Cronaca
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Il parcheggio dimenticato di piazza Marconi Ascom: "Molti ne ignorano l'apertura o non sanno come raggiungerlo"

– L’autosilo di piazza Marconi (foto Francesco Sessa)

Dove sono finiti i parcheggi a Cremona? Se lo chiede l’Ascom sull’ultimo numero di Ascomnotizie, il bollettino dell’associazione dei commercianti. Alle problematiche legate al parcheggio in città, e in particolare all’effettivo utilizzo di piazza Marconi, l’associazione dedica un articolo titolato: “Piazza Marconi: il parcheggio sconosciuto”. “Molti ne ignorano l’apertura o non sanno come raggiungerlo” recita il sommario.
Il problema dei parcheggi, scrive l’Ascom, resta “nonostante ormai da qualche mese piazza Marconi sia stata riqualificata”. Nonostante questo, “la possibilità di sosta è, ad oggi, del tutto sotto utilizzata”. “Il rischio, a quasi un anno dalla inaugurazione – avverte l’associazione dei commercianti -, è che si ripeta quanto è avvenuto per il Massarotti, la struttura che balza agli onori delle cronache solo in occasione del dibattito sulla utilità di acquisizione da parte del Comune. Una situazione che, apparentemente, può sembrare paradossale. Anche perché i multipiano, ormai, sono affermati in tutte le città”.

“Fa quasi rabbia – prosegue l’articolo -, guardando i volumi del traffico, concludere che il ripensamento del progetto iniziale (sacrificando due dei quattro piani previsti e non pochi stalli) non sia stato poi troppo negativo. Almeno si è risparmiato sui costi dell’opera. Credo sia una conclusione affrettata. La disaffezione dei cremonesi verso la nuova struttura, invece, è la conseguenza inevitabile di un cantiere durato troppo a lungo. Nove anni sono tantissimi nella vita della città. Chi si è abituato a cercare altrove soluzione per il parcheggio non può, istintivamente, scegliere piazza Marconi. Nell’immaginario collettivo il multipiano non è una soluzione. E ancora più forte è la difficoltà di chi arriva da fuori provincia. Come può immaginare che un cantiere che sembrava infinito, finalmente ha trovato la sua conclusione ed è stato restituito alla comunità”.

Nel frattempo, osserva ancora l’associazione, “il Marconi continua a rappresentare un costo, anche per il Comune chiamato ad indennizzare Saba per i mancati introiti. Forse occorrerebbero interventi decisi per rilanciare la struttura. Per chi arriva in città, è impossibile intuire che ci siano, nel cuore di Cremona, circa duecento posti auto a rotazione. Forse sono più evidenti (percorrendo corso Vittorio Emanuele) i segnali che allertano sull’inizio della Ztl che quelli finalizzati a guidare verso il parcheggio”.
Il commercio in centro, scrive ancora l’Ascom, “continua a pagare le conseguenze di scelte urbanistiche e viabilistiche non certo lungimiranti. Piazza Marconi resta poco frequentata e le attività che vi si affacciano cercano di sopravvivere a difficoltà che non sono solo legate alla crisi. Con un’unica speranza: che il Museo del Violino possa portare qualche apprezzabile beneficio”.
E se “come Ascom e Botteghe abbiamo fatto quanto era, per noi, ragionevole e possibile” (“abbiamo provato a portare eventi in piazza, abbiamo raggiunto accordi per offrire ai nostri clienti la sosta agevolata”), il problema resta.
“Se non si fa qualcosa, e velocemente – conclude l’associazione del commercio -, si rischia che passino altri dieci anni prima che la gente si abitui e ritorni in piazza Marconi. Le nostre imprese e la città non possono aspettare tanto”.

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