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Caritas, consegnato nelle zone terremotate materiale per 30 mila euro

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Finora la Caritas cremonese ha consegnato, nelle zone colpite dal terremoto, materiale per oltre 30.000 euro. L’ultimo viaggio della solidarietà  è stato compiuto martedì 5 giugno a Medolla dove la delegazione cremonese, sempre guidata dal dottor Cristiano Beltrami, ha consegnato una roulotte per una mamma con a carico un figlio disabile di cinque anni e una lavatrice per le suore del Buon Pastore, vero punto di riferimento per tutta la popolazione. Attualmente la raccolta fondi ha raggiunto la cifra considerevole di 9.000 euro: «Speriamo che dalla colletta di domenica 10 giugno promossa dalla Presidenza della Conferenza episcopale italiana – confida Beltrami –  si possano ottenere risorse importanti, anche perchè le richieste di  tende da parte del centro operativo della Caritas a Finale Emilia sono sempre più pressanti. Attualmente non ci servono più generi alimentari, ma soltanto denaro per l’acquisto di materiale idoneo all’accoglienza degli sfollati».

MEDOLLA: “SOFFERENZA MA VOGLIA DI RICOMINCIARE”

Medolla, in provincia di Modena, è un paesone di oltre 6.000 abitanti. La sua terra fertile ha contribuito al fiorire di molte aziende agricole (ve n’è una ogni 33 abitanti!) che sono dedite alla pericolture, ai seminativi, ma soprattutto alla viticoltura con la produzione del famoso lambrusco doc dell’Emilia.

Oggi il suo centro storico è disabitato, le scosse di terremoto lo hanno reso completamente inagibile. Circa la metà della popolazione se ne è andata: alcuni da parenti e amici, altri sulla riviera romagnola nelle strutture alberghiere che si sono rese disponibili all’accoglienza. L’altra metà dei residenti è rimasta, arrangiandosi, per chi ha la casa pericolante, in tende di fortuna in un prato vicino alla scuola materna gestita dalla suore del Buon Pastore: un istituto di eccellenza che prima del terremoto accoglieva oltre 130 bambini. Oggi la struttura è deserta, non che sia inagibile – a parte qualche crepa, lo stabile ha retto egregiamente -, ma le disposizioni superiori impongono la riapertura solo  a settembre. Così le due suore (una terza, anziana, è stata accolta in un’altra comunità) si possono dedicare all’assistenza spirituale e materiale di una popolazione stremata dalla fatica e impietrita dalla paura delle continue scosse. Anche loro hanno impiantato la tende, insieme a due collaboratrici laiche, e vivono accampate come tutti gli altri: si sono sistemate nel grande parco della scuola, che è diventato un punto di ritrovo per tanti che nell’incontro fraterno trovano il coraggio di andare avanti.

«C’è da dire – precisano gli operatori Caritas – che accanto alla sofferenza e all’angoscia abbiamo trovato anche la voglia di ricominciare, di rimboccarsi le maniche e di riprendere la vita. Lo spirito combattivo e intraprendente, tipico delle popolazioni emiliane, sta facendo la sua parte: abbiamo visto negozio e supermercati inagibili con davanti delle bancarelle per la vendita di generi alimentari. Le persone vogliamo ricominciare!».

Alle suore è stata consegnata una lavatrice che servirà alle persone che vivono nelle tende o addiritture nelle autovetture. Certamente più significativa la consegna della roulotte di due posti che accoglierà una giovane ragazza madre con un figlio disabile di 5 anni. La donna, originaria del Togo, era ospitata in una casa famiglia del paese, ma proprio in questi giorni doveva trasferirsi in un alloggio popolare assegnatogli dal comune. In attesa delle verifiche dei tecnici che assicurino l’agibilità dello stabile, ella potrà vivere in paese e non essere trasferita come le altre ragazze ospiti della comunità.

«Tra i gruppi particolarmente attivi – concludono dalla Caritas – ci sono gli scout dell’Agesci. Sono stati loro i primi a soccorrere le persone dopo le prime scosse e sono sempre loro in prima linea per aiutare anziani e bambini. Sicuramente è una bella testimonianza di giovani credenti!»

Ciò che colpisce, oltre alla voglia di riprendere una vita normale, è la grande dignità di questa gente: «Grazie ad un benefattore anonimo – concludono gli operatori cremonesi – è stato allestito un grande tendono per la celebrazione della Messa. Il parroco, che vive nel capanno degli attrezzi della parrocchia, è molto attivo e cerca, nonostante tutto, di mantenere unita la comunità e di tenere alta la speranza».

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