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Truffa con assegni: 50enne condannato, quattro le 'vittime'

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Il giudice Beluzzi

E’ stato condannato a due anni, sei mesi e 200 euro di multa Tommaso D’Antoni, 50 anni, siciliano residente a Cinisello Balsamo, riconosciuto colpevole dal giudice Pierpaolo Beluzzi di truffa aggravata nei confronti di quattro commercianti cremonesi, tra cui il negozio di ferramenta “Massimino” di via Bergamo. Per l’imputato, il pm onorario Silvia Manfredi aveva chiesto una pena di un anno e 600 euro di multa. Secondo l’accusa, tra il marzo e il luglio del 2006, l’uomo, amministratore unico della “Immobiliare Graziella”, società di Milano con sede operativa a Castelverde,  aveva acquistato forniture per 107.070,60 euro pagate con assegni protestati. Alle vittime, D’Antoni aveva occultato “la situazione di gravissimo dissesto dell’“Immobiliare Graziella”, poi fallita nel 2007. Quando i commercianti si erano accorti si essere caduti in un raggiro, si erano presentati presso la sede di Castelverde dove non avevano trovato nessuno, né l’imputato, né la loro merce. L’immobiliare non esisteva più. Ad effettuare gli acquisti era stato Michele D’Antoni, fratello del 50enne finito a processo, ma oggi in aula Tommaso ha negato di avere un fratello. L’uomo si è difeso dicendo di essere stato a sua volta truffato da due soggetti, che lui conosceva come Lilli e Toni, che l’avevano usato come testa di legno della società. Il giudice, però, non gli ha creduto.

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