Un commento

Calcioscommesse, Mauri: nessun rapporto con gli zingari

Milanetto

Sopra, Milanetto a Palazzo di Giustizia (foto Francesco Sessa)

AGGIORNAMENTO – Si è concluso dopo le 22 l’interrogatorio del capitano della Lazio Stefano Mauri, finito in carcere nell’inchiesta sul calcio scommesse.  Mauri è arrivato in procura con indosso una felpa blu e il cappuccio alzato sulla testa. E’ accusato di aver concorso ad alterare il risultato delle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del campionato scorso. “Stefano e’ riuscito a ricostruire tutto”, ha detto l’avvocato Matteo Melandri, “ha chiarito come non ha avuto alcun tipo di rapporto con soggetti diversi da Zamperini e Aureli, quest’ultimo gestore di agenzie di scommesse, né ha avuto rapporti con gli ‘zingari’. Zamperini e’ una sua frequentazione di vecchia data con cui ha rapporti di amicizia costanti. Il traffico telefonico con Aureli? E’ stata fornita una ricostruzione al vaglio con gli inquirenti e su questo manterremo il piu’ stretto riserbo”. “Nessun rapporto con Ilievski”, ha affermato l’altro legale Amilcare Buceti.

Nel tardo pomeriggio è stato sentito anche Marco Turati, il giocatore del Modena, che ha pienamente confessato i fatti a lui addebitati. L’indagato avrebbe chiamato in causa anche dirigenti di Ancona e Grosseto. Turati, ex giocatore dell’Ancona e del Grosseto, e’ accusato di aver alterato il risultato di almeno sei partite. “E’ stato collaborativo ed esaustivo”, hanno detto i legali Roberto Tropenscovino e Marco Campora, “ha chiarito meglio la sua posizione e gli episodi contestati”.

L’interrogatorio di Omar Milanetto, ex giocatore del Genoa, ora al Padova, è stato considerato dagli inquirenti “non particolarmente brillante”. Il giocatore, che non ha fatto ammissioni, sarà risentito nei prossimi giorni dal pm Roberto di Martino. A Milanetto gli inquirenti avrebbero contestato nuovi episodi riguardanti partite alterate, oltre a Lazio-Genoa. Ci sarebbero infatti altre partite sospette per cui si vuole chiarire il ruolo dell’ex calciatore del Genoa. “Milanetto e’ completamente innocente ed estraneo alla vicenda”. Lo ha detto il suo legale, l’avvocato Mattia Grassani. “Sta soffrendo pesantemente questa situazione dopo tre giorni di carcere”. “Ritengo”, ha aggiunto il legale, “che abbia eliminato ogni ombra sul rapporto con il bosniaco, sia su serate a Milano e a Modena con Mauri e altri giocatori alla fine del mese di maggio. Non ha soggiornato all’hotel ‘Una Tocq’ con gli ungheresi e Zamparini perche’ le date e gli orari di arrivo sono incompatibili. Non ci sono intercettazioni, non c’e’ passaggio di denaro, non c’e’ frequentazione con questi soggetti, e’ difficile taroccare una partita in questa situazione”.

Intanto in una pausa degli interrogatori il pm di Martino ha detto che non è prevista la convocazione di Gianluigi Buffon. Il procuratore, nonostante l’inchiesta, ha poi riferito di essere ancora appassionato di calcio e tifoso della Nazionale. Sulla proposta del premier Mario Monti di uno stop al calcio per due-tre anni ha invece commentato: “E’ ovvio che si tratta di un’osservazione provocatoria”.  Ha poi aggiunto che sull’allenatore della Juventus Antonio Conte e’ stato fatto tutto secondo le regole che richiedono l’invio della comunicazione di garanzia e la contemporanea perquisizione. Infine ha concluso dicendo che la conclusione dell’inchiesta “non sembra mai vicina. E’ come svuotare il mare con un cucchiaino”.

Domani, giovedì 31 maggio,  parte il processo sportivo. E’ il procedimento per i 22 club e i 61 tesserati coinvolti nel primo troncone dell’inchiesta di Cremona. La Commissione disciplinare dovrà valutare anche le posizioni di Ascoli, Modena, Pescara, Reggina, Empoli, Livorno, Padova in serie B; Piacenza e Monza (gia’ retrocesse in Seconda Divisione), Cremonese, Frosinone e Rimini in Lega Pro; Ancona, Ravenna (retrocessa in Eccellenza) e Avesa (coinvolta d’ufficio per il tesserato Federico Cossato) tra i dilettanti. Tra i 61 deferiti ci sono anche il super pentito Carlo Gervasoni e 7 giocatori coinvolti nell’ultimo filone dell’inchiesta di Cremona e arrestati lunedi’: Bertani, Ruopolo, Acerbis, Conteh, Joelson, Turati e Pellicori.

Michele Ferro

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Commenti
  • IL PROFESSOR DERAGLIA

    Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio: niente sconti a chi bara, ma il calcio non è peggio della società civile.
    A suo modo, indirettamente, il Professore gli dà una mano: fermiamo il calcio per due/tre anni, il mondo del pallone è diventato un concentrato degli aspetti più riprovevoli.
    Perché? Monti sembra affossare il calcio. In realtà vuol dire: se uno come me, che viene dal mondo della Finanza Internazionale che infischiandosene di tutto e tutti ha messo in ginocchio il mondo intero, è stato messo senza alcuna scelta di elettori, per mano di un colpo di mano, a governare uno dei Paesi più importanti, il calcio italiano è popolato da colombe e agnellini!

    Cremona 31 05 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info