16 Commenti

Salta un terzo delle Province Destino segnato per Cremona Via pure per Piacenza

provincia-evidenza

Addio alla Provincia di Cremona. In Lombardia è uno dei quattro enti provinciali destinati a sparire insieme a Lecco, Lodi e Sondrio. Il governo Monti accelera e punta su un Ddl oppure su una legge delega per ridurre le realtà con meno di 400 mila abitanti, scardinando così un sistema che ha oltre un secolo di vita. Monti ne aveva parlato in occasione del varo della “spending review” ma adesso il Governo corre. L’obiettivo è di eliminare almeno un terzo del province con un effetto positivo che porterà all’accorpamento delle province, delle prefetture, degli ex Provveditorati, dagli Uffici territoriali del Governo. Al taglio sta lavorando un pool di ministri. In Emilia salterebbero le province di Ferrara, Forlì-Cesena, Piacenza, Ravena e Rimini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • ftw

    speriamo sia la volta buona!

  • Claudio

    Eliminare anche la Prefettura !!

  • Andrea

    Ma poi se avremo bisogno di un permesso/autorizzazione provinciale, ci lasceranno almeno gli uffici a Cremona o dovremo andare a Brescia o Bergamo o chissà dove?

  • Francesco Capelletti

    Prepariamoci all’evenienza: propongo di istituire nel contenitore urbano rimasto vuoto il museo del violoncello; al piano terra potrebbero, invece, trovare posto gli uffici del comitato “pro miss violoncello” scegliendo fra le fanciulle col seder più bello…

    • Girolamo Savonarola

      🙂

  • Mario

    Bene, un po’ di politici e funzionari in meno da mantenere

    • elia

      Mario condivido, ma sappi che si ricicleranno alla grande,un posticino al sole tranquillo si trova sempre, poichè sappi che per loro andare a lavorare come i comuni mortali è un affronto insopportabile.
      saluti Elia.

    • kunta

      Magari, Mario, magari.
      il problema è che, secondo me, nonostante la drammatica crisi in cui versiamo in Italia non si riesce a tagliare nulla…ma proprio nulla!

  • Luigi

    é incredibile,…la storia di Piacenza è tra le più importanti del nord Italia, e la storia della Provincia ha un valore unico a livello locale, basta pensare a tutte le opere pubbliche che ha gestito con serietà e professionalità fin dalla seconda metà dell’800!la storia di Piacenza è molto più antica di quella di Parma e i politici che,hanno già danneggiato abbastanza questa città nel trasferire a Parma alcune sedi amministrative, alcuni archivi e molte opere d’arte uniche per il valore storico della nostra città, proseguono nel voler demolire una delle città e province più importanti del Nord Italia. Io ritengo questa scelta a dir poco indecente e tanto meno economica, sopratutto sotto l’arpetto della gestione di un territorio con confini e realtà spesso difficili.

  • elia

    come faranno a vivere i politicanti di professione ei trombati senza le province pensa se dovrebbbero tornare a lavorare. che disonore per loro dopo una vita agiata e piena di bla bla bl…..
    elia

    • fabrizio

      “dovessero”, Elia; grave errore per un tuttologo. Da bocciatura in terza elementare….le basi della lingua italiana.. Studia!!!! Grave!!! con rispetto…. Fabrizio

      • elia

        fabrizio hai ragione, la prossima volta controllerò meglio prima di cliccare aggiungi commento.
        l’età avanza inesorabile e le sinapsi si logorano
        saluti Elia.

        • fabrizio

          Egregio Elia; io La rispetto e condivido molte delle delle sue idee. Non amo, e Lei lo ha sicuramente capito, parlare del tutto. Parto anche dal fatto che io so chi è Lei, mentre Lei non sà nulla di me! Le chiedo scusa. Se Lei crede troverò il modo di contattarla. Fabrizio.

  • Annamaria Menta

    E adesso come la mettiamo con la sede della provincia nel complesso degli ex monasteri?
    Massimiliano I, tra le tante ‘perle’ che ha regalato al territorio, può vantare anche di aver dato il colpo di grazia ad un progetto che era cucito su misura per la liuteria cremonese (e la cultura, la musica, la vita di un intero quartiere cittadino), quella stessa liuteria che i politicanti nostrani dicono di voler tutelare per il bene della città (qui ci starebbero bene le risate finte delle sit-com).
    Questa follia ha causato una serie di disastri a cascata, dal trasferimento della scuola di liuteria in un ambiente per nulla adatto, fino alla realizzazione del ‘misterioso’ museo del violino, probabilmente ad immagine e somiglianza del committente e del progettista (?), con oneri di gestione ordinaria a nostro carico; se poi questa immagine non coinciderà con quella che serve alla liuteria, pazienza, l’importante è far felici i nipoti di tutte le ‘sciure Maria’ del mondo.

    Andrà avanti nei suoi folli propositi, come se niente fosse? sarà il pretesto per svendere tutto il complesso al miglior palazzinaro, ops!, offerente, ops!, ‘riqualificatore’?

    …e l’opposizione, cosa fa? ah, già, tace, come sempre….

  • Girolamo Savonarola

    Premesso che sono favorevole all’abolizione dei costi inutili per lo Stato, sono però del parere che certe riforme andrebbero fatte nei tempi giusti. In una situazione di confusione com’è quella attuale (non si è riusciti nemmeno a determinare non solo gli importi dell’IMU, ma da oggi si apprende che vi siano dubbi sulla sua “costituzionalità”)l’abolizione delle Province senza che vi sia chiarezza sulle funzioni e le competenze da accorpare rischia di gettare intere zone del Paese nel caos, con gli inevitabili disagi che ovviamente graveranno sui cittadini. Chiedo se non fosse possibile abolire solo le cariche politiche legate alla province, riformandone la struttura in termini di dipendenti e funzionari (bene gli accorpamenti). Abolire va bene, ma se si hanno le idee chiare. Per il resto ben vengano decisioni che eliminano sprechi incomprensibili e organi amministrativi che finiscono troppo spesso nelle mani di politici inefficaci e inadeguati.

  • Pierre Robes

    Purtroppo, mantenendo in vita le Province seppur rimodellate, si getta ancora una volta alle alle ortiche un’occasione d’oro che poteva semplificare l’organizzazione di questo benedetto Stato…. la casta ha vinto ancora.