Cronaca
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Viaggio nelle origini dell'italiano, il nuovo libro di Nuzzo

“I primi documenti della lingua italiana” è il titolo del nuovo libro di Francesco Nuzzo, un saggio, pubblicato da Igep, che è un viaggio alle origini della lingua italiana. Nel volume si scopre che il più antico documento dove si attesta l’impiego dell’italiano volgare, cioè lingua del popolo, in contrapposizione al latino, è una frase contenuta in una sentenza del 960 emessa dal giudice longobardo di Capua Placito: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte sancti Benedicti”. Proprio nella stessa epoca, il vescovo-scrittore di Cremona Liutprando, anch’egli di origini longobarde, per la prima volta usò la parola “Italienses” per indicare il nuovo popolo che andava formandosi. Una ricerca preziosa, quella dell’ex magistrato, il cui testo, ricco di note, esprime tutta l’esperienza del giurista e insieme del filologo, già archivista, che con una notevole padronanza di scrittura va alla ricerca dell’autenticità dei documenti e insieme in un’ottica specialistica riesce a vedere le cose da diversi punti di vista. La pubblicazione di Nuzzo è stata presentata a conclusione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia nel salone dei Quadri di Palazzo comunale. Il libro, che verrà presto ristampato, sarà distribuito nelle scuole su iniziativa del Comune.

 

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