi. Il trasporto su acqua oggi rappresenta solo una piccola parte del trasporto merci complessivo ma ha grandi potenzialità, se le sapremo sfruttare”. Sulla stessa falsariga anche Daniele Belotti (Assessore Territorio e Urbanistica di Regione Lombardia): “La sistemazione a corrente libera del Po è importante e strategica per il nostro territorio: rendere questo fiume navigabile tutto l’anno da Cremona al mare è davvero una grande opportunità da non sprecare”.

E’ seguita la spiegazione nel dettaglio del progetto, curata dai tecnici di AIPo, Sistemi Territoriali, Provincia di Mantova. Con una serie di interventi sulle curve di navigazione e con nuovi “pennelli” fluviali sarà possibile influire sull’andamento della corrente e del trasporto solido, portando fino a 340 giorni all’anno (rispetto agli attuali 200/240) il pescaggio sufficiente per il passaggio delle imbarcazioni di Va classe CEMT (cioè lo standard ottimale stabilito dall’Unione Europea). Anche la Provincia di Mantova si sta spendendo da diversi anni e su molteplici fronti per lo sviluppo del trasporto fluviale, anche intercettando efficacemente risorse messe a disposizione dell’Unione Europea. Provincia di Mantova è peraltro capofila del “Masterplan” che individua l’insieme degli interventi necessari al potenziamento del sistema di navigazione interna padano-veneto. Sistemi Territoriali spa ha illustrato gli interventi per il potenziamento del canale che scorre tra Mantova e il Mare Adriatico (Fissero-Tartaro-Canalbianco).

 

La seconda sessione è stata dedicata al confronto e approfondimento dei temi illustrati. Tra gli intervenuti  il professor Alessandro Paoletti (Politecnico di Milano): “Oltre alla sistemazione a corrente libera, certamente necessaria e importantissima, occorre pensare alla regimazione, ovvero al rendere il Po navigabile per 365 giorni all’anno con un pescaggio minimo di tre metri. Questa scelta porterebbe con sé gli obiettivi di navigazione, di produzione di corrente idroelettrica e, in buona sostanza, permetterebbe di ‘salvare’ il Po che negli ultimi 60 anni si è abbassato in modo preoccupante”. Il professor Luigi Da Deppo (Università di Padova) ha sottolineato la necessità di intervenire in fretta: “Le strade sono due: o la sistemazione a corrente libera o la regimazione con traverse. E’ necessario operare in tempi stretti, perché da troppi anni non ci sono lavori utili a sistemare il fondale del Po”. Mario Caldonazzo (Presidente dell’Associazione Industriali di Cremona), ha portato la voce degli investitori privati: “Siamo pronti a fare la nostra parte di fronte a un progetto chiaro e sostenibile, oltre che realizzazione rapida. Trasformare e sfruttare la via d’acqua è un’occasione di sviluppo imperdibile, non solo per le imprese ma anche per il turismo”.

L’ing. Federica Polce (Ministero Infrastrutture e Trasporti – Direzione Generale Sviluppo del Territorio e Progetti Internazionali), ha spiegato: “i progetti sono cofinanziati dalla Commissione Europea, a dimostrazione del fatto che gli obiettivi e le strategie nazionali e comunitarie coincidono. Ora dobbiamo verificare la fattibilità, l’impatto ambientale e  i costi. Entro il 2030 il 30% delle merci dovrà passare dalla gomma a vie alternative, l’intermodalità è quindi sempre più necessaria”. A chiudere gli interventi della seconda sessione è stato l’Ing. Cesare Bernabei, della Commissione Europea – Direzione Generale per la Mobilità e i Trasporti: “I progetti di sistemazione del Po hanno grosse potenzialità, non solo  – come potrebbe sembrare – di carattere nazionale, ma anche europee. Infatti portare le merci da Cremona a Venezia significa collegarsi ai porti e alle altre vie commerciali dell’Europa dell’Est, mentre dall’altra parte avvicinarsi ai corridoi che portano a Francia e Spagna. L’Ue crede molto nelle vie fluviali, l’intermodalità è sempre più necessaria e strategica”.

