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Omaggio ad Henghel Gualdi a San Martino di Rio Tre giorni di concerti e una mostra

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San Martino in Rio dedica tre giorni di concerti ed una mostra al  suo illustre figlio, clarinettista di fama internazionale scomparso nel 2005. Gran finale domenica 23 (ore 18, ingresso libero) con i successi di Gorni Kramer. Di scena e giovani virtuosi. Dedicata a Cremona l’ultima composizione del  “Benny Goodman italiano”.

San Martino in Rio – A quasi sei anni dalla sua scomparsa (16 giugno 2005) il paese natale di Henghel Gualdi, clarinettista di fama internazionale, dedica al suo illustre figlio una tre giorni di concerti e mostre che aprirà venerdi  sera con la band di Tullio De Piscopo e si concluderà domenica  ,alle ore 18.00,  con un concerto-rivisitazione del complesso mondo di Gorni Kramer(1913-1995).

L’iniziativa , promossa per onorare e mantenere viva la memoria del “Benny Goodman italiano”, è stata voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Martino (Bassa reggiana, a pochi minuti d’auto da Carpi e Correggio) ed  ha un titolo inequivoco: “Henghel Gualdi with love”.

La tre giorni , dopo il concerto inaugurale (accanto a De Piscopo suonerà il clarinettista Mauro Negri, autentico virtuoso) proseguirà sabato con l’inaugurazione della mostra “La stella del jazz”; interverranno  il consigliere regionale Maurizio Cevenini,l’Assessore provinciale alla Cultura Mirko Tutino e Pietro Vinceti, presidente della Accademia italiana del clarinetto. La mostra resterà aperta fino al 29 aprile 2012 ( Rocca Estense,  sabati  mattina e festivi) e si preannuncia unica nel suo genere con suoni, voci, filmati, collezioni (anche il clarinetto di Pupi Avati). Prevista pure una kermesse gastronomica organizzata dalla Pro Loco. Saranno possibili visite guidate per scolaresche e laboratori all’interno  della mostra (per informazioni: tel.0522-636709).

Henghel Gualdi è considerato il più grande clarinettista italiano, capace come nessun altro di spaziare dal jazz al classico (transitando per il “liscio”) con una duttilità, tecnica  e idee a dir poco sorprendenti. La sua carriera è stata lunga e ricca di successi avendo collaborato con musicisti di fama mondiale come Bill Coleman, Chet Baker, Count Basie, Gerry Mulligan, Paquito D’ORivera, Sidney Bechet. Al festival di Sanremo (1968) ha suonato accanto a Louis Armstrong. Poi è stato in tournèe con mostri sacri del jazz americano come Lionel Hampton, Teddy Wilson e Joe Venuti.

La sua fama è iniziata ben presto, nel 1954, vincendo il concorso radiofonico “Bacchetta d’oro Pezziol” davanti all’orchestra cremonese di Nino Donzelli (Gli “Happy Boys), il primo complesso di Mina. Poi è stato un crescendo straordinario. Nel 1994 è stato chiamato a suonare a Rimini davanti a Bush e Gorbaciov.Un trionfo.

Il suo ultimo brano, scritto con Dante Torricelli , si intitola “Frizzantino” e lo ha dedicato alla Borbon Street Dixie Band di Cremona con la quale aveva suonato poco prima al Teatro Cittanova, invitato dal giornale locale. Nella lettera scritta di suo pugno al capo-orchestra  Beppe Corbari di Cremona (novembre 2004) scrive:” Carissimo, ecco il Frizzantino – tempo, ritmo, fox moderato,  non veloce, non lento. Funziona anche perché ha una melodia orecchiabile, come va di moda oggi anche nelle sale da ballo. Finalmente! C’è l’impegno e l’impiego del clarinetto come solista (…)Sappiami dire. Ps.Ti ho pensato:sai che sei bravo, suoni bene.Un abbraccione”.

Sette mesi più tardi la morte per un infarto nella sua casa di Bologna. Ai suoi funerali a San Martino in Rio c’erano quasi 2mila persone tra cui i cantanti Consolini e Mingardi, il flautista Griminelli, il compositore Iller Pattaccini e storici impresari teatrali come Fabio Cilloni del Kiwi che per Gualdi aveva organizzato serate-evento con Chet Baker e Joe Venuti (in platea  Lucio Dalla e Claudio Baglioni).All’omelia il parroco don Giancarlo Pergreffi, citando Schubert, ha detto: “Beati coloro che hanno la musica nel cuore ed il  sorriso sulle labbra”.

Enrico Pirondini

 

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