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A fondo ma non fino in fondo

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Dunque, indietro tutta: la riforma sul mercato del lavoro forse si farà ma sarà riveduta e corretta. Quando? Dopo le amministrative di maggio. Come? Dipenderà dall’uzzolo della Camusso e dintorni rossi e rosè. Non (così pare) da un consiglio dei ministri che capisce, per carità, l’urgenza di svecchiare il Paese, renderlo competitivo varando le leggi necessarie al cambio di passo, ma non ha il coraggio di andare fino in fondo. Di qui la trovata della legge “salvo intese”. Che significa: non vi piace la nostra riforma dell’articolo 18? Pazienza, cambiatela come vi pare. Tanto noi fra un po’ torneremo sulla nostre cattedre. Nella palude ci restate voi.

Rigor Monti smussa o finge di attenuare gli spigoli della jattura. E intona: ”Abbiamo cercato di distribuire i sacrifici”. Incalza la Fornero piagnens: “Non cederemo sull’articolo 18”. Bersani, toglie il sigaro dalla bocca e ci regala una frase delle sue: ”Non siamo contro la riforma del lavoro, vogliamo solo correggerla”. La paura di regalare (altri) voti a Idv e Sel fa novanta. “Culatello” (copyright Dagospia) sa che fra poco più di un mese si vota in quasi mille Comuni e sette province. Errori non ne può più  commettere. Quelli fatti bastano e avanzano. Vedi le primarie (batoste ovunque, da Milano a Palermo).Ha  voglia il piacentino  di ripetere “le primarie non possono diventare una resa dei conti”. Temendo altri agguati alla sua leadership, Bersani frena tutto. Ed il Paese rimane bloccato. Vincono, di fatto, i poteri di veto della Cgil (solo Bettino, sfidandoli sul punto unico di contingenza, ce l’ha fatta; Berlusconi no, sull’articolo 18 è stato asfaltato da Cofferati).  Ben che vada la riforma del lavoro finirà alle calende greche.

Niente di nuovo sotto il sole. La nostra storia è questa.

L’Italia ha partecipato all’ultimo conflitto mondiale, però non fino in fondo. Ha perso la prima parte della guerra insieme alla Germania. Ma non fino in fondo. Ha vinto la seconda parte insieme agli alleati. Non fino in fondo. Dopo il ’45 si è schierata “al di qua” della cortina di ferro. Non fino in fondo. Dopo l’89 ha avviato, come tutti i Paesi dell’al di qua, la demolizione del mito comunista. Non fino in fondo. Ha escluso, con De Gasperi, il Pci di Togliatti dal governo. Non fino in fondo. Ha coinvolto con Andreotti, il Pci di Berlinguer nella maggioranza di “unità nazionale”. Non fino in fondo. Ha sconfitto il terrorismo politico degli anni Settanta. Non (ancora) fino in fondo. Si è lasciata sopraffare dal terrorismo mafioso degli anni Ottanta. Non (ancora) fino in fondo. E mi fermo qui.

Sappiamo, come scriveva Saverio Vertone  nel suo bel saggio “L’ultimo manicomio” (Rizzoli), che “in questo Paese nessuno fa niente fino in fondo”.

Già ma forse è bene ricordare che anche senza andare fino in fondo si può andare a fondo. E che non scegliendo mai (il diavolo o l’acqua santa, la botte o la moglie) non si evitano i dilemmi “perché al momento buono se non scegliamo noi sceglie il caso”. Ed il caso non sempre è migliore di noi.

Concludendo: basterà il Parlamento – luogo in cui la partitocrazia celebra i suoi baccanali e produce la paralisi del Paese – a sbloccare questa curiosa situazione in cui siamo finiti (mentre volano tasse e balzelli) e a restituire al governo bocconiano l’efficienza, la rapidità e la precisione necessarie per ripartire?

Enrico Pirondini

 

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Commenti
  • danilo

    E’ sempre stimolante prendere spunto dalle opinioni del dottor Pirondini.
    A fondo ma non fino in fondo è un gran bel titolo. Perchè si presta anche a interpretazioni diverse. Mi è cara quella per cui toccato il fondo si può sempre ricominciare a scavare . E in questo il professor Monti non è proprio secondo a nessuno.

  • danilo

    Ogni giorno una nuova puntata del prof Monti e della sua Band . Dichiarazione pubblica : i sondaggi registrano il gradimento del governo dei tecnici,i partiti invece sprofondano.
    Contemporaneamente al lancio della notizia una persona a Bologna si da fuoco dvanti alla agenzia delle entrate. Il giorno prima invece una new inedità : facoltà alle regioni calamitate di nuovo aumento delle accise sui carburanti.
    Il più disincantato nelle reazioni a Monti è Bersani , umanamente pure simnpatico con quell’accento da agricoltore di alta valle piacentina :
    ” qua va a finire che politici o tecnici tra un po’ la gente ci piglia a cazzotti tutti quanti “.
    Esatto.
    Un appello al prof Monti : per favore eviti di autocompiacersi, autoelogiarsi, autoricandidarsi. Se i mercati, come sembra , stanno per ritornare ad esplorare le profondità degli abissi, la colpa non sarà certo sua. Come suo non è stato il merito di aver , leggermente , raddrizzato l’inclinazione del bastimento.
    Ma Lei non è legittimato dalla gente. Lei appartiene alla casta dei nominati. E così i suoi compari ai ministeri.
    Basta che il vento forte torni a girarsi in burrasca e se Lei tocca ancora la benzina questa volta il barile si incendia.
    E non so se i ” cazzotti” di Bersani rendono l’idea di quanto può capitare, anche a Lei ,a continuare a soffiare sull’antipolitica e contro il sistema dei partiti.

    • c.

      Io credo che la perdita di popolarita’ dei partiti sia piu’ imputabile ai comportamenti di chi vi milita che a quanto detto da Monti.Il guaio è che non se ne rendono conto.Gli italiani sono molto piu’ maturi e consapevoli di chi li ha governati in passato e questo è un grosso guaio.

  • sandra

    Ma il problema italiano sta nell’ art.18 ? Ma stiamo scherzando? Ma cosa facevano questi signori prima di arrivare al governo? Ah si! Chi piu’ chi meno erano tutti impegnati a far soldi. Se il livello della Bocconi viene rispecchiato da Monti, stiamo freschi. Meglio non commentare, come x le Poste di Passera…un’ azienda in
    grado di far soldi perche’ non da’ adeguati servizi in una situazione di mercato quasi monopolistica.
    Ma non e’ colpa loro. Loro sono al governo x garantire quel patto scellerato su cui si fonda l’ Unione Europea. Un patto sottoscritto da politici e tecnici di chiara fama e di scarse competenze e capacita’.
    Oggi i due terzi delle famiglie non arrivano a fine mese e questi aumentano la benzina, le addizionali irpef e l’ iva x ridurre il debito pubblico.
    E’ la ricetta piu’ sicura e veloce x sprofondare nel baratro. Ma non credo siano cosi’ sprovveduti da non saperlo.
    Stanno solo preparando una morsa ancora piu’ autoritaria nella quale soffocare non solo l’ economia ma anche la nostra liberta’ e la nostra dignita’.
    A fondo? Mandiamoceli noi, una volta x tutte.

  • BRAVO PROFESSORE

    Potenza dei mezzi di comunicazione! Anche da Tokio, in viaggio di lavoro per illustrare i suoi miracoli, il Professore fornisce la lezione quotidiana: si tacciano i partiti, io ho il consenso della gente, loro no!
    Le solite due parole di commento. Quando dei sondaggi parlava B, li aveva fatti accomodare lui, per Monti no, sono più “conteggiosi” di uno spoglio elettorale. La gente, come direbbe in trasmissione Sant’oro, è contenta del suo lavoro?
    La gente, me compreso, ha letto gli effetti benefici della cura Monti sugli indici delle Borse, spread soprattutto, un po’ meno su quella azionaria, silenzio quasi completo sul petrolio che viaggia stabilmente oltre i 100 dollari. Ha letto gli annunci della riforma del lavoro, che intanto continua a mancare, che verranno applicate le addizionali delle Regioni e dei Comuni, che in parole povere fungono da contraltare al rinnovo dei contratti, che da decenni ci aveva abituati, per il solo decorso del tempo, la busta paga deve aumentare, guadagni o no il padrone, privato o Stato che fosse….
    Rinnovo contratti, nell’agenda del Professore nessuna parola.
    Da marzo invece la busta stipendio/pensione verrà rinnovata dal prelievo delle addizionali, che non sto a ripetere per esteso perché se vi interessa lo trovate su google: tranne chi muore di fame, da 50 a 250 euro in meno tutti i mesi, e i 250 li si gode da 3200 euro lordi in su, cioè entrate decorose ma non da nababbi. E, in ossequio alla Costituzione sempre rinfacciata a B, che prevede la tassazione progressiva, che voi guadagniate 3200 lordi o 10mila, sempre la stessa aliquota, per cui anche togliendo 500 euro a chi guadagna tanto, di uguaglianza se ne vede ben poca. Perché il Professore, giustamente, s’è ben guardato dall’offendere i redditi dei suoi compagni di ceto sociale.
    A giugno taglia il traguardo la nuova tassa sugli immobili, prima casa compresa, in autunno, si sa, è la stagione triste, probabile aumento dell’Iva.
    Quando la gente, che preferisce lui ai partiti, comincerà a sentirsi più magra, da marzo in poi, vedrete, cari lettori, il gradimento: invece del loden il Professore si troverà costretto a indossare ogni momento la corazza, estate compresa.
    E anche qualche sinistro comincerà a capire che togliere di mezzo Berlusconi per compiacere la speculazione internazionale, Repubblica, Vendola, Bersani e Di Pietro, non è andata a suo vantaggio.

    Cremona 30 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • danilo

    Ci sono successi economici strepitosi che nascono dal nulla e ricette lacrime e sangue che si rivelano dei colossali fiaschi . Siamo su un crinale molto sottile. Non è facile per la gente comprendere cosa sta accadendo finchè chi governa non gli infila le mani direttamente nel portafoglio. Con semplicità , disinvoltura, tanto cinismo , e qualche lacrimuccia da coccodrillo. E il bello è che manco ce li siamo scelti noi, che paghiamo e dunque ne avremmo tutto il diritto. Le scelte , anzi , le nomine, le ha fatte chi , stando in alto ( anche nella scala degli emolumenti ) , pontifica e , strano a dirsi in una repubblica, regna.
    Ogni giorno che passa me ne convinco sempre di più : la parola agli elettori . Il piu’ velocemente possibile .
    Non ci sono alternative se non vogliamo finire calpestati come foglie morte.

  • SMENTITE INTEGRALI

    Il Professore, in visita d’accattonaggio in Giappone per conto dell’Italia, ha avuto conferma ch’è possibile smentire tutto: anche lo tsunami di recente opera ha smentito e tolto ogni veleno alle azioni che i maldicenti gli hanno contestato. Non è vero, come hanno scritto i giornalisti, vil razza dannata, incapaci come sempre, pur essendo il loro precipuo lavoro, di capire ciò che gli altri dicono, magari in pubblico, che ha semidistrutto il Paese e causato un’infestazione nucleare: ha solo rimodellato il territorio.
    Per cui la smettano i pennivendoli italiani di mugolare che Lui, figuriamoci, un Professore, avrebbe detto d’aver più consenso dei partiti. Al solito, hanno estratto dalla complessità del suo discorso ciò che faceva loro più comodo per spacciar copie, per la necessità di battere la sempre più invadente concorrenza delle notizie su internet…
    Cito dalla letterona al Corriere: “comincia a diffondersi l’apprezzamento per ciò che il nostro Paese ( a scanso di equivoci per eventuali future contestazioni, non è stato lui, abbiamo scelto noi, n.d.r.) ha saputo fare in pochi mesi in termini di riduzione del disavanzo, riforma delle pensioni, liberalizzazioni.”
    Dio mio, a essere pignoli come un bocconiano, di liberalizzazioni s’è visto ben poco, a cominciare dai privilegi dei politici, benefit dei Presidenti compresi.
    “Se da qualche mese l’Italia ha imboccato risolutamente la via delle riforme, lo si deve in parte al Governo, ma in larga parte al senso di responsabilità delle forze politiche che etc etc.”
    Non sto a ripetere, come mio uso, il resto della predica che si trova comodamente, e integrale, su google, solo il pezzo, dopo lo tsumani, che più mi ha divertito. Eccolo:
    “i partiti politici stanno vedendo che gli italiani sono molto più maturi di quello che pensavamo: la gente sembra apprezzare un modo moderato e non gridato di affrontare i problemi etc.”
    Lui e i partiti politici giudicano se gli italiani sono maturi? Lui e i partiti politici che a noi, percettori di redditi mediocri, impongono immediatamente aumenti di tasse, bollette etc, in cambio di diminuzioni di servizi, e loro, ai loro Presidenti di Camera e Senato, per dirne una, tolgono pian piano i benefit, mantenendoli fino al 2023?
    Noi sembriamo apprezzare un modo moderato etc? Caro Professore, inquilino del Governo, per il suo bene tenga a mente un ovvio conteggio: fin che ci togliete il di più che avevamo, frutto del nostro lavoro, non delle vostre porcherie, a conforto, dia un’occhiata ai contributi elettorali Margherita gestiti dal buon Luigi Lusi, mugugniamo e basta, ma se arrivate a incidere l’osso, i signorini della No Tav potrebbero sembrarvi boy scout in vena di scampagnata……

    Cremona 31 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • sandra

    Il punto di non ritorno? Ci siamo gia’.
    Trasmissione di Santoro di ieri sera. I pareri in diretta degli operai. Si inizia con chi sarebbe dovuto andare in pensione e invece fino a 66 anni vivra” d’aria. Ti capiamo, ti capiamo bela Santoro. No! Non potete capire! Urla l”operaio. Secondo atto : operaio a 810 euro al mese 😡 noi anche dare da mangiare ai nostri figli e’ un optional. Santoro : ti capiamo, ti capiamo. Risposta,
    in diretta Tv, : ” siete delle m e r d e, siete degli assassini “.
    Le allegre scampagnate No tav? Ha ragione Cozzaglio. In confronto a allo tsunami che sta arrivando sono simpatici siparietti.

  • ZERO IN PREVISIONI

    Il Professore, che è professore di conti, non di Dante o Petrarca, inebriato dal successo che finora gli tributano i suoi amici professori, spara l’ennesima: è meglio pagare più tasse che rischiare la fine della Grecia.
    Gli sfugge l’evidente terza possibilità: pagare più tasse e fare egualmente la fine della Grecia.

    Cremona 01 04 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • SPENDERE PER VINCERE

    “Essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indiano: vincere! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all’Italia, all’Europa, al mondo” – Mussolini, 10 giugno 1940.
    A noi è andata molto meglio che ai nostri padri, il nostro imperativo è: spendere! E spenderemo per etc etc, perché il nostro mondo non sta in piedi se ogni anno la produzione e, ovviamente, la vendita, non aumentano, ma il Professore, che nasce professore alla Bocconi, non ci ha ancora spiegato come faremo a spendere, se ogni giorno ci toglie i soldi….

    Cremona 01 04 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • sandra

    Mi hanno fatto notare come il prezzo di mercato del gas naturale negli ultimi tre anni sia diminuito del 90 %. Si, proprio il novanta percento.
    Nel frattempo in Italia Passera, ineffabile, ci annuncia un adeguamento delle bollette del gas. Ovviamente al rialzo. Ovviamente dal primo aprile.

    • danilo

      Per la precisione il calo è stato da 14,282 dollari per mmBtu del 4/12/2006 a 2,129 dollari odierni, cioè un calo netto all’approvvigionamento dell’ 85 % .
      Nel frattempo non solo la bolletta del gas non è scesa di pari misura, ma ha subito delle costanti variazioni in aumenti , fino al ritocchino dell’uno e qualcosa percento con decorrenza primo aprile.
      C’è bisogno di aggiungere altro sulla credibilità della nostra classe dirigente e in modo specifico dei tecnici alla Corrado Passera e c. ?

  • danilo

    Intanto per come si è aperta la settimana sui mercati, cioè benissimo per Germania e Francia , malissimo per Spagna e sopratutto Italia, sembrerebbe che la luna di miele tra Monti e i mercati sia proprio finita.
    Scommettiamo che con un paio di settimane così anche Monti ritorna in fretta e furia alla sua cattedra alla Bocconi?