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Analisi congiunturale, rallenta la produzione e calano gli ordinativi

auricchio

(Nella foto, a destra, Auricchio)

La produzione rallenta e preoccupazioni arrivano dal calo degli ordinativi interni ed esteri. Questo il quadro dell’analisi congiunturale manifatturiera relativa al terzo trimestre 2011. I dati sono stati presentati ieri a Milano. Intervenuto Gian Domenico Auricchio, vicepresidente di Unioncamere Lombardia e presidente della Camera di commercio di Cremona.

I dati del terzo trimestre 2011 giungono in un momento di elevata criticità per l’economia italiana, esposta più di altre alle speculazioni finanziarie e alla contrazione della domanda mondiale e impegnata con i partner europei su difficili interventi strutturali per il risanamento e lo sviluppo. E’ lo scenario individuato dall’indagine, che mette in evidenza come in tale contesto sia già positivo che l’indice della produzione industriale cremonese recuperi il 4,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Viceversa il dato congiunturale, anche se riferito al terzo trimestre dell’anno, che normalmente presenta le maggiori difficoltà nella correzione statistica della componente stagionale e va quindi interpretato con la massima cautela, evidenzia una contrazione della produzione del 3,1% e interrompe il trend positivo della produzione che, pur con qualche esitazione, si protraeva ormai da due anni.

La produzione manifatturiera cremonese
Numeri indice destagionalizzati – base: media anno 2005=100

Fonte: Unioncamere Lombardia

L’indice destagionalizzato della produzione industriale provinciale si attesta a quota 106,9 e si allontana dai valori che hanno preceduto la crisi (109,7) e che erano stati raggiunti e superati solo tre mesi fa con lo stesso a 110,3. Più preoccupante del rallentamento della produzione è forse il calo congiunturale degli ordinativi: -3,4%  quelli interni e  -4,7% quelli esteri. Merita forte attenzione il calo della domanda estera che nei trimestri precedenti era stata il motore del recupero produttivo, con le esportazioni cremonesi nel primo semestre 2011 tornate ai livelli pre-crisi.

Si ferma inoltre anche la crescita congiunturale del fatturato a prezzi correnti (-0,1%) e, con esso, anche la dinamica inflattiva di materie prime e prodotti. Torna a diminuire leggermente il numero di addetti impiegati (-0,3%), ma calano ulteriormente anche i ricorsi alla Cassa integrazione guadagni ordinaria delle imprese cremonesi: vi ha infatti fatto ricorso meno del 9% delle imprese (contro il 12 di tre mesi fa), e la quota delle ore effettivamente utilizzate rispetto al monte ore complessivo dello 0,2%, significa un ritorno sui livelli precedenti alla crisi e la migliore situazione in regione insieme a Lodi. I dati congiunturali lombardi, pur tutti in peggioramento, sono meno negativi di quelli cremonesi anche se ancora più lontani dei nostri dai livelli pre crisi.

La produzione industriale è in decelerazione, ma presenta comunque un segno positivo (0,1%). A preoccupare è il consistente arretramento degli ordini sia sul fronte interno (-1,7%) che sul mercato estero (-3,4%). L’occupazione si mantiene sostanzialmente stabile (-0,1%) e diminuiscono anche in regione i ricorsi alla Cassa Integrazione sul monte ore trimestrale che passano dal 2,4% all’1,8%.

Produzione industriale – Cremona e Lombardia
Indice trimestrale destagionalizzato – base: media anno 2005=100

Fonte: Unioncamere Lombardia

I dati tendenziali, cioè rapportati al terzo trimestre del 2010, si mantengono in maggioranza positivi sia per la provincia di Cremona che per l’intera Lombardia, ma appaiono in rallentamento. In regione la produzione, trainata ancora da siderurgia e meccanica, dimezza il tasso annuo di aumento e passa dal +4,9 al 2,8%, mentre entrano nell’area negativa entrambe le componenti della domanda, con gli ordini interni al -4,8% e quelli esteri al -2,2%. Si stabilizza l’occupazione (-0,5%) e continua a crescere (+5,2%) il fatturato.

