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Nuovo assalto della grande distribuzione Adesso tocca alla ex Scac di via Sesto Commercio cremonese al tappeto Altre iniziative in arrivo

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Un punto vendita da 1500 metri della francese “Maisons du monde”, un albergo, una palestra, altri negozi di media superficie, uffici, un ristortante e forse una seconda catena commerciale francese (Decathlon?) e poi uffici. Questo il destino dell’ex Scac (Società Cementi Armati e Centrifugati) di via Sesto, proprio di fronte al Centro Commerciale Cremona Po. Niente case ma terziario. Il fiore all’occhiello sarà il negozio di mobili e arredi in stile provenzale ed etnico che già lo scorso giugno ha aperto i battenti al Fidenza Shopping ma che già conta decine di negozi in tutta Italia. Ad effettuare l’intervento è la nuova proprietà dell’area, il gruppo Toto guidato dal patron Carlo e dal figlio Alfonso. Toto Costruzioni Generali (strade, viadotti, ferrovie) ha chiuso il 2010 in rosso aumentando i debiti verso le banche. Il gruppo balzò agli onori della cronaca quando cedette AirOne, in gravissime difficoltà, a Cai Alitalia.

La destinazione urbanistica della grande area da 73.400 metri (con 15.400 metri di superficie coperta) è quella di “area polifunzionale” di fatto un termine con il quale ci può star dentro tutto. Il progetto dell’intervento, già presentato con un planivolumetrico in Comune,  ha tutte le caratteristiche architettoniche del centro commerciale (avrà uno sviluppo di ventimila metri quadrati con una vasta porzione di parcheggi per centinaia di auto) ed è stato predisposto dall’architetto cremonese Emiliana Brambilla. L’intervento potrà giovarsi dell’unico sottopasso che verrà realizzato in città e che è già stato messo a bilancio dal Comune: quello che da via Sesto (cioè da una rotonda di fronte alla Scac) arriverà fino in via Milano. Si è a lungo parlato della volontà di togliere i passaggi a livello in via Brescia, in via Persico o in via Milano. L’unico messo a bilancio, per ora, è quello che “aiuterà” lo sviluppo della ex Scac.

Sul progetto è già guerra dichiarata da parte dell’Ascom e della Confesercenti che vedono nell’intervento tanto caldeggiato dalla giunta comunale l’ennesimo attacco al centro città, ai suoi negozi, alle sue vetrine. Pare riprendere infatti  l’assalto dei centri commerciali al nostro territorio che metterà definitivamente al tappeto il commercio tradizionale. Arrivano due centri a Castelverde e sulla tangenziale cittadina, per un altro si pensa a una localizzazione a Malagnino ed è possibile un ulteriore insediamento nell’ax area annonaria (zona stadio Zini e dintorni). Il tappo dello stop temporaneo all’espansione dovuto alla crisi e alla difficoltà delle imprese della grande distribuzione, pare stia definitivamente saltando. Ed ecco il lancio di nuove iniziative di grande distribuzione.

L’AIRONE DI CASTELVERDE. Una struttura di due piani alle porte del paese. 6400 metri quadri di superficie commerciale. 400 posti auto, 25 negozi della pezzatura minima di 80 metri quadri. Sono questi i numeri del nuovo centro commerciale che sorgerà sulla via Bergamo, a 5 chilometri di distanza da Cremona. Un complesso che verrà inaugurato alla fine del 2012 o all’inizio del 2013 al massimo, annunciato agli automobilisti attraverso un grande cartellone pubblicitario comparso qualche giorno fa a ridosso della nuova rotonda.L’Airone – Botteghe in Castelverde il nome del complesso, Proprietà e Prestigio l’azienda dei intermediazione immobiliare che ne cura la commercializzazione. «E’ ancora presto per parlarne – ha detto Renato Pavanato di Proprietà e Prestigio -. Sarà un piccolo centro con una ventina di negozi, un supermercato e tanti servizi». L’Airone di via Bergamo è il quinto centro commerciale costruito nei pressi di Cremona e va a chiudere il cerchio delle zone commerciali della città.

