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Siamo “dipendenti” da automobile

Lettera scritta da Piercarlo Bertolotti

Non passa giorno senza che qualcuno chieda a gran voce nuove strade (meglio se Sud), nuove grandi rotatorie o parcheggi per il centro storico e solo le scarse disponibilità economiche frenano un ulteriore spreco di risorse e di territorio.
Di pari passo aumenta l’inquinamento, senza che siano adottate azioni efficaci; anche quello acustico sembra ormai scomparso dai programmi di intervento, quasi che siano sufficienti le barriere che hanno trasformato i quartieri residenziali di alcune città in tanti Fort Alamo. Si rinuncia a contenere l’invasione quotidiana del traffico e, agli automobilisti e ai commercianti in crisi, si offrono nuove strutture e nuovi permessi di accesso al centro, così come si dà il metadone ai tossicodipendenti. Anche i morti ed i feriti della strada, particolarmente numerosi tra gli utenti deboli, vengono considerati un tributo inevitabile alla mobilità e all’economia. Il costo sociale di questi tragici eventi è enorme ma tutti se ne dimenticano, allargando le braccia, quasi fossimo impotenti di fronte all’ineluttabile.Su questi temi si agitano solo sterili polemiche a distanza, spesso generate da categorie che pretendono facilitazioni nell’uso dell’automobile.Non si creano occasioni di confronto e non si fa nemmeno tesoro delle esperienze che provengono da altre città italiane ed altri paesi europei. Non si raccolgono e non si valorizzano i contributi di organizzazioni ed associazioni ambientaliste, che chiedono da tempo e con forza una mobilità più equilibrata e più attenta alla salute dei cittadini.Anche noi di Fiab fatichiamo a trovare amministratori interessati a seri progetti di modifica dell’attuale organizzazione della mobilità, per ridurre i danni e per rispondere ai bisogni reali ed impellenti dei concittadini cremonesi.
Piuttosto che sviluppare progetti per il futuro, si preferisce rincorrere un facile consenso con provvedimenti palliativi. Recentemente ricordiamo tutti, a Cremona, che le autorità si sono impegnate (sostenendo, giustamente, che il Codice della Strada va rispettato da tutti) a sanzionare i ciclisti che, come hanno sempre fatto negli ultimi 50 anni, percorrevano nei due sensi alcune strade a senso unico del centro storico. Le stesse autorità e forze dell’ordine hanno però continuato a chiudere gli occhi ogni giorno davanti a chi parcheggia in doppia fila, sulle piste ciclabili, e peggio ancora invadendo i marciapiedi soprattutto nei pressi delle scuole.
Perché creare nuovi parcheggi o pagare per sostare, quando con un permesso a costo zero sono disponibili tutte le strade del centro storico? Questo per collegarsi al tanto atteso e dibattuto piano di riduzione dei permessi in deroga. Circa 17.000, molti dei quali concedono privilegi inammissibili al comune buon senso, per una popolazione di poco più di 71.000 unità! Mesi, anni, di gestazione per dare alla luce un non-cambiamento, il solito papocchio perchè troppe ancora sono le resistenze ad accettare i tanto auspicati “sacrifici per tutti”. Tanti proclami, mai una buona azione.Ma soprattutto ci si è dimenticati completamente dell’articolo 1 del Codice della Strada che, con profonda saggezza, indica come obiettivi: “la riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare; il miglioramento del livello della qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio; il miglioramento della fluidità della circolazione” . Per perseguire questi obiettivi primari bisogna avere in mente un progetto politico per il futuro, perché, come dice il teorico dello sviluppo sostenibile Amory Lovins, “Ottimismo e pessimismo sono due aspetti dello stesso irrazionale modo di concepire il futuro come fatalismo, anziché come scelta, senza assumersi le responsabilità di costruire il mondo che desideriamo”.

Piercarlo Bertolotti
Presidente Fiab Cremona

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