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Calcioscommesse, il gip Salvini sente Burini e Bertani

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Nella foto, l’arrivo in carcere del gip Salvini

AGGIORNAMENTO – Oggi il gip Guido Salvini ha interrogato Luca Burini, accusato, in concorso con Beppe Signori, Luigi Sartor, