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Cura Monti, si può essere ottimisti?

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Il premier Monti, con la Manovra e i decreti per liberalizzazioni e semplificazioni, ha dato certamente una sterzata. Lo spread è sceso, l’Europa ci garantisce una certa fiducia di fondo. Ma ora si dovrà agire sul lavoro. Non solo: ma anche, seriamente, sugli sprechi; sui  costi (esorbitanti) della Politica e certe follie del passato. Quando Leoluca Orlando era sindaco, faccio un esempio,  non aveva scontentato nessuno dei portaborse che sostenevano la “primavera palermitana”.Aveva ingaggiato qualcosa come 74 consulenti,  tra cui quelli addetti  ai rapporti con lo Zaire e la Sierra Leone. Altro esempio:  l’Umbria ha soltanto 840 mila abitanti ma deve sopportare il peso di una Regione, due provincie, nove comunità montane, tre ambiti territoriali, quattro parchi, oltre ai comuni. Ad ogni livello, qui come altrove, ci sono politici e dipendenti che, per giustificare l’esistenza dei loro uffici, finiscono per fare le stesse cose, con spreco di soldi e procedure più complicate. La Regione Sicilia ha tenuto per un sacco di tempo una sede di rappresentanza a Bruxelles: 14 stanze, una sala riunioni ed un appartamento per il sacrosanto riposo del governatore, il mitico Totò Cuffaro.  E non parliamo poi della Sanità: solo in otto regioni funziona come servizio e come gestione. Nel resto dello Stivale è un fiume di debiti (lo dice l’ultimo rapporto della Fondazione Farmafactoring). Quest’anno pagheremo 10 euro in più per le visite specialistiche e diagnostiche, dal 2014 ci toccheranno nuovi ticket, come “misure di compartecipazione” alla spesa. Come se adesso la spesa sanitaria non la pagassimo noi con le nostre tasse.

Il lavoro, dicevamo. In questi anni di crisi gli italiani hanno perso un milione di posti di lavoro (senza contare la cassa integrazione)  mentre gli immigrati stranieri ne hanno conquistato circa 500mila. Ma le cose, ha spiegato recentemente Luca Ricolfi  “stanno  rapidamente cambiando” Come? Gli italiani tornano a fare i lavori da immigrati (non i giovani, però). Lo confermano le iscrizioni ai corsi di formazione  tradizionalmente “monopolizzati da stranieri, come quelli per muratore, colf e badante”. Rigor Montis ha detto: “Per creare occupazione in Italia occorre innanzitutto che produrre da noi diventi una cosa più competiviva.Occorre poi che la protezione delle persone nel mercato del lavoro non diminuisca ma diventi più equilibrata.E con una protezione meno concentrata sul singolo posto di lavoro e più concentrata sul singolo lavoratore, quindi con una esigenza di mobilità nel tempo”. Sta per riaprirsi la questione dell’articolo 18, tira un’aria pesante. La Danimarca ha vinto la sfida della competitività  grazie alla “flexicurity”, una parola complicata che riassume un modello che da quelle parti funziona  da anni  con successo: le imprese possono licenziare ma solo in presenza di una rete di protezione sociale che si occupa di riqualificare gli espulsi così da favorirne il reinserimento. Ma l’Italia non è la Danimarca, i nostri  sindacati non vogliono rinunciare ad alcune conquiste ritenute “storiche”, come appunto l’articolo 18. Troppe categorie sono oggi sul piede di guerra tra contestazioni e annunci di scioperi. Come si può allora essere un po’ più ottimisti?

Enrico Pirondini

 

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Commenti
  • Si deve essere ottimisti ma dobbiamo avere bene presenti, tuttavia, anche le poche note che seguono:
    Ormai tutti siamo a conoscenza dell’uso e del significato dell’acronimo PIL.
    Il PIL è un dato ricavato dagli osservatori economici e finanziari e rispecchia la capacità produttiva (reale)di una nazione, di un popolo.
    Da quei dati si rileva quindi l’andamento della conservazione o dell’incremento della ricchezza dei popoli.
    I dati sono ormai rilevabili e diffusi per quasi tutto il mondo produttivo.
    Sono dati certi e credibili e quindi tutti ne fanno un uso statistico.
    In altre parole si ha la certezza del PIL nazionale e mondiale che assume un valore anno per anno.
    Ma quello che molti non sanno è che il PIL mondiale non segue e non rispecchia il mondo della finanza.
    Nel senso che la finanza , nello stesso arco di un anno , svolge un movimento che è superiore di ben “cinque” volte il PIL che tutti conosciamo.
    Succede quindi che il mondo della finanza segue sue strade ed una logica che poco hanno a che fare con la realtà produttiva del mondo intero.
    L’effetto è che con i prodotti finanziari si possono creare valori e bolle valoriali che nulla hanno a che fare con la reale produzione del mondo intero.
    Lo sviluppo del mondo della “finanza” ha seguito una sua strada ed ha creato un suo mercato.
    Mercato che ogni tanto sballa perché si sono create anche bolle speculative.
    Le origini sono spesso identificabili in iniziative poco realistiche di alcuni istituti che in passato hanno concesso crediti per valori ben superiori al valore di mercato degli immobili dati in garanzia.
    I titoli che hanno avuto origine da tali operazioni sono stati ceduti,in tutto il mondo ,ad enti e società finanziarie che li hanno inseriti nei loro pacchetti offerti alla clientela come “prodotti finanziari garantiti”.
    Gli effetti li abbiamo visti tutti.
    Qui sta l’origine di tanti scossoni finanziari che stiamo ancora osservando, ed alla fine hanno investito nazioni intere.
    Ma quando un “virus” finanziario entra in azione non si sa bene dove vada a colpire: colpisce anche le valute.
    Fallimenti di banche , per insolvenza dei debitori, sono possibili.
    Cioè il debitore non ha abbastanza reddito per fare onore al proprio impegno.
    Ma si sapeva anche prima,pare.
    I colpevoli di tale comportamento sono ormai bene individuati : alcuni sono falliti, ma altri hanno continuato ad offrire prodotti del tipo “derivati o swap”.
    E’ successo e forse succede ancora che anche enti pubblici hanno “ristrutturato” il loro debiti sottoscrivendo contratti del tipo”derivati” con istituti finanziari vari.
    Ed abbiamo tutti letto le conseguenze e persino delle denunce alla magistratura.
    Il nocciolo del problema è che questi prodotti finanziari,forse, vengono posti sul mercato con contratti di lettura difficile ed anche farraginosi nel loro impianto.
    I parametri della ristrutturazione sono spesso molto complessi e legati ad andamenti del mercato poco prevedibili ed aleatori.
    I calcoli di impianto e di mantenimento devono essere fatti con programmi adeguati e molto potenti.
    Talmente potenti che un normale computer non ha la capacità di calcolo richiesta, anche se può installare detto programma.
    In altre parole ci si deve affidare alla genuinità dell’offerta.
    Dette ristrutturazioni poi , all’inizio, possono prevedere anche una formazione di saldi liquidi temporanei -nella forma di rate mensili – ( quindi l’illusione di guadagnarci).
    Nella illusione ,forse, sono caduti stati, come la Grecia ed anche, forse,enti pubblici nostrani.
    Il tutto ha generato la ridondanza di prodotti finanziari che è più o meno cinque volte superiore , per volumi, al PIL di tutto il mondo.
    Ciò non è sostenibile.
    Come si sa, in economia, sono nate tante teorie.
    Io credo tutte valide, posto che vanno prese in considerazione solo nelle condizioni in cui sono nate.
    Cioè la medicina vale per la malattia che si ha in quel momento.
    Forse non c’è bisogno di rievocare LaRouche, noto anche per le sue disavventure giudiziarie, per rilevare che, se i volumi dei prodotti finanziari sono saliti a valori non realistici ed il PIL mondiale tarda a prendere quota, ed in alcuni stati retrocede, siamo di fronte ad un mondo che non sa impostare il proprio futuro esistenziale.
    Chi non lavora non mangerà ? : chissà, ne vedremo delle belle !
    Di certo non mangeremo la carta che abbiamo prodotto.

  • danilo

    l’uso di strumenti finanziari ad uso speculativo non è di per sè un indicatore di colpevolezza. Più c’è speculazione, più il mercato è liquido, cioè pronto ad assecondare le intenzioni dei venditori e dei compratori. Quando non è così è perchè si crea un divario troppo ampio tra domanda e offerta. E allora ecco che intervengono gli strumenti derivati che colmano queste differenze. Ovviamente il loro uso genera grandi profitti ed altrettanto grandi perdite. Ma è nella logica del trasferimento dei capitali che si originino queste differenze. Più sono accentuate, più facilmente circolano i capitali.
    Da qui ad attribuire alla finanza la colpa di rappresentare in modo distorto la ricchezza prodotta dalle nazioni, ce ne corre.
    E’ come quando uno guarda un film in tre dimensioni sprovvisto degli appositi occhiali. Vede solo più confuso.
    Gli strumenti finanziari esistono per questo. Chi gli imputa difetti o colpe che non gli appartengono rischia solo di far danni, specie se è al governo di una grande nazione.
    Tobin Tax, ad esempio : gli inglesi che di finanza se ne intendono, avendola inventata, la evitano accuratamente.
    Sarkozy, avvocato d’affari nonchè presidente francese, la pretende.
    Chi ha ragione ?
    Facile che a creare ostacoli, vincoli e costi aggiuntivi alla circolazione del denaro e allo scambio di strumenti finanziari, si sortiscano effetti completamente opposti a quelli desiderati.
    Il lavoro e il reddito non nascono dal fisco e da nuove tasse, ma dagli investimenti, dalle opportunità , dai profitti e dai consumi.
    Questo almeno nell’economia globale moderna.
    Può darsi che invece , nella sempre più sottovyuotospinto Eurolandia, le cose funzionino diversamente.
    Ma ne dubito…

    • Egr sig.
      Complimenti per la Sua competenza ma teniamo ben presente quanto segue, visto che Lei ama fare paragoni:

      1) il possesso di un’arma ( reale o finanziaria ) non è di per sé una colpa: è l’uso che se ne fa che crea la colpa;

      2) il cattivo uso di queste “armi” produce solo carta;

      3) i filmato che vediamo tutti i giorni, quindi non è a tre dimensioni ma a due : carta;

      4) gli inglesi sono terrorizzati dalla introduzione della Tobin tax e dall’uso o dall’abuso degli swap perché ora come ora campano “quasi” solo sulla finanza( buona o cattiva che sia ); e in più temono il trasferimento della”finanza” speculativa in estremo oriente( ma ivi la Cina) se ne guarda bene dallo affrontare simili avventure- Loro producono beni non carta) ;

      5) gli swap sono un investimento solo per chi li attiva e solo lui è in grado di seguirli ( forse);

      6) che ne dice delle denunce in corso a Milano dove ogni cittadino ,pare, sia indebitato per un ulteriore migliaio di euro a sua insaputa ?

      7) con il ricorso ai derivati, forse , non sono stilabili bilanci “realistici”: cioè , forse,non si sa quale cifra porre a debito nei bilanci di competenza.
      Cordialità

      • danilo

        Il mio esempio riguardava gli occhiali per guardare le immagini in 3 D. Il suo esempio riguarda le armi.
        In ogni caso stiamo parlando di strumenti finanziari, che non sono carta, ma contratti veri e normati , con relative conseguenze.
        Quando si verificano abusi interviene la magistratura.
        Ma quando non si verificano abusi, cioè nella stragrande maggiornaza dei casi, i contratti in strumenti finanziari si fanno tra due o più controparti che li adoperano e non possono fare altrimenti. Quindi servono.
        Di solito in matematica si usa la reductio ad absurdo per
        dimostrare la veridicità di un assunto posto il caso sia vero il suo contrario : come pensa che si potrebbero fare transazioni finanziarie se non esistesse un mercato dei capitali, per quanto imperfetto, con le sue regole e con i suoi strumenti , semplici o complessi che siano?
        Secondo me si tornerebbe all’economia del baratto. Ma il mio è solo un punto di vista.
        Quanto alla cultura finaniaria anglosassone : per me è fonte di ammirazione, per lei, a quanto capisco, di disprezzo.
        Però, se mentre è in auto e chi la segue la tampona, non credo che lei sia disposto a rinunicare a ricevere il risarcimento dell’assicurazione.
        Questa è una trovata del mondo anglosassone, come le banche,la borsa e gli assegni sono una trovata dei nostri mercanti rinascimentali.
        Il tutto è compreso nel cosidetto terziario. Alla voce servizi.
        Settore dell’economia che, a quanto pare , conta e non poco x fare PIL.
        Cordialmente.

        • mario

          1)Prima degli swap non c’era il baratto e si viveva benissimo;

          2) Per assurdo si dimostra solo in matematica razionale e nella realtà vale il “tertium non datur” che Lei non dimostrerà MAI;

          3) Non ha capito bene: non disprezzo affatto la city e le sue operazioni anche se il controllo sta sfuggendo di mano agli addetti. Non solo hanno paura di perdere il primato e i guadagni ma sono arrivati al punto di saturazione:carta produce carta.
          Quindi mancano leggi adeguate, almeno in Italia.

          4) il terziario va benissimo ma deve essere al servizio della produzione dei beni, altrimenti prima o poi entra in crisi insieme all’economia reale;
          5) il PIL in finanza si fa solo se si assiste l’economia reale
          6) a Milano stanno facendo indagini perché ci sono state denunce e non è un caso isolato;

          7) gli occhiali sono una protesi come le armi : quindi vale l’assunto .

          8) lo sappiamo , le assicurazioni sono delle scommesse e l’istituto è ormai diffuso in tutto il mondo, ma ci sono dei punti di riferimento materiali. E a nessuno verrebbe in mente di ristrutturare la sua polizza in corso d’opera-ex post;
          E mi risponda al punto 7) della precedente, poi se vuole ne riparliamo
          Cordialità

  • Holtzmann

    No, non si può essere ottimisti!!
    Deve abbassare le tasse !!! Solo in questo l’economia senza guinzaglio potrà correre!!

  • CULTURA VS AVANSPETTACOLO

    La “società civile” ha sempre biasimato le barzellette di B.
    Non è sua:
    “Che monotonia il posto fisso a vita, è bello cambiare e accettare delle sfide!”
    Le barzellette di B puzzavano d’avanspettacolo, questa invece profuma di cattedra.

    Cremona 02 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • E’ SEMPRE UN PASSO AVANTI

    • bruno

      “Barzellette di cattedra”: il posto fisso e’ monotonia. E quello di “senatore a vita”? Neanche Toto’ ci sarebbe riuscito a dirla piu’ comica.

    • bruno

      …della serie “fate come dico io ma non fate come faccio io”. Firmato mister Mario Monti.

  • AHI !

    Il Professore sceglie la strada di Silvio: prima fa le battute, gli altri si incazzano, allora lui le spiega. Il posto fisso è monotono? Ma sì, alla lettera l’avrò anche detto, ma bisognava osservare il contesto, non scegliere tre parole e ricamarci sopra. Volevo dire: se intendiamo per fisso un posto che ha una stabilità e tutele, certo è un valore positivo. La mia frase serviva invece a dire che i giovani devono abituarsi all’idea di non avere un posto fisso tutta la vita, meglio invece cambiare spesso luogo o tipo di lavoro e Paese. Eccetera.
    Ma sì Professore, i giovani l’avevano capito benissimo senza il suo supplemento, e sanno che lei è di parola: proprio per questo s’incazzano.

    Cremona 04 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • CON L’AIUTO DI DIO

    Il Professore alzò gli occhi al cielo: l’articolo 18 scoraggia gli investimenti. Il mare si aprì, lui e tutti gli amici banchieri si ritrovarono, asciutti, al sicuro sull’altra sponda. I giovani monotoni, i più robusti naturalmente, la raggiunsero molto dopo, bagnati fradici…..

    Cremona 05 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • FAVOLE

    Ci provano in tanti, si dice, e la gente, giornali in primis, stabilisce chi è Esopo e chi no.
    Quando B rassicurava: allegria, allegria, non è niente!
    Dagli al cretino irresponsabile…..
    Dopo due mesi di tosature Il Professore garantisce: stiamo uscendo dalla crisi!
    Il coro sull’attenti: che bravo!

    Cremona 05 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • bruno

    Perche’ non si dice che lo spread scende quando la BCE acquista i titoli italiani? Quindi, attraverso la BCE si possono fare pressioni sulla nostra politica interna. Quando Monti fu “nominato” senatore a vita, con Berlusconi al governo, la BCE non acquistava i nostri titoli di debito e non ci forniva il denaro liquido. E’ stato un caso? Altro che “fiducia dell’Europa!!