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Circuito “Città murate e castellate”, l’overture al Museo Civico con il seminario “Le mura di Cremona”

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– nella foto da sinistra: Emanuela Zanesi, Irene Nicoletta De Bona, Barbara Manfredini, Luciano Roncai, Giusi Villari e Ruggero Carletti

 

“Traffici commerciali confluiscono da diverse parti del mondo a questa città attraverso il detto fiume, a tal punto che a ragion veduta può essere chiamata una seconda Genova o Venezia”: così Domenico Bordigallo in Urbis Cremonae syti designum, manoscritto dei secoli XV-XVI, tradotto recentemente e trascritto da Emanala Zanesi dell’archivio di Stato di Cremona, definiva la nostra Cremona per la considerevole presenza di canali e commercio.

L’occasione è stata fornita dal seminario “Le mura di Cremona”, promosso dalla Provincia di Cremona – servizio Promozione turistica, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona, Archivio di Stato di Cremona, Sistema Turistico Po di Lombardia, Città Murate e Castellate ed Istituto Italiano dei Castelli, aprendo un ciclo di incontri su tutto il territorio.

Il circuito “Città murate e castellate”, attivato dal servizio sviluppo turistico della Provincia di Cremona (di cui fan parte Soncino, Casteldidone, Pizzighettone, Castelponzone di Scandolara Ravara, Torre de’ Picenardi, San Giovanni in Croce, Pandino, Crema e Tornata) ha promosso, infatti, un ricco programma 2012 di seminari itineranti, aventi come focus proprio i siti fortificati e castellati della nostra provincia, meta ogni anno di numerosi turisti, tour operator e scuole.

Le tappe il prossimo anno del tour “Conosci i nostri Castelli e Città fortificate?” saranno: il 19 gennaio a Cremona presso l’Archivio di Stato con Mostra documentale (inizio ore 17.00). Poi, sempre al sabato, con inizio alle ore 9.30 (salvo eventuali modifiche), il 28 gennaio a Pizzighettone, 24 marzo Castelponzone, 14 aprile Pandino, 28 aprile Torre de’ Picenardi, 20 ottobre Soncino, 17 novembre Tornata, 15 dicembre San Giovanni in Croce (Crema e Casteldidone data da definire; per info si veda il sito www.turismocremona.it).

L’ouverture presso la Sala Puerari del Museo Civico di Cremona: presenti in qualità di relatori Irene Nicoletta De Bona Assessore al Turismo, Comune di Cremona, Federico Lena  Assessore al Turismo, Provincia di Cremona, Giusi Villari Vice Presidente Istituto Italiano dei Castelli, Emanuela Zanesi Archivio di Stato di Cremona,  Ruggero Carletti Direttore del Settore Progettazione – D.L. e Manutenzione Comune di Cremona e Luciano Roncai Politecnico di Milano.

Nella sala oltre a studiosi, appassionati e ricercatori, una cinquantina di studenti, appartenenti all’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Einaudi di Cremona, un’eccellenza locale i cui ragazzi partecipano già a manifestazioni importanti, oltre a stage e servizi presso brand nazionali, come la Vanoli. L’istituto Einaudi ha attivato infatti, con oltre cento studenti, un indirizzo turistico professionale, divenuto con la recente riforma, indirizzo con profilo tecnico. Ragazzi, quindi, che opereranno presso agenzie di viaggio, strutture ricettive, dediti alla professione di hostess e stewarts, in particolar modo urbani, che il Comune di Cremona ha già attivato come esperienza innovativa, oltre ad altri progetti di marketing, proprio per consolidare le dinamiche delle politiche turistiche a Cremona.

Nel suo intervento introduttivo l’assessore al Turismo del Comune di Cremona Nicoletta De Bona ha evidenziato come la riscoperta del passato sia un ponte di collegamento con il futuro del territorio, riscoprendo le radici da cui si è mosso lo sviluppo del contesto urbano sino ad arrivare ai giorni nostri. Barbara Manfredini, responsabile del Servizio di Promozione Turistica, portando i saluti dell’assessore provinciale Federico Lena, ha presentato la realtà del circuito città Murate e Castellate e della rete dei territori, che ogni anno attivano un ricco calendario di appuntamenti, sempre più oggetto di turismo non solo di prossimità: “Il suolo rappresenta un calendario, a noi riscoprire le singole pagine; il nostro approccio è un tentativo di lettura del territorio e di come narrarlo”.

E’ toccato poi a Giusi Villari, vice presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli e referente per il Bresciano, illustrare l’attività dell’ente, volta alla promozione dei siti fortificati: “Cremona ed il suo territorio rappresentano nel panorama lombardo ed italiano un raro caso quanto esemplare di positiva sinergia per la valorizzazione di questi siti”. L’istituto, nato nel 1964 ha infatti un ruolo di primo attore nella valorizzazione di questo grande patrimonio fortificato: lo dimostrano le attività svolte per la didattica scolastica o la scoperta di itinerari meno noti, ma architettonicamente di pregio in tutta Italia, anche appartenenti a proprietà private.

Emanuela Zanesi, dell’Archivio di Stato di Cremona, ha presentato le fonti documentali che legano il presente della città alla sua origine, in relazione allo sviluppo urbano ed al contesto sociale. Di particolare interesse la sua recente trascrizione e traduzione dell’opera di Domenico Bordigallo “Urbis Cremonae syti designum”, manoscritto dei secoli XV-XVI, che sarà uno dei tanti documenti a cui si farà riferimento il 19 gennaio alle ore 17.00 sempre presso l’Archivio, congiuntamente ad un seminario e ad una inedita mostra documentale sulla memoria storica della città.

Da qui si è appreso come le mura, lunghe ben 5,5 Km, da scopo difensivo siano divenute nel tempo “barriera doganale” e fonte di interconnessione extra-moenia, fortemente contestualizzate dallo sviluppo dell’alveo fluviale, con presenza di una miriade di canali, tombinati nel tempo, su cui insisteva un rilevante traffico dei commerci, attivi sin da epoca romana.

L’architetto Ruggero Carletti, Direttore del Settore Progettazione – D.L. e Manutenzione Comune di Cremona, ha presentato, attraverso mappe d’epoca, immagini topografiche e foto aree, la nascita e lo sviluppo del nucleo storico e della cinta muraria; particolarmente interessante la volontà espressa per il prossimo avvio di uno studio progettuale di interventi conservativi e di riqualificazione del parco a Porta Mosa e del Bastione Caracena.

Luciano Roncai del Politecnico di Milano ha concluso l’incontro, evidenziando le dinamiche politiche, sociali, economiche nonché geomorofologiche che hanno condizionato lo sviluppo di Cremona, attraverso i concetti di “limite e confine”, due chiavi di lettura delle realtà castellate, quali proiezioni concrete dell’intercalare di funzioni urbanistiche delle mura e dell’abitato, dalla centuriazione alla moderna georeferenziazione via satellite.

 

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