Un commento

Ex Inam, gli enti locali avallano la chiusura “senza un confronto”

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“Proposte avanzate dall’Azienda Ospedaliera, condivise dall’Asl e condivise dagli Enti istituzionali (Comune e Provincia di Cremona)”. Si parla del futuro dell’Ex Inam e questo è il contenuto di una nota allegata alla risposta dell’assessore Luciano Bresciani all’interrogazione scritta presentata da consiglieri regionali dell’opposizione, tra cui il consigliere del Pd Agostino Alloni. Una nota che porta il Partito democratico cremonese ad attaccare circa il progetto di dismissione della struttura: “Apprendiamo una novità importante: il Sindaco Perri, dopo aver dichiarato che si sarebbe fatto carico di dar voce alle istanze dei cittadini, ha già avvallato il progetto dell’Azienda ospedaliera, un progetto che, a nostro parere, non costituisce una risposta innovativa ai bisogni di salute, ma un’operazione di semplice riduzione dei costi”. Sono le parole del capogruppo in Consiglio comunale, Maura Ruggeri.

Quali risposte alle sollecitazioni della cittadinanza cremonese, “firmataria della petizione contro la chiusura del poliambulatorio”, quale margine di possibilità per interventi finalizzati a scongiurare l’ipotesi e quale il margine per l’ipotesi di riconversione della struttura in un presidio assistenziale di primo livello “sul modello delle ‘Case della Salute’ già attive in altre aree del territorio nazionale”. Questi, in sintesi, i tre punti dell’interrogazione diretta al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità. La risposta di Bresciani rimanda a una nota del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Simona Mariani. Nella nota si ricordano gli obiettivi che l’Azienda intende perseguire, tra cui la razionalizzazione delle risorse per un “utilizzo più efficiente”. “Le proposte avanzate dall’Azienda Ospedaliera – si legge nel documento – condivise dall’Asl e condivise dagli Enti Istituzionali (Comune e Provincia di Cremona) vengono di seguito sintetizzate: spostamento dell’attività di specialistica ambulatoriale convenzionata e del punto prelievi presso la Medicina di Gruppo (in via Dante, ndr); spostamento dell’attività di medicina dello sport direttamente nel presidio ospedaliero cremonese; trasferimento, presso il presidio ospedaliero cremonese, delle attività di fisioterapia, inalatorie e degli ambulatori odontoiatrici (…); utilizzo del fabbricato del poliambulatorio specialistico di viale Trento e Trieste, previa la necessaria ristrutturazione, quale sede unica del Polo Universitario di Formazione Sanitaria per i corsi di laurea per infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia e assistenti sanitari”.

“Il centro destra al governo della città – afferma la Ruggeri – prima ha bocciato la proposta del Pd di avviare una consultazione di tutti i soggetti interessati al futuro dell’ex Inam, poi ha dato l’assenso ad un’operazione per cui era necessario aprire un confronto, senza neppure convocare la commissione preposta per acquisirne il parere. Ci stupivamo del silenzio del Comune, ora ne comprendiamo le ragioni: a quanto pare l’assenso era già stato dato. Chiediamo, in ogni caso, che venga fatta chiarezza sull’avvenuta espressione di parere e che sul progetto in questione si apra il confronto in Consiglio comunale”.

 

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Commenti
  • rescaglio paolo

    E’ vergognoso il modo d’agire dei politici eletti che riconfermano l’indifferenza verso i cittadini più indifesi.Chiudere l’EX INAM vuol dire costringere persone anziane e bisognose di cura ad un grande disagio.Come ormai la politica ci ha abituati anche in questo caso le promesse sono state disattese.