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Liberazione, messa al cimitero Il vescovo: "Ritrovare gli alti ideali di quel tempo"

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Un invito a difendere sempre la libertà attraverso un impegno continuo di liberazione, anzitutto dal peccato personale radice di ogni schiavitù e poi dall’indifferenza e dall’individualismo, atteggiamenti che minano ogni anelito di fratellanza e solidarietà. È questo l’invito che monsignor Lafranconi ha lanciato nella Messa per il 67esimo anniversario della liberazione del nostro paese dal gioco nazifascista, celebrata nel civico cimitero di Cremona nella mattinata di mercoledì 25 aprile. Alla liturgia erano presenti le più alte cariche istituzionali del territorio e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e partigiane. Con il presule hanno concelebrato don Oreste Mori, cappellano del cimitero e mons. Vincenzo Rini, direttore de “La Vita Cattolica” e assistente spirituale dell’Associazione Partigiani Cristiani di Cremona.

Alla solenne liturgie sono intervenuti il prefetto Bruno di Clarafond, il presidente della provincia Salini, il sindaco Perri, il questore Bufano, il parlamentare Pizzetti, l’assessore regionale Rossoni, tutti i rappresentati delle forze armate operanti sul territorio, i membri delle associazioni combattentistiche e dei gruppi partigiani e molti semplici cittadini. Presenti anche i gonfaloni del Comune e della Provincia con agenti in alta uniforme.

«Oggi – ha detto il Vescovo – non facciamo solo un’opera di commemorazione del passato: a che serve celebrare il passato se non diventa occasione di miglioramento nel futuro? Riscopriamo dunque la grandezza e bellezza di questi valori e invitiamo a custodirli, a coltivarli e a promuoverli dentro il contesto della vita sociale perché il valore della libertà conquistato dalla liberazione sia continuamente onorato e difeso».

Terminato l’Eucaristia il prefetto, S. E. Tancredi Bruno di Clarafond, insieme a tutte le altre autorità, ha posato una corona di alloro dinanzi al sacrario che custodisce tutti i morti civili della seconda guera mondiale. È stato poi onorata la tomba dei fratelli Alfredo e Antonio di Dio, due partigiani cremonesi che caddero combattendo contro i nazifascisti nella zona della Val d’Ossola. Ad entrambi è stata attribuita la medaglia d’oro al valor militare.

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Commenti
  • adele

    I partigiani Di Dio Emma non erano cremonesi, erano siciliani . Anche la Sicilia , cosa che spesso si elude, ha dato, come testimonia il sacrificio autenticamente eroico dei miei due giovanissimi cugini ,il suo significativo contributo alla Resistenza italiana.