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Acqua, confronto tra le società che operano sul territorio provinciale

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Modelli ed esperienze di gestione del servizio idrico a confronto. Oggi pomeriggio, in San Vitale, hanno portato i loro esempi i presidenti delle società che si occupano della gestione dell’acqua sul territorio: da Aem a Scrp (Crema), da Padania Acque ad Aspm (Soresina). Presenti anche diversi sindaci del territorio così come consiglieri provinciali. Si mantiene dunque alta l’attenzione sul processo di riforma del modello di gestione del servizio idrico, anche a fronte del modello (società mista pubblico/privato) proposto dal presidente Massimiliano Salini. L’incontro di ieri è stato organizzato da Giuseppe Trespidi, presidente della commissione provinciale Affari Istituzionali, e da Maria Rosa Zanacchi, presidente della commissione provinciale di Vigilanza. “E’ stato un utile incontro conoscitivo – ha commentato Trespidi -: finalmente sono stati messi a confronto i risultati delle società che operano nel nostro territorio in questo settore. Interessante è il fatto che passano notevoli differenze tra le varie società per quanto riguarda i costi di gestione”.

A maggior ragione, ha aggiunto Trespidi, resta in campo la proposta illustrata giusto alcuni giorni fa dall’Udc insieme a Fli e Alleanza per l’Italia per una gestione “in house”, ossia interamente pubblica attraverso una sola società formata dai Comuni e dalla Provincia di Cremona.

Chiede di valorizzare le società pubbliche del territorio anche Andrea Virgilio, capogruppo del Pd in Provincia. “Nonostante l’esito referendario – dichiara il consigliere -, che richiama a una forte condivisione sulle scelte relative al futuro modello gestionale del nostro sistema idrico, la Provincia sembra aver deciso di accelerare sulla sua proposta. Tutto questo a fronte di un quadro nazionale estremamente incerto sia rispetto alla pesante instabilità economica e finanziaria, sia in riferimento a ipotesi di superamento dello stesso ente Provincia”.

“Nella consapevolezza che l’iniziativa dei Presidenti Trespidi e Zanacchi – commenta ancora Virgilio -, finalizzata a confrontarci su altre esperienze di gestione dell’acqua, sta garantendo una fase di approfondimento, quello che emerge è una situazione di asimmetria informativa a danno del territorio e in particolare dei sindaci, i veri interlocutori di questo percorso. In provincia di Cremona i comuni dispongono di società pubbliche che in questi anni hanno dimostrato efficienza e attenzione ai beni comuni, sarebbe un gravissimo errore disperdere questo patrimonio per la foga di abbracciare soluzioni che rischiano di essere virtuose solo sulla carta. Quello che vogliamo sapere è se Padania Acque, AEM, SCS ecc. possono diventare attori del progetto o sono semplicemente subalterne? Forse sarebbe utile un’interlocuzione con queste realtà anche per capire praticabilità e tenuta reale di una qualsiasi proposta”.

“Un vero progetto deve avere un profilo chiaro – conclude -: un progetto industriale e imprenditoriale di mobilitazione attiva e di protagonismo del territorio a partire dalla valorizzazione delle sue esperienze pubbliche”.

 

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