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Acqua, comitati davanti al sindaco “Serve coraggio contro forzature”

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Dopo le richieste il sindaco di Cremona Oreste Perri ha incontrato questa mattina, poco dopo le 10, i rappresentanti dei comitati per l’acqua pubblica. Tutto mentre la giunta provinciale va avanti sulla strada della società mista per la gestione del servizio idrico (c’è la volontà di promuovere incontri di approfondimento con i sindaci come emerge dalla deliberazione del 22 dicembre). Intanto si parla di un possibile ricorso al Tar sull’assemblea dei sindaci del 16 dicembre e i verbali di quella conferenza sono stati inviati al Prefetto. Il primo cittadino, affiancato dall’assessore all’Ambiente Francesco Bordi, ha delineato la posizione del Comune sulla questione: prudenza e nessuna pregiudizio sull’entrata in scena dei privati. Volontà di Perri è la ricerca di una posizione condivisa. Davanti al sindaco i referenti del Comitato acqua pubblica di Cremona: Giampiero Carotti, Diego Antonioli e Francesca Berardi; con loro Giacomo Bazzani, già referente provinciale. Altro obiettivo del Comune emerso nell’incontro di questa mattina: Cremona non vuole guardare solo ai propri interessi, ma vuole essere attenta al territorio e ai comuni limitrofi. Dal canto loro gli esponenti della realtà che battaglia contro interventi di privati nella gestione del ciclo idrico hanno cercato di far pesare il cammino che dal risultato del referendum ha portato fino alle ultime vicende. “Non esiste una preclusione riguardante la gestione pubblica causata da mancanza di fondi, il servizio per legge si finanzia con la tariffa”, ha sottolineato Antonioli del Comitato acqua pubblica dopo l’incontro. “Davanti a un Perri che si è dimostrato contrariato per le forzature e per il modo in cui sta procedendo la questione noi abbiamo chiesto più coraggio. Bisogna far sentire la propria voce – è andato avanti Antonioli-. Abbiamo criticato l’assenza del Comune di Cremona alla conferenza dei sindaci di metà dicembre. In quel momento ci sarebbe stata la possibilità di dire no. Il sindaco ha confermato la sua scelta di non partecipare”, legata alla mancanza di un confronto sereno secondo quanto manifestato ufficialmente in quei giorni.

AGGIORNAMENTO – LA NOTA DEL COMITATO ACQUA PUBBLICA: “PRIVATIZZAZIONE AI DANNI DELLE AZIENDE ESISTENTI”

Più positivo del previsto è stato l’incontro di questa mattina tra il comune di Cremona (nelle persone del sindaco Perri e dell’assessore Bordi) e i portavoce del Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese. Le rispettive posizioni restano ancora lontane su alcuni specifici aspetti del problema e della vicenda, in particolare (ad esempio) sulla assenza del comune di Cremona dalla decisiva Conferenza dei Comuni del 16 dicembre. Tuttavia alcuni elementi importanti e positivi sono stati messi sul tappeto: il primo è che il Comune di Cremona non ha preclusioni ideologiche o tecniche rispetto a una gestione pubblica o privata, ma vuole ricercare con calma e ponderazione la soluzione migliore per la città e il territorio. Dunque una posizione di massima prudenza, che non guarda alle appartenenze politiche. Altrettanto importante è che il Comune di Cremona non sia disponibile ad approvare in questo momento e in queste condizioni il piano d’ambito, che non essendo stato sufficientemente condiviso risulta non a caso privo di appoggio da parte di sindaci e consiglieri provinciali e pertanto di fatto fermo. Piena condivisione con il Comitato c’è stata sul fatto che il meccanismo del silenzio-assenso non è applicabile alla attuale situazione e sulla inaccettabilità delle forzature che l’amministrazione provinciale sta mettendo in atto da mesi a questa parte, in una foga tanto più inquietante in quanto totalmente incurante delle sollecitazioni contrarie che ormai vengono da tutto il territorio e da tutti i soggetti coinvolti.

Il comitato per parte sua ha fatto presente come la principale ragione per la scelta privatistica, vale a dire la possibile mancanza di finanziamenti per gli investimenti, sia nulla più che uno spauracchio visto che per legge tutti i costi del servizio idrico devono essere coperti da tariffa; inoltre ha sottolineato come le recenti interviste e dichiarazioni pubbliche del presidente Salini rendano ormai evidente che il progetto di privatizzazione sarà fatto ai danni delle aziende esistenti e non per “salvarle”. Anche il sindaco Perri ha convenuto sul fatto che il progetto di privatizzazione comporterebbe un cambiamento molto pesante delle caratteristiche del servizio idrico provinciale.

Il Comitato ha tuttavia sottolineato come la recente deliberazione della giunta provinciale rompa formalmente la stasi che il Comune di Cremona valuta essere sul campo e imprima invece una preoccupante accelerazione al percorso. In questo senso il Comitato ha chiesto che il Comune di Cremona ponga in essere al più presto atti che imprimano uno stop reale all’iter del piano d’ambito e creino finalmente le condizioni per quel percorso di approfondimento condiviso che sinora è mancato.


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Commenti
  • Giuanéen

    Già adesso Salini è un leader antipatico (per come si pone, per l’espressione a lui connaturata), alla fine di questa vicenda sarà inguardabile

  • COSTI QUEL CHE COSTI

    Capisco benissimo le difficoltà di Salini quando deve confrontarsi con i crociati dell’acqua pubblica. Ecco l’editto, non li emette solo Salini, di Diego Antonioli, del Comitato acqua pubblica:
    “non esiste una preclusione riguardante la gestione pubblica causata da mancanza di fondi, il servizio per legge si finanzia con la tariffa.”
    Verissimo, è proprio ciò che sta dimostrando in questi giorni il professor Monti.

    Cremona 31 12 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Abbiamo assistito alla messa in scena per il servizio idrico: anche se non passa la “sceneggiata” il Sindaco di Cremona non sarà più solo “ un ex campione di canoa “ che tutti ricordiamo,
    ma anche un campione in carica di “nascondino”

    ( la mancata partecipazione alla assemblea dei sindaci è stata resa ufficiale ma solo pochi hanno capito o giustificato).

    Quando si vince per mille voti
    ( abilmente lasciati liberi da qualche sprovveduto della attuale minoranza)
    non si deve avere la totale presunzione di imporre o lasciare imporre volontà estranee alla stragrande maggioranza dei cittadini.

    Per quanto riferito a Salini si ha la sensazione che le porte del suo studio ,a prova di ultrasuoni, gli abbiano impedito di sentire la “ vox populi” e nello stesso tempo i vetri oscurati della sua vettura ( il tutto a suon di euro nostri) gli impediscono di vedere bene quello che succede in città e provincia.

    Faremo festa quando le provincie spariranno.

  • L’IMPORTANZA DEL PALLOTTOLIERE

    Da Cronaca, ancora sull’acqua:
    “il Presidente della Provincia potrà accelerare i tempi, ma alla fine dovrà tornare a fare i conti coi sindaci. I quali non sono disposti a far correre alle aziende di proprietà il rischio di una marginalizzazione o di un affiancamento a un privato che risulti di fatto (!!) preponderante, anche se minoritario.” etc etc
    Salini non saprà contare i sindaci, ma i sindaci, stando a Cronaca, non sarebbero capaci di contare fino al 51%.

    Cremona 01 01 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info