La produzione industriale cremonese, corretta per il numero di giorni lavorativi, su base annua si mantiene ampiamente positiva del 4,9% e, pur rallentando rispetto al +8,6 del secondo trimestre 2011, è seconda in regione dietro solo a Varese (+5,3). Cremona conferma una quota di imprese in crescita tendenziale (il 67%) che è nettamente la più alta tra le province lombarde, la cui media si situa al 50%. Parallelamente, la percentuale delle imprese ancora in contrazione produttiva, che per Cremona è al 20%, è la più bassa in regione, dove la crisi non è ancora stata superata dal quasi 35% delle imprese.

L’unico dato negativo a livello tendenziale è quello relativo agli ordini interni deflazionati che sono al -7%, mentre pur in netto ridimensionamento, tiene la domanda estera (dal +9,5 al +1,5%). Il fatturato si mantiene sempre su livelli ben superiori (+8%) a quelli di un anno fa ed anche l’occupazione conferma un numero di addetti superiore dell’1,2% rispetto al settembre 2010.

Produzione industriale per provincia
Variazioni tendenziali corrette per il numero di giorni lavorativi

Fonte: Unioncamere Lombardia

Tra i settori che hanno maggiormente contribuito all’incremento produttivo su base tendenziale si trovano ancora la siderurgia e la meccanica, cioè i più importanti dell’intero comparto manifatturiero provinciale, con variazioni che, pur non ripetendo il +15% del trimestre scorso, tuttavia sono ancora consistenti, rispettivamente del 9,2 e del 7,9%. E’ importante comunque osservare che per tutti i principali settori economici le variazioni produttive tendenziali rimangono nell’area positiva.

Produzione industriale per settore
Variazioni tendenziali corrette per il numero di giorni lavorativi

Fonte: Unioncamere Lombardia

Dopo il precedente trimestre di leggera ripresa, ritornano quasi tutti nell’area negativa i dati sia congiunturali che tendenziali dell’artigianato cremonese. La produzione destagionalizzata riperde quasi tutto l’incremento del trimestre precedente (+1,1%) e cala congiunturalmente dello 0,8%, assieme al fatturato (-1,2%) e all’occupazione (-0,3%). In controtendenza, gli ordini risalgono dell’1%, senza comunque riuscire a recuperare le perdite registrate nei periodi immediatamente precedenti.

 

Risultati congiunturali sinteticiVariazioni destagionalizzate

3°/ 10 4°/ 10 1°/ 11 2°/ 11 3°/ 11
CREMONA
Produzione industriale -0,1 +4,2 +3,0 +1,3 -3,1
Ordinativi interni a prezzi costanti +5,6 +1,0 -3,9 -0,5 -3,4
Ordinativi esteri a prezzi costanti +1,5 +3,3 -0,2 +3,6 -4,7
Fatturato a prezzi correnti +3,6 +2,1 +3,1 +2,6 -0,1
Occupazione -0,5 +0,6 +0,2 +0,7 -0,3
Prezzi delle materie prime +2,5 +3,0 +5,4 +2,6 +0,5
Prezzi dei prodotti finiti +0,8 +1,2 +3,5 +1,4 +0,1
LOMBARDIA
Produzione industriale +1,1 +2,3 +0,6 +0,6 +0,1
Ordinativi interni a prezzi costanti +0,0 -0,3 -1,0 -1,1 -1,7
Ordinativi esteri a prezzi costanti -0,2 +2,8 -0,6 -0,5 -3,4
Fatturato a prezzi correnti +1,9 +2,6 +1,4 +1,2 +0,6
Occupazione -0,3 -0,3 -0,1 -0,1 -0,1
Prezzi delle materie prime +2,8 +3,4 +5,4 +3,7 +1,5
Prezzi dei prodotti finiti +1,0 +1,1 +2,4 +1,8 +0,6

