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"Giunta Perri, non traspare lealtà Sui rincari, scelte sbagliate e anacronistiche": l'attacco dei sindacati

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foto Francesco Sessa

Durissima presa di posizione dei sindacati sulle mosse del Comune riguardanti il bilancio comunale. Con una nota le Segreterie Confederali CGIL CISL UIL (D.Bertoletti-M.Manfredini-M.Penci), le Segreterie dei Pensionati CGIL CISL UIL R. (Carenzi-J.Rubasova-G.Reali), le Segreterie della Funzione Pubblica CGIL CISL e UIl (M.Vangi-R.Dusi-L.Facchini), le Segreterie della Scuola CGIL CISL e UIL (M.T.Perin-S.Militello-M.Colafato) intervengono sulle scelte dell’amministrazione circa gli aumenti di Imu prima casa a 0,50%, seconda a 0,93% e Irpef da 0,35% a 0,65% e i rincari su rette scolastiche e impianti sportivi (leggi l’articolo). “Le segreterie provinciali del Sindacato confederale – scrivono – considerano che sia giunto il momento di fare chiarezza definitivamente sulle seguenti questioni: il Sindacato cremonese ha sempre richiesto, legittimamente, un confronto con l’Amministrazione Comunale di Cremona convinto di poter raggiungere risultati positivi per l’intera comunità. E’ evidente che il ruolo reciproco richiede rispetto e quindi regole che si è cercato di codificare con atti trasparenti, l’ultimo dei quali il protocollo del 16.12. 2011. Oggi, all’ennesima uscita pubblica di decisioni assunte dal Comune, senza il benché minimo confronto il Sindacato dice basta. Semplicemente basta”.

“LE TRATTATIVE NON SUL PALCOSCENICO”

“Nell’incontro del 4 giugno – ricordano Cgil, Cisl e Uil – il Sindacato, responsabilmente, ha presentato una serie di richieste al Comune, in modo formale e trasparente e ha garantito che non avrebbe pubblicato le richieste in attesa delle risposte della Giunta. Il Sindacato ritiene che le trattative si fanno ai tavoli di confronto non sul giornale. Invece, si sceglie la strada del palcoscenico al normale Tavolo, ma soprattutto si è affrontato l’incontro tacendo l’intenzione di aumentare le tariffe e la decisione la si apprende sui giornali. E’ necessario ora che il Sindaco si assuma la responsabilità diretta del confronto con le parti sociali chiedendo alla sua giunta di rispettare quanto da lui sottoscritto. Il sindacato ripresenta quindi le proprie richieste, e ne rivendica la caratteristica fondamentale: la gradualità, che si traduce nel far pagare di più a chi ha redditi maggiori”.

LE PROPOSTE DEL SINDACATO SU IMU E IRPEF

Poi, nel documento, le richieste presentate dal Sindacato il 4 giugno 2012:  “Si ribadisce la necessità della tutela dei redditi da lavoro e da pensione medio-bassi in considerazione del perdurare della grave crisi economica. Si devono attuare interventi che non aggravino la difficile situazione delle famiglie, unico vero ammortizzatore sociale della crisi. Si ribadisce pertanto la necessità: di mantenere quantitativamente e qualitativamente i servizi oggi erogati a supporto delle fragilità ma anche dell’attività lavorativa; l’unico principio trasversale all’applicazione impositiva e tariffario, deve coincidere con la progressività dei redditi a garanzia della equità e solidarietà nella comunità. In considerazione di quanto sopra si richiede: per quanto riguarda l’Addizionale IRPEF, esenzione dall’imposta per i redditi fino a 15.000 euro, applicazione dell’imposizione per fasce di reddito da 0,35% a 80%, ai redditi fino a 26.000 euro andrà applicata una aliquota non superiore allo 0,40%. Per quanto riguarda l’IMU, per la prima casa si propone 0,35%, per gli anziani e i disabili residenti nelle strutture residenziali si applica l’aliquota della prima casa, equiparazione delle aliquote per uffici, magazzini, laboratori, opifici negozi e botteghe. I mancati introiti sulla prima casa, andranno ridistribuiti”.

