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Calcioscommesse: capitolo secondo Oggi interrogatori in tribunale Zamperini e Carobbio dal gip Parla un pentito in Germania: in Campania asiatici fanno scommesse

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– Nella foto, Carobbio e Zamperini

 

PARLA UN PENTITO IN GERMANIA: IN CAMPANIA ASIATICI FANNO SCOMMESSE

Scommesse di asiatici a Napoli. Possibilità di riscuotere il denaro delle puntate nella città campana. Significative dichiarazioni rese dal pentito di Norimberga Marijo Cvrtak, già detenuto a Bochum e condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione per la gestione delle scommesse illecite in Germania. Ha collaborato con le autorità tedesche ed è stato interrogato con l’assistenza di funzionari di polizia italiani sul sistema internazionale delle scommesse calcistiche illecite. Tra le diverse informazioni fornite, alcuni passaggi molto significativi: “Dai miei contatti olandesi sapevo soltanto che a Napoli ci sono dei cinesi asiatici che fanno scommesse“. Da un’olandese ha detto di aver saputo che “quando uno vinceva poteva andare a Napoli per ritirare direttamente i soldi“. Tra le partite sospette c’è una gara del Napoli contro la Sampdoria del 30 gennaio 2011; a parlarne, però, è un altro pentito, ovvero Wilson Ray Perumal, un uomo di Singapore arrestato in Finlandia per reati legati alla manipolazione di competizioni sportive.

L’ombra della malavita entra nella vicenda? Di un contatto tra asiatici e malavita campana, di un accordo commerciale, partendo dalle dichiarazioni di Cvrtak, parla Repubblica.it: scommesse via internet su bookmakers di Singapore e incasso delle somme in Italia.

A Napoli il procuratore aggiunto Giovanni Melillo si sta occupando di un’inchiesta dei risvolti strettamente legati al calcio, alle frodi e agli illeciti di stampo sportivo (la lente è puntata pure sul ruolo ricoperto dai giocatori). In Campania sono inoltre finite nel mirino degli investigatori attività camorristiche: questa è invece l’inchiesta del procuratore aggiunto Rosario Cantelmo. Un fronte che sta trattando la manipolazione delle quotazioni delle scommesse, e l’utilizzo di piattaforme straniere sul web vietate in Italia, tutto quanto a favore del riciclaggio di denaro in odore di camorra.

 

 

Ha cercato di sfuggire all’arresto raggiungendo il garage. E gli investigatori hanno trovato anche un portatile sequestrato (pare nella sua cassaforte) che aveva negato di possedere. La situazione in cui si trova l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, in cella a Cremona e con il divieto di parlare con i suoi avvocati per cinque giorni dopo l’arresto di ieri (provvedimento del gip per tutti gli arrestati italiani), è sempre più complicata. Qualche elemento in più, utile all’indagine, potrebbe saltare fuori proprio dal computer trovato nel corso delle perquisizioni. Si cerca la scheda telefonica romena utilizzata dal calciatore sospeso dalla giustizia sportiva dopo la prima tranche dell’inchiesta calcioscommesse. Doni, dopo le indagini degli ultimi mesi, viene indicato come parte dell’associazione a delinquere colpita la scorsa estate e nelle carte si fa riferimento a un tentativo di inquinamento delle prove dopo l’esplosione della vicenda.

DONI E IL PROGETTO DI INQUINAMENTO DELLE PROVE

In piedi un progetto di manomissione in modalità remota dell’iPhone di Nicola Santoni (anche lui arrestato) finito nelle mani della polizia postale dopo il sequestro dei mesi scorsi (i due ne parlano in una conversazione intercettata nella quale Doni, che usa il telefono di un’altra persona per precauzione, domanda “Fantozzi, è lei?” e dice a Santoni di “fare il falsetto” per camuffare la voce). Ma Doni, secondo gli inquirenti, era anche preoccupato per quanto Santoni (già preparatore del Ravenna Calcio, sospeso dalla giustizia sportiva) potesse raccontare agli investigatori. Per questo avrebbe pagato parte della parcella dell’avvocato dello stesso Santoni. Sia Doni che Santoni, oltre ad Antonio Benfenati, sono finiti in carcere e sono ritenuti parte dell’associazione scoperta con la prima tranche di indagine. Avrebbero influenzato i risultati di Ascoli-Atalanta del 12.3.2011; Atalanta-Piacenza del 19.3.2011 e Padova-Atalanta del 26.3.2011.

“La posizione di Doni – viene scritto nell’ordinanza del gip Guido Salvini – oggi appare molto più chiara, sia alla luce delle ampie ammissioni fornite da alcuni degli indagati, sia attraverso lo studio dei tabulati, che hanno consentito di meglio evidenziare i movimenti delle persone in occasione delle partite, sia alla luce  dell’individuazione di un gruppo di persone che costituisce una sorta di supporto stabile nell’attività illecita di Doni concernente la manipolazione delle partite”.

GIORNATA DI INTERROGATORI

Gli interrogatori di garanzia davanti al gip Guido Salvini, però, cominceranno dall’organizzazione internazionale e dai presunti referenti in Italia su cui si è concentrato questo secondo filone dell’inchiesta. Un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva (fatti aggravati dalla transnazionalità) con vertice a Singapore (a capo Eng Tan Seet, detto ‘Dan’), braccio operativo costituito da un gruppo slavo e giocatori ed ex giocatori compiacenti. I sette italiani arrestati si trovano tutti nel carcere di Cremon (oltre a Doni, Santoni e Benfenati ci sono i presunti referenti in Italia dell’organizzazione transnazionale: il giocatore dello Spezia Filippo Carobbio, l’ex Cremo Carlo Gervasoni, ora al Piacenza ma sospeso dalla giustizia sportiva, Alessandro Zamperini, ex calciatore di B e Lega Pro, e la vecchia conoscenza della serie A Luigi Sartor). Ordinanze di custodia cautelare in carcere anche per dieci stranieri: le operazioni sono in corso.

