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Calcioscommesse, si allarga l’inchiesta Indagate altre 25 persone. Anche giocatori

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Sono passati cinque mesi. Lo scorso giugno gli arresti. Poi interrogatori, verifiche e nuovi accertamenti. Gli investigatori che seguono la maxi-inchiesta di Cremona sul calcioscommesse non si sono mai fermati. In piedi piste che portano fino a Paesi esteri. In corso rogatorie internazionali. E altri nomi sono finiti nelle carte. E’ la seconda tranche: ci sono 25 nuovi indagati. Tra loro, oltre a scommettitori, diversi calciatori di serie B e Lega Pro, una mezza dozzina, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Ad occuparsi dell’inchiesta sono gli uomini della squadra mobile, con a capo il vicequestore aggiunto Sergio Lo Presti. Il coordinamento è del procuratore Roberto di Martino. Assieme a loro, negli ultimi mesi, si sono mobilitati per le indagini anche agenti dello Sco di Roma, il servizio centrale operativo della polizia. Un bilancio dei più recenti risultati investigativi è atteso per dicembre.

LO SCORSO GIUGNO L’ESPLOSIONE DEL CASO

Figure note e meno note, del mondo del pallone e non, erano finite in arresto il primo giugno. Sedici persone accusate, a vario titolo, di aver determinato condizionamenti sui risultati di partite delle massime categorie calcistiche italiane. Si legge nell’ordinanza del giudice Guido Salvini: scopo dell’organizzazione era commettere “in via stabile ed organizzata, con cadenza almeno settimanale, una pluralità di delitti di illecito sportivo, nonché di truffe ai danni delle società di calcio e degli scommettitori legali. L’associazione interferiva su una pluralità di partite di calcio della Lega Pro, della serie B e della serie A”.

Tra gli arrestati di giugno l’ex portiere della Cremonese Marco Paoloni, accusato di aver drogato i compagni con il Minias in occasione della gara giocata contro la Paganese, allo Zini, il 14 novembre 2010. Le manette, nell’inchiesta che ha successivamente portato la giustizia sportiva a un procedimento dai noti risultati, erano scattate anche per Massimo Erodiani, titolare di un’agenzia di scommesse di Pescara, per il dentista di Ancona Marco Pirani, per giocatori, ex giocatori e professionisti. Come l’ex bomber Beppe Signori, finito ai domiciliari. O i suoi commercialisti di Bologna, Francesco Giannone e Manlio Bruni. Tra gli indagati l’ex calciatore Stefano Bettarini e il capitano dell’Atalanta (ex Nazionale) Cristiano Doni.

 

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