Cronaca

Processo “tasse” Bracchi-Lazzarinetti L’avvocato della figlia Simona: «Ha avuto la vita distrutta»

Processo “tasse” tra il commercialista Italo Bracchi e il suo ex socio di studio Adriano Lazzarinetti, accusati rispettivamente di calunnia e appropriazione indebita. In aula, l’arringa dell’avvocato Francesco Arata, parte civile per Simona Bracchi: «La tesi dell’accusa di un accordo tra Bracchi e Lazzarinetti non sta in piedi. Il ragioniere non è credibile. La Bracchi – ha detto l’avvocato Arata che ha chiesto la condanna del ragioniere – aveva una contabilità regolare, ma non ha pagato le tasse e i contributi previdenziali. Come mai? Questo perché era Lazzarinetti ad occuparsi della gestione dei conti. E per questa vicenda Simona ha avuto la vita distrutta per qualche anno».  Ha confermato il quadro accusatorio del pm Messina, invece, il difensore di Lazzarinetti insieme a Giovanni Benedini, avvocato Lapo Pasquetti: «La tesi dei Bracchi è piena di incongruenze. Gli assegni emessi finivano in giocate al lotto».
Nell’udienza del 13 gennaio del procedimento in cui Lazzarinetti è accusato di essersi messo in tasca parte del denaro con cui non erano state pagate le imposte dell’avvocato Simona Bracchi e in cui il commercialista deve rispondere di calunnia, la parola passerà alla difesa di Italo Bracchi, assistito dagli avvocati Claudio Schiaffino e Marcello Lattari.

 

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