SARTOR INDICATO COME L’INTERMEDIARIO TRA I BOLOGNESI DI SIGNORI E SINGAPORE

Il ruolo di Sartor, scrive il gip, “è a cavallo delle due organizzazioni delittuose, quella italiana e quella transnazionale, perché tiene i contatti tra il gruppo dei Bolognesi (di cui secondo l’accusa farebbe parte anche l’ex bomber Beppe Signori) e i Singaporesi”. Riscontri a testimonianze, analisi tecniche e monitoraggi si tabulati e celle telefoniche: “Come oramai evidente – va avanti l’ordinanza – le circostanze descritte fanno ritenere altamente probabile che nella giornata del 27 febbraio 2011 Signori Giuseppe abbia incontrato personalmente il singaporiano Pho Hock Keng (esponente dell’organizzazione, ndr) con l’intermediazione di Sartor Luigi”.

DAL GIP ZAMPERINI E CAROBBIO: NELLE CARTE I RAPPORTI DEL PRIMO CON UN’UTENZA RICONDUCIBILE A GERVASONI E CON UN NUMERO GRECO IN CONTATTO CON IL CAPO DI SINGAPORE (AGGIORNAMENTO)

I primi due interrogatori, programmati per oggi, avranno però come protagonisti Zamperini e Carobbio. Nel caso di Cesena-Gubbio del 30 novembre scorso, il giocatore che ha denunciato la manipolazione è Simone Farina, compagno di Zamperini nel settore giovanile della Roma. A fine settembre ha lanciato l’allarme alla giustizia sportiva e poi alla procura. Da Zamperini ci sarebbe stata un’offerta a Farina: un sacco di soldi “da alcune persone”, 200mila euro da dividere con il portiere e almeno due difensori. Nell’ordinanza si parla di “incessante opera di ‘reclutamento’, a mezzo di  referenti  ben inseriti nel mondo del calcio a cui si demanda il compito di avvicinare calciatori in forza a squadre italiane, disposti ad adoperarsi al fine di pilotare i risultati finali dei vari incontri calcistici, dietro considerevoli offerte di denaro”, e Zamperini sarebbe stato proprio uno dei reclutatori, “con il successivo obiettivo di effettuare molto probabilmente scommesse per conto dell’organizzazione facente capo al cartello di Singapore di Tan Seet Eng”. Nelle carte si menzionano anche conversazioni in inglese con un’utenza greca direttamente in contatto con un numero attribuito al capo dell’organizzazione criminale. Oltre a numerosi contatti con un’utenza riconducibile a Gervasoni a ridosso delle gare del Piacenza nella prima metà del 2011.

Carobbio, che ora gioca nello Spezia, sarebbe invece coinvolto in numerose manipolazioni delle “partite della sua squadra, il Grosseto, ma successivamente anche del Siena”.

LE PARTITE FINITE NEL MIRINO E GUADAGNI MILIONARI

Su ogni gara puntate anche tra i 500mila e il milione e mezzo di euro. Tante le partite finite nel mirino dell’organizzazione secondo gli investigatori. Nell’ordinanza si menziona il campionato italiano di calcio di serie A del 2008, con influenze “su molteplici risultati delle partite di calcio della squadra ALBINOLEFFE”, “nonché sulla partita NAPOLI-SAMPDORIA del 30.1.2011, terminata con il risultato di 4-0, sulla partita  BRESCIA-BARI del 6.2.2011, terminata con il risultato di 2-0, sulla partita BRESCIA-LECCE  del 27.2.2011, terminata con il risultato di 2-2, nonché sulle seguenti partite del campionato di serie B 2009/2010: BRESCIA-MANTOVA del 2.4.2010, terminata 1-0; CITTADELLA–MANTOVA del 24.4.2010, terminata 6-0; ANCONA-GROSSETO del 30.4.2010, terminata 1-1; GROSSETO-REGGINA del 23.5.2010, terminata 2-2; EMPOLI-GROSSETO del 30.5.2010, terminata 2-2; PADOVA-MANTOVA dell’11.10.2009, terminata 3-0, GROSSETO-MANTOVA del 15.3.2010, terminata 1-1, SALERNITANA-MANTOVA dell’1.5.2010, terminata 1-3; – nonché sulle seguenti partite dal campionato 2010/2011: SIENA-PIACENZA, del 19.2.2011, terminata 2 a 3; ATALANTA-PIACENZA del 19.3.2011, terminata 3-0; PIACENZA-PESCARA del 9.4.2011, terminata 0-2., NOVARA-ASCOLI del 2 aprile 2011, terminata 1-0; ASCOLI-SASSUOLO del 9.4.2011, terminata 0-0;. TARANTO-BENEVENTO del 13.3.2011, terminata 3-1, SIENA-SASSUOLO DEL 27.3.2011, terminata 4-0; BENEVENTO-PISA DEL 21.3.2011,terminata 1-0 (le ultime tre trattate nella precedente ordinanza del 28.5.2011) – nonché sulla partita di Coppa Italia CESENA-GUBBIO del 30.11.2011″.

 

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