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Viaggio nelle origini dell'italiano, il nuovo libro di Nuzzo

Nuzzo

“I primi documenti della lingua italiana” è il titolo del nuovo libro di Francesco Nuzzo, un saggio, pubblicato da Igep, che è un viaggio alle origini della lingua italiana. Nel volume si scopre che il più antico documento dove si attesta l’impiego dell’italiano volgare, cioè lingua del popolo, in contrapposizione al latino, è una frase contenuta in una sentenza del 960 emessa dal giudice longobardo di Capua Placito: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte sancti Benedicti”. Proprio nella stessa epoca, il vescovo-scrittore di Cremona Liutprando, anch’egli di origini longobarde, per la prima volta usò la parola “Italienses” per indicare il nuovo popolo che andava formandosi. Una ricerca preziosa, quella dell’ex magistrato, il cui testo, ricco di note, esprime tutta l’esperienza del giurista e insieme del filologo, già archivista, che con una notevole padronanza di scrittura va alla ricerca dell’autenticità dei documenti e insieme in un’ottica specialistica riesce a vedere le cose da diversi punti di vista. La pubblicazione di Nuzzo è stata presentata a conclusione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia nel salone dei Quadri di Palazzo comunale. Il libro, che verrà presto ristampato, sarà distribuito nelle scuole su iniziativa del Comune.

 

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Commenti
  • sandra

    E’ lecito essere perplessi?

    • danilo

      si.

  • INSEGNARE

    Dopo la Provincia, http://www.cremonaoggi.it conferma: il Comune trova i soldi per distribuire nelle scuole il libro di Nuzzo, che spiega come nasce la lingua italiana.
    Non ha invece trovato i soldi per il libro di Gianfranco Taglietti, che spiega come la si parla oggi.

    Cremona 02 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • LINGUA E POPOLO

    Marcia trionfale del libro di Nuzzo che apre, giustamente, le pagine della cultura della Provincia di Cremona del 25: occasione che ha portato Claudio Vela a rivelare che stanno per essere pubblicati studi relativi a testi, da collocare tra l’inizio del Duecento e gli ultimi anni del secolo precedente, che presentano una letteratura medievale di Cremona di assoluto rilievo. Documenti dove si trova uno spirito tutto cremonese, ha chiarito il noto filologo. E senz’altro anche storico di assoluta precisione: con le sue dotte parole, “spirito tutto cremonese”, ha chiarito come poca differenza ci sia tra l’attuale e l’antenata che, nel Duecento, era in concorrenza con Milano, tra le prime città d’Italia.
    Non mi dilungo, per dimostrare l’importanza del fatto culturale, basti il nome del moderatore: Zanolli Vittoriano, uno dei più raffinati linguisti cittadini!
    Io invece sono uno scribacchino molto più rozzo, e mi faccio catturare spesso dal materiale, in questo caso: “il libro di Nuzzo verrà presto ristampato, per la terza volta. Il Comune, dal canto suo, lo distribuirà nelle scuole etc.”
    Non fraintendetemi, non do giudizi: un uomo come l’avvocato Nuzzo, che ha trovato il tempo e la forza per scrivere questo scintillante testo, “un viaggio virtuale tra lingua e diritto, in perfetta simbiosi con il cursus honorum dell’autore”, è lo stesso uomo che, sostituto procuratore a Brescia, teneva nel medesimo tempo le redini di Castelvolturno, a 700 km, come sindaco. Non poteva altro che produrre uno scrigno di meriti. E poi l’ha garantito Zanolli.
    Ma è di poche settimane la notizia del libro del professor Taglietti, per carità, di orizzonti molto più limitati, si limita a una raccolta di autori del nostro dialetto, non certo la pretesa del saggio di Nuzzo di spiegare come nasce la lingua italiana, di cui, sempre il Comune di Cremona, rifiutava l’acquisto di 50 (cinquanta) copie, da regalare a ospiti di prestigio, per spiegare, non lo spirito per carità, la lingua corrente dei cittadini: perché?
    Cerco di capire, così, alla buona, qualche ragione alla rinfusa. Taglietti è un semplice umanista, tutta la vita si è dedicato a una sola professione, il limite dello specialista, in definitiva. Nuzzo è un uomo di “spettacolo”: è in grado di scrivere e parlare di quasi tutto, dal calcio in avanti. Taglietti è uomo schivo, Nuzzo è sulla scena anche al bar, mentre beve il caffè.
    Poi la presentazione: Taglietti, Agostino Melega, che ha tanta buona volontà e produce moltissimo, ma si sa, l’abbondanza raramente convive con la qualità, Nuzzo, Zanolli Vittoriano, inutile dilungarmi etc etc.
    Ecco, per chiudere, nella mia gretta ignoranza non capisco una cosa: il Comune faticava a trovare i 500 (cinquecento) euro necessari per l’acquisto del libro di Taglietti. Dove trova la montagna di soldi che servono per distribuire il libro di Nuzzo nelle scuole?

    Cremona 26 02 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • INTERROGAZIONE A RISPOSTA FANTASIOSA

    Unico firmatario nell’intera città di Cremona e Uniti: Flaminio Cozzaglio, del Casato dei Principi dei Rompi
    All’attenzione del Sig. Sindaco e dei Sigg. Consiglieri eventualmente interessati, al timone e non
    Oggetto: diffusione della cultura a Cremona
    premesso che
    Il Comune ha ritenuto dover concedere il Salone dei Quadri, cioè la sala più prestigiosa dell’intero Palazzo, all’avvocato Nuzzo Francesco, già sostituto procuratore a Brescia mentre nello stesso tempo reggeva, vistosamente, le sorti del Comune di Castelvolturno, a 700 km di distanza, in qualità di sindaco, per presentare la sua ultima novità, cito all’incirca, un libretto sulla nascita della lingua italiana; non solo, lo stesso Comune assicurava alla Gazzetta Ufficiale di Cremona, il giornale la Provincia, che avrebbe provveduto a far distribuire nelle scuole tale libretto, a edificazione e gioia degli studenti d’ogni ordine e grado
    chiedo perché
    il trattamento su indicato, cioè la diffusione nelle scuole dei propri scritti, non sia mai stato concesso ai seguenti cittadini:
    Mario Coppetti, insigne scultore e maestro di vita, combattente per la libertà di tutti noi in tempi di veri pericoli, non dopo il 26 aprile 1945, in parole povere, che ha descritto gli anni più significativi della sua lunga vita, a insegnamento per le giovani generazioni, nel “Ricordi dal 1920 al 2010”
    Gianfranco Taglietti, umanista altrettanto insigne, autore di numerosi libri sulla cultura cremonese, ultimo il testo più completo e definitivo sul nostro dialetto, parlato da tutti, sindaco e consiglieri compresi
    Mario Lodi, su cui non spendo parole perché ci pensa da tempo l’Italia

    Accomuna i tre cittadini sopra citati il far vivere con discrezione sé e le proprie opere.
    Resto in attesa di una chiara e completa spiegazione, non a me, naturalmente, che non conto nulla, ma ai tanti cittadini che chiedono, sempre con discrezione, che il vero merito sia riconosciuto dai loro Amministratori.
    Flaminio Cozzaglio, del Casato dei Principi dei Rompi

    Cremona 05 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info