L’EX CENTRALE DEL LATTE. Lo stand by  pare finito anche per la vecchia centrale del latte di Cremona, realizzata sulla tangenziale di Cremona su progetto dell’architetto Mino Galetti. La Giunta ha infatti approvato e assegnato al consiglio comunale una variante per realizzare un vecchio progetto dello studio cremonese di architettura Ori e Arienti, sulla base di autorizzazioni datate addirittura 2007 ( mille metri di vendita complessivi) alla proprietà VIA BIT di Brescia. La struttura sarà ad L e su due piani (il commerciale al piano terra, uffici e terziario avanzato al piano superiore, garage al seminterrato e un albergo di quattro piani sul retro). Il tutto in uno spazio architettonico di oltre diecimila metri quadrati che cercherà di riproporre il ricordo della vecchia struttura con un mix tra cemento, mattoni a vista e vetro con un’attenzione alla campagna circostante. Previsto anche il recupero della vicina cascinetta del Chiavichino e una pista ciclabile per collegare tangenziale e centro città.

L’AFFOLLAMENTO DEI CENTRI COMMERCIALI. Mentre potrebbero calare in città e nelle vicinanze altre medie superficie di vendita (trattative sono in corso per un centro a Malagnino, un altro in fregio alla futura Cremona-Mantova ed un altro ancora arriverà quasi sicuramente nell’area ex annonaria-zona stadio ex macello), prosegue la corsa a costruire medie e grande strutture di vendita senza logica commerciale nè di marketing territoriale. La nuova realizzazione commerciale nell’ex Centrale del latte arriva a pochi metri dal supermercato Witor’s-Biglia (su via Rosario), a 300 metri dal centro commerciale  “I Navigli” (con il supermercato Rossetto e altro) che sta già pensando a un allargamento sulla ex cascina “Colombera” rasa al suolo proprio in questi giorni, e a 800 metri da Cremona Po (20 mila metri quadrati di vendita su 200mila metri di superficie). In via Bergamo nascerà “L’Airone” a Castelverde. Ricordiamo poi che sulla Paullese, proprio tra Cremona Po e il Carrefour di Costa S.Abramo,  incombe sempre il nuovo centro commerciale tra le vie Picenengo-de’ Berenzani, la cosiddetta area Cardaminopsis dove sono già state autorizzati 10mila metri di  superfici di vendita (su oltre 120mila metri complessivi). Dalla parte opposta della città c’è poi Cremona 2 con 25mila metri di vendita a Gadesco, sulla via Mantova, il superstore Esselunga (3mila metri) in via Ghisleri, il Carrefour in piazza Lodi, leCoop di via del Sale e via Cà del Vescovo, il Famila nell’area ex Consorzio Agrario, numerosi discount e supermercati di medie dimensioni. Anche il Bennet di Castelvetro Piacentino – secondo quanto risulta da uno studio interno – pesca buona parte dei suoi clienti (il 40%) sotto il Torrazzo.

 

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Commenti
  • Maura Ruggeri

    “Un impegno forte nell’ambito del marketing territoriale deve fare da filo conduttore di progetti ed iniziative, che devono concentrarsi con grande coraggio sulla promozione del commercio sia nel centro storico che nelle periferie, valorizzando la risorsa sociale dei negozi “di vicinato” per far rivivere la città in tutti i suoi spazi.
    In questo senso sarà opportuno evitare, in futuro, l’insediamento sul territorio comunale di nuovi centri della grande distribuzione. Al contrario, occorrerà trasformare il centro storico in un vero e proprio “centro commerciale all’aperto”:

    dal programma elettorale del sindaco Perri

  • roberto

    “Ripercorrere una volta per tutte, quando e -specialmente – come sono nati i ns centri commerciali, credo sarà un percorso opportuno perchè in tutte queste scelte si possa trovare una paternità.

  • Gianni

    Premetto che non ho mai visitato un negozio Maison du Monde, trovo estremamente provinciale iniziare un fuoco di sbarramento ideologico contro un punto vendita che, alla fine, renderà l’offerta commerciale di Cremona meno povera di quella di Bergamo (Orio Center?) o di Piacenza (avete mai visitato l’Auchan di San Rocco al Porto?).
    E se anche l’Amministrazione comunale volesse opporsi con quali armi potrebbe farlo?
    E i posti di lavoro che si vengono a creare fanno proprio schifo?

  • giovanni lugliè

    nel 1996 mario toto proprietario del paccheto scac spa soceta cementi armati centrifugati chiude cremona per cessata attivita lasciando centinaia di operai scac a spasso. e oggi ritornano per fare un centro comerciale che non serve a niete.io mi chiedo perche non anno lascito la fabbrica scac attiva?ricordo che la scac era nata nel 1921 ed era lider nella produzione di pali cemento.faceva parte della storia industriale del nostro paese.perche non riaprono la ditta come scac?e danno lavoro a 200 persone piu lindoto?saluti