Il Direttore di AIPo, Luigi Fortunato, ha concluso i lavori lanciando un appello: “Da molti anni si parla di rilanciare la navigabilità del Po e se alcuni passi avanti sono stati fatti, è pur vero che non siamo ancora giunti a un risultato soddisfacente. Nonostante questo, il tema suscita ancora vivo interesse e i primi a credere nelle potenzialità di questo settore sono gli organismi europei, che infatti sostengono gli studi che oggi presentiamo. Ciò significa che non ci stiamo dedicando a un confronto puramente teorico, ma ci vogliamo misurare in modo realistico e concreto con le possibilità di sviluppo della navigazione interna”.

 

Ecco l’intervento completo di Mario Caldonazzo, presidente dell’Associazione degli Industriali della provincia di Cremona:

La nostra Associazione ha sempre sostenuto che:

– la competitività di un territorio è strettamente connessa alle infrastrutture di cui può disporre.

– l’evoluzione della logistica rappresenta un volàno di attrazione di investimenti, di sviluppo imprenditoriale, di innovazione tecnologica.

Sulla navigabilità del Po abbiamo sottolineato in maniera “asfissiante” i benefici di una messa a regime del fiume, convinti che il sistemo idroviario del Nord Italia rappresenti un grande potenziale che potrebbe avere ampia ricaduta sia in termini commerciali che turistici. Il decollo del sistema idroviario italiano è ostacolato dalla limitata navigabilità del Po: le sue condizioni attuali di gestione non consentono, a parte alcuni tratti, di rispondere pienamente ai parametri europei previsti per le reti internazionali. Purtroppo dal 1954 ad oggi, ovvero dalla inaugurazione del porto di Cremona, una vera strategia di miglioramento della navigabilità del corso del fiume non è mai stata approntata.

Ora dobbiamo acquisire con fermezza due requisiti:

– La volontà politica di vedere realizzata la navigabilità del Po

– La disponibilità effettiva delle risorse sulle quali contare

Vorremmo che le regioni, a cominciare da Regione Lombardia, ci facessero comprendere se rendere navigabile il Po rientra o meno fra gli obiettivi del programma di governo. Se come ci auguriamo la transitabilità fluviale riveste un ruolo strategico noi chiediamo che maturi un progetto: chiaro e sostenibile, in modo definitivo. Abbiamo assistito a molti studi di fattibilità, ipotesi di intervento, ad uno stillicidio di incontri e discussioni che non hanno dato origine a nessuna soluzione risolutiva.

Oggi riteniamo che non sia più il caso di diffondere ulteriori congetture e soprattutto illusioni sulla fattibilità dell’opera. Per quanto riguarda la scelta del progetto tecnico concepito non abbiamo obiezioni: la  bacinizzazione è la soluzione finale ma la sistemazione a corrente libera rappresenta una scelta adeguata.

La sfida che ci attende si concentra sulla percorribilità garantita almeno per 340 giorni all’anno oggi purtroppo ferma a 200 giorni per le secche, le sedimentazioni ed il fondo fluviale spesso carico di detriti. Dal 2002 da Mantova verso Venezia la navigazione è stata resa fluida ed ottimale ma ora deve assolutamente proseguire verso la nostra provincia. L’obiettivo cui dobbiamo mirare è: la messa a regime del PO dal canale di Pizzighettone alla foce del Mincio.

Immaginare oggi un canale fino a Milano è impensabile e soprattutto inopportuno. L’opera ormai ha perso i presupposti con cui anni fa venne immaginata e si presenta sconveniente per

– un eccessivo impiego di risorse;

– le caratteristiche economiche del capoluogo, spostate ormai verso il settore terziario e dei servizi e dunque meno interessate alla movimentazione di merci pesanti.