 

Risultati tendenziali sintetici Variazioni corrette per il numero di giorni lavorativi

3°/ 10 4°/ 10 1°/ 11 2°/ 11 3°/ 11
CREMONA
Produzione industriale +3,9 +4,6 +8,5 +8,6 +4,9
Ordinativi interni a prezzi costanti +4,7 +2,6 -1,4 +1,6 -7,1
Ordinativi esteri a prezzi costanti +5,8 +7,7 +7,0 +9,5 +1,5
Fatturato a prezzi correnti +4,9 +7,4 +9,9 +13,5 +8,1
Occupazione +0,3 +1,0 +1,3 +1,1 +1,2
Prezzi delle materie prime +11,2 +13,8 +16,1 +14,1 +12,1
Prezzi dei prodotti finiti +2,5 +3,6 +6,9 +7,1 +6,3
LOMBARDIA
Produzione industriale +8,6 +10,1 +8,2 +4,9 +2,8
Ordinativi interni a prezzi costanti +6,5 +4,4 -0,2 -1,3 -4,8
Ordinativi esteri a prezzi costanti +7,5 +7,5 +5,0 +1,7 -2,2
Fatturato a prezzi correnti +9,7 +11,1 +10,9 +7,9 +5,2
Occupazione -2,1 -1,5 -1,0 -0,7 -0,5
Prezzi delle materie prime +11,1 +14,3 +17,0 +16,2 +14,8
Prezzi dei prodotti finiti +2,4 +4,0 +6,1 +6,5 +6,0

 

ARTIGIANATORisultati sinteticiDati congiunturaliVariazioni destagionalizzate

3°/2010 4°/2010 1°/2011 2°/2011 3°/2011
Produzione +2,1 -0,8 -1,1 +1,1 -0,8
Fatturato a prezzi correnti +2,1 +0,5 -0,2 +0,8 -1,2
Quota % di fatturato estero 2,9 6,5 5,5 5,3 2,2
Ordini totali deflazionati +1,8 -1,1 -0,7 -1,7 +1,0
Giorni di produzione assicurata 34,2 21,8 27,8 29,2 24,9
Occupazione -0,3 -1,3 -0,7 +0,5 -0,3
Giacenze di materie prime -9,0 -16,1 -8,6 -2,7 -1,2
Prezzi delle materie prime +3,4 +2,8 +6,0 +3,1 +3,1
Giacenze di prodotti finiti -11,1 -21,7 -11,1 -5,6 -22,7
Prezzi dei prodotti finiti +0,6 +1,0 +0,6 +0,5 -0,0

 

ARTIGIANATORisultati sinteticiDati tendenzialiVariazioni corrette per il numero dei gg.ll.

2°/2010 3°/2010 4°/2010 2°/2011 3°/2011
Produzione +4,4 +3,8 -0,3 +1,3 -1,2
Fatturato totale a prezzi correnti +2,3 +5,1 +3,4 +3,9 -0,3
Ordini totali deflazionati +7,3 +2,2 +1,7 -2,5 -3,1
Occupazione -2,1 -2,6 -2,2 -1,8 -1,8

 

 

Questa la nota completa del vicepresidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio

I dati del terzo trimestre 2011 giungono in un momento di elevata criticità per l’economia italiana, esposta più di altre alle speculazioni finanziarie e alla contrazione della domanda mondiale e impegnata con i partner europei su difficili interventi strutturali per il risanamento e lo sviluppo.

In tale contesto è già positivo che il manifatturiero lombardo mantenga di fatto gli stessi livelli produttivi del secondo trimestre e recuperi il 2,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

D’altro canto, tali risultati confermano che si è per il momento arrestato il processo di recupero dei livelli produttivi pre-crisi: l’indice della produzione industriale lombarda resta infatti stabile attorno a quota 100 (vale a dire gli stessi livelli produttivi del 2005), ben al di sopra del minimo toccato nel secondo trimestre 2009 (quota 86,6), ma ancora lontano dal 108,7 massimo raggiunto nel quarto trimestre 2007.

Più preoccupante del rallentamento della produzione è forse il calo degli ordinativi: sia di quelli interni che diminuiscono, rispetto al trimestre precedente,  del 1,7% che, soprattutto, di quelli esteri, in flessione del 3,4%.   Va sottolineato che il confronto fra terzo trimestre (condizionato dal periodo feriale) e il secondo è sempre esposto a qualche difficoltà di valutazione, nonostante un attento processo di destagionalizzazione.  Merita  comunque forte attenzione il calo della domanda estera che nei trimestri precedenti è stata il motore del recupero produttivo (le esportazioni lombarde nel primo semestre 2011 erano  tornate praticamente ai livelli pre-crisi).

A confermare un peggioramento congiunturale del manifatturiero lombardo sono anche i risultati specifici dell’artigianato, che denuncia un decremento della produzione dell’1% sia sul trimestre precedente che sullo stesso trimestre dello scorso anno e che  vede il numero indice della produzione schiacciato a quota 76 (base 2005=100).

Il fatturato a prezzi correnti mantiene tassi di crescita positivi ma in attenuazione. La variazione tendenziale si  ferma al +5,2% (contro l’8% del periodo precedente) e rispetto al trimestre precedente l’incremento è solo dello 0,6%.

Per le aziende artigiane il fatturato è praticamente stazionario con una variazione del +0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua.

Registrano variazioni positive su base annua la maggior parte dei settori industriali con la siderurgia (+5,1%), la meccanica (+4,8%), le industrie varie (+3,2%), i mezzi di trasporto (+3,0%), l’alimentare (+1%) che conseguono i migliori risultati, ma aumenta il numero dei settori in contrazione (abbigliamento -2,4%, minerali non metalliferi -1,9%, tessile -0,7% e legno-mobilio -0,6%).

Risultato opposto tra i settori dell’artigianato, che presenta solo tre settori in crescita su base annua: pelli-calzature (+6,9%), meccanica (+2,3%) e siderurgia (+2,1%). Gli altri settori presentano variazioni tendenziali negative comprese tra il -7,7% delle manifatturiere varie e il -2,9% di legno-mobilio.

Si riduce la quota delle aziende con significativi incrementi della produzione (vale a dire le aziende che presentano un incremento  di produzione maggiore del 5% su base annua): dal 45% del trimestre precedente al 39% dell’attuale e contestualmente  aumenta quella delle imprese con riduzioni rilevanti (28% contro il 22% del precedente periodo).

Il  leggero calo congiunturale dell’occupazione (-0,1% per l’industria)  è compensato per ora dalla diminuzione della percentuale delle imprese che hanno fatto ricorso alla  CIG ordinaria: 17,4% contro il 18,8% del precedente periodo.

Anche per l’artigianato il saldo occupazionale è negativo, ma la quota di aziende che ha utilizzato ore di CIG nel trimestre è stabile al 10% come anche la quota sul monte ore trimestrale dell’1,4%.

Infine, peggiorano le aspettative  degli imprenditori lombardi: si allarga la quota dei pessimisti e di coloro che non si attendono miglioramenti, soprattutto per la domanda interna (che resta un punto dolente della congiuntura attuale) e l’occupazione.

In conseguenza dei dati richiamati e sulla base del modello di previsione in uso per la congiuntura lombarda dobbiamo purtroppo attenderci un ulteriore peggioramento per il trimestre in corso, che potrebbe chiudersi con una variazione negativa della produzione nell’ordine dell’1%.

Nulla di drammatico, ma inversione di tendenza che conferma purtroppo il ridimensionamento dei tassi di crescita attesi per i prossimi mesi ed il prossimo anno.

Un motivo in più per il Sistema camerale, per Regione e per il mondo associativo lombardo  per rafforzare le comuni strategie di intervento tese a recuperare il massimo di competitività del “Sistema Lombardia”.

 

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