“NON TRASPARE LEALTA’. SCELTE ANACRONISTICHE”

“Inoltre – aggiungono i sindacati – le decisioni assunte dalla giunta e le stesse dichiarazioni dell’Assessore Nolli alla stampa, fanno emergere delle convinzioni che il sindacato non solo non condivide, ma che ritiene sbagliate ed anacronistiche. Che cosa significa che “i servizi sono a carico di chi ne usufruisce”? Significa che i figli non sono un bene prezioso per la società ma un carico, un peso della famiglia che improvvida ha procreato? Significa che nel Comune di Cremona non è più convincente il principio della solidarietà sancito dalla Costituzione Italiana? Il Sindacato ribadisce che lo Stato Sociale è una scelta illuminata e moderna che garantisce alle persone pari opportunità, fondata sul valore della solidarietà e realizzata attraverso la fiscalità generale. Niente evasione fiscale, niente sprechi, la giusta compartecipazione, questi i criteri prioritari”.
“E’ sbagliato – concludono Cgil, Cisl e Uil – pensare ad un sistema di servizi rivolto solo a chi li può pagare. La Giunta di Cremona non crede che i servizi siano funzionali alla ripresa del lavoro e quindi dello sviluppo del territorio? Non pensa che siano utili per il mercato del lavoro femminile? Ma soprattutto, come si conciliano quelle scelte e quelle affermazioni, con la “centralità della famiglia”? A quale famiglia si pensa? A quella senza bambini? Oppure solo a quelle “che se lo possono permettere”? Il Sindacato cremonese rivendica valori diversi. Il Sindacato cremonese chiede chiarimenti e dichiara sin da ora, che incontrerà tutte le forze politiche prima della discussione del bilancio. Il Sindacato ricorda alla Amministrazione comunale di aver sempre dato disponibilità per confronti che affrontassero anche le tematiche più difficili, ma in una cornice di lealtà che ad oggi non traspare”.

Greta Filippini

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Commenti
  • Gargantua

    Porco cane, sono contento. Non degli aumenti, ovviamente. Finalmente i sindacati tornano a fare il loro mestiere. Siamo ottimisti e prendiamo la cosa per il verso giusto. Da iscritto vengo da dieci giorni di disperazione. In ginocchio su Tamoil, sdraiati su Arvedi. Ma qual’è il vostro compito, piegarvi? Ora si riprende un po’ un ruolo di elaborazione. Speriamo.
    Vi controllo…
    Perri a casa.

  • Angy.

    Il sindacato cremonese rivendica valori diversi…..ma quando mai????????ma fateci il favore(quello di sparire) pure voi!!!!!!!

  • DIO MIO, NO

    Beh, lo ripeto ancora una volta, nella Giunta di Cremona diversi assessori sono buoni, è il timoniere che in qualsiasi giorno decida di tornarsene in Federazione, sarà sempre un giorno tardi. Per la destra e per la politica. E non sparliamo dei grillini. Abbiamo votato, io il primo, credevamo un nostro rappresentante, per scoprire da subito sì, è un rappresentante, ma del Quarto Lato di piazza Duomo. I grillini almeno, oltre a se stessi, Parma lo dimostra bene, rappresentano noi, non l’Immenso.
    Adesso anche i sindacati lo scaricano, non li ha avvertiti degli ultimi aumenti Imu Irpef e a seguire gli altri. Io non sono sicuro che il sindacato sia interlocutore obbligatorio per un sindaco, ma credo sia ragionevole aspettarsi che decisioni di tale portata siano discusse con qualcuno, anche fuori dalla Giunta, non buttate, già prese, in grembo al giornale.
    Premessa. Pivetti non ascolta nessuno di noi, stringe dieci mani quando esce per il caffè e le trasforma nei 20mila voti che serviranno per vincere nel 2014….
    Ma non ascolta nessuno, non fatemelo ripetere sempre, tranne l’Immenso, perché nessuno di quelli che istituzionalmente possono lo mette spalle al muro. Il sindacato protesta oggi perché si ritiene nostro portavoce. E perché, tanto per dirne una, non spende nemmeno un sospiro sui soldi regalati a PubliA, a Zanolli, ai beneficiati della sinistra etc etc?

    Cremona 08 06 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • MARIO

      Ma tu quando lo hai votato che cosa ti aspettavi ??
      Se sapevi tutto prima forse non ti aspettavi cose diverse dalla controparte : e qui ti posso anche dare ragione .
      Nel metodo poteva esserci tuttavia la differenza.
      Nel merito c’è poco da scherzare.
      Nella cosa pubblica servono amministratori di alto livello.
      Trovali tu.