Il collegamento con l’area milanese resterebbe comunque gestibile attraverso un adeguato e meno oneroso raccordo ferroviario.

Noi immaginiamo Cremona come hub fluviale sulla direttrice per Marghera,  un obiettivo strategico per la movimentazione di merci (ma anche di passeggeri) e che deve fare affidamento su:

1. un porto, situato nel cuore della Pianura Padana dove si registrano le più alte concentrazioni di popolazioni e di imprese, che potrebbe rappresentare il punto di maggior penetrazione del corridoio Adriatico ed essere luogo di commissione per gli scambi tra Europa settentrionale e meridionale, sviluppato su una trimodalità di rilievo e con un raccordo ferroviario esistenti ed in procinto di un ulteriore potenziamento.

2. un polo imprenditoriale strategico che offra capacità di attrazione produttiva da tutto il Paese non soltanto per le caratteristiche dimensionali quanto per la potenzialità di natura logistica. L’area individuata è quella presso la conca di Tencara, nei pressi di Pizzighettone, unica per:

a. caratteristiche dimensionali: oltre un milione di metri quadrati

b. potenzialità di natura logistica:

b.i. zona baricentrica rispetto al mercato del Nord Italia,

b.ii. all’incrocio di tre province (CR, LO, PC)

b.iii. servita dalle principali arterie autostradali e ferroviarie

b.iv. in grado di sviluppare un’intermodalità acqua, ferro, gomma

b.v. rilanciare la navigazione interna.

Affinché questa importante piattaforma produttiva e logista decolli è basilare che nasca e si sviluppi sotto un’egida non solo delle amministrazioni locali ma anche regionali, nazionali, europee.

Un programma con una forte attenzione alla sostenibilità potendo spostare sul fiume il trasporto ingombrante e quello pericoloso, far transitare container e materiale diffuso con una importante riduzione sul traffico stradale.

E’ chiaro che un’ area di tali dimensioni non va più solo considerata di interesse locale ma sovra provinciale anzi addirittura sovra regionale.

Riteniamo infatti che una zona così vasta sia di richiamo per imprese industriali e di logistica non solo della Lombardia ma anche dell’Emilia Romagna e del Veneto.

Ricordiamo inoltre che tante aree e distretti produttivi oggi si trovano in elevata concentrazione dimensionale e ben potrebbero trovare una collocazione alternativa in Tencara.

Sulla base di queste prospettive future molto importanti sviluppiamo un progetto sicuro e definitivo di navigabilità del fiume impostando un accordo, un protocollo di intesa per la costituzione di una società ad hoc cui demandare la realizzazione delle operazioni ma anche quelle di mantenimento. Non sarebbe infatti sufficiente risolvere i problemi di circolazione sul fiume ma dovremo anche garantirne la fruibilità impendendo che in futuro nuovi ostacoli possano mettere a rischio il traffico delle imbarcazioni. In questa società deputata ai lavori dovrebbero parteciparvi tutti gli enti ed istituzioni territoriali coinvolte ma anche privati che volessero condividere questi obiettivi.

Riteniamo che già le tante esperienze di trasporto sul fiume effettuate in questi anni abbiano dimostrato quanto possa essere preziosa l’alternativa della via d’acqua.

L’associazione industriali dunque chiede:

– A tutti i players interessati ed alla regione Lombardia in primis di fornirci un indirizzo chiaro in merito alle proposte da noi avanzate in questa sede e di spendersi, in un progetto attuativo di rapida concretizzazione

–  Che venga valutato  un sistema di incentivi atto a stimolare e rendere più conveniente il trasporto su acqua .

Abbracciamo la logica degli investimenti utili al territorio, al ragionamento prospettico che veda, in un’ ampia previsione di marketing territoriale, l’occasione di Tencara e della navigabilità del nostro fiume siano opportunità da non perdere.

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