Un commento

Il cremasco Carelli, un’ora con Monti

opinione-carelli

Intervista a tutto campo, cinque ore dopo l’annuncio del no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi – “Il premier tiene duro sul lavoro, farà la riforma anche senza accordo”. Messaggi di complimenti da Crema e Cremona subito dopo la lunga intervista al premier negli studi romani di Sky Tg24.

“Sì sono soddisfatto. E’ andato tutto bene. Il premier Monti è stato nei nostri studi romani di Sky oltre un’ora, tra il Tg delle ore 20, intervistato da i conduttori, e il mio speciale – iniziato poco dopo – si é concluso alle 21.21. I primi complimenti mi sono arrivati sul telefonino da amici di Cremona e Crema e mi hanno fatto molto piacere. Della trasmissione sono piaciuti, hanno scritto, il ritmo, i contenuti, l’anticipazione fatta da Monti che ci ha detto che venerdì arriverà la Merkel a Roma.”

Emilio Carelli, cremasco della più bell’acqua, era (giustamente) soddisfatto al termine dell’atteso  “Speciale Monti” , condotto martedì sera in diretta dagli studi di Sky Tg24 nell’ambito della rubrica di approfondimento meglio nota come “Rapporto Carelli”.

Monti durante la trasmissione

Il professor Monti, appena cinque ore dopo il no ufficiale alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, è arrivato negli studi (avveniristici) di Sky, ubicati sulla via Salaria :”E’ stato puntualissimo – osserva Carelli – e molto disponibile. Alle 15.45 aveva ufficializzato da Palazzo Chigi, dopo due ore e mezza di anticamera condivisa con Petrucci, Alemanno e Gianni Letta, il suo no a Roma 2020 sostenendo che il  Governo non riteneva responsabile nelle attuali condizioni dell’Italia, prendersi sulle spalle quelle due paroline – “eventuale deficit” – che avrebbe dovuto firmare per non mettere a rischio i sacrifici chiesti agli italiani. E noi siamo inevitabilmente partiti con la nostra intervista proprio da qui.

Carelli ha voluto accanto a sé, per dare ampio respiro all’intervista, tre colleghi del TG24, il telegiornale da lui fondato il 31 agosto 2003 (e pilotato fino al 3 luglio 2011). Tre colleghi esperti di economia ma anche di politica nazionale e internazionale: Alessandro Marenzi, Renato Coen, Massimo Leoni. E così l’intervista ha toccato tutti i temi caldi del momento:Grecia, lo scenario di possibili disordini sociali anche in Italia (“No, in Italia no;la Grecia ha illuso i suoi cittadini,è stata una cattiva maestra” ), la possibilità che l’Iva aumenti a settembre, la lotta all’evasione,l’atomica dell’Iran, i massacri quotidiani in Siria (“daremo appoggio a quanti si battono per soluzioni democratiche”). Incalzato da Carelli, il premier ha parlato anche dei suoi buoni rapporti con i leader dei partiti, con Berlusconi (“mi ha chiamato al telefono anche oggi, ci sentiamo spesso”). Due i momenti di lieve imbarazzo di Monti: quando Carelli gli ha mostrato il sondaggio gestito in tempo reale (“il 57% dei consensi mi pare poco”) e quando ha mandato in onda un breve filmato tratto dagli “Sgommati” in cui si vedeva Monti al ristorante con la Merkel impegnati in un menu a base di ostriche e champagne. Monti ha immediatamente replicato: ”Mai consumato pasti con quel menu”.

Alla fine, ricorda Carelli, gli ho chiesto degli aggettivi per i colleghi di Francia e Germania che lui conosce da anni. Ha definto Sarkozy “esplosivo e brillante”. Della Merkel ha sottolineato l’alto grado di affidabilità e la coerenza nel tempo. A lui piace molto, mi ha detto, la”visione di lungo periodo che hanno i tedeschi”. Abbiamo concluso col tema della corruzione, fenomeno “legato alla collusione e alla mancanza di trasparenza”. So che il Governo al riguardo sta preparando forti azioni di contrasto.E sul lavoro? Monti terrà duro, la riforma ci sarà anche senza accordo. Il suo obiettivo? Zero spread. Ma, ha aggiunto, “saranno i miei successori a vederlo”. Pochi minuti dopo il premier (scortatissimo) era di nuovo a Palazzo Chigi.

Enrico Pirondini

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • danilo

    Obiettivo zero spread ? si può conseguire con tassi prossimi allo zero o con tassi stellari. E’ evidente che tutti in Europa stanno rincorrendo la
    Germania. E’ veramente un fenomeno di esemplare virtuosismo o è una esplosiva e irripetibile combinazione di ingredienti ? Qui i pareri degli economisti divergono , e in modo molto vistoso. Diciamo pure che vi sono pareri autorevoli agli antipodi.
    Certo, la visione di lungo periodo…..nel lungo termine, diceva il saggio, saremo tutti morti. Forse non guasterebbe pensare un po’ di più al presente, rincorrere un po’ meno lo spread, e far scendere un po’ le accise sui carburanti e l’arrogante invadenza del fisco.
    Non siamo la Grecia. Ma molti cominciano a solidarizzare con i greci e a chiedersi perchè vadano fatte pagare a una popolazione incolpevole le austere pretese di rientro urgente dall’indebitamento pubblico e la chiusura dei rubinetti del credito.
    Nell’apparente linearità dei ragionamenti ispirati al rigore , c’ è come una vena di surrealistica e iperbolica follia. E’ come se si chiedesse ad una famiglia che ha acquistato una casa per abitarci e ha stipulato un mutuo di vent’anni per finanziarne l’acquisto e l’arredamento ( magari togliendosi qualche sfizio e con qualche orpello non indispensabile )che la durata del suo debito si ridurrà a meno della metà , con conseguente necessità di accelerare le rate e il rientro.
    E’ vero, gli oneri finanziari incideranno meno sul lungo termine, ma le rate più gravose saranno sostenibili dal reddito della famiglia
    ( oltretutto in una fase recessiva ) ?
    Ogni studente di ragioneria sa che le poste di un attivo patrimoniale vanno fronteggiate da passività finanziarie di durata omogenea.
    Sono casi eccezionali quelli di imprese che risecono a finanziarsi solo con i mezzi propri ( il capitale ) e con gli utili prodotti.
    Figuriamoci le famiglie !
    Figuriamoci stati , come quelli europei, con le economie in recessione !
    La Germania beneficia di un un attivo eccezionale della bilancia dei pagamenti ( mille e più miliardi di euro ) grazie al ruolo di leadership che ha saputo imporre in eurolandia e nell’eurozona.
    Nessun’altro paese può pensare di ripetere queste condizioni, e quindi di azzerare lo spread, se non attingendo a piene mani al surplus della Germania e ” trasferendolo ” verso i propri conti.
    Oppure uscendo dall’Euro e attuando una selvaggia ” svalutazione competitiva ” della moneta.
    Escludendo questa seconda ipotesi, è proprio sicuro , professor Monti, che alla Germania basterebbe vederci ridurre il debito pubblico con una politica ” lacrime e sangue ” per cederci almeno parte del suo attivo ?
    Mi permetto di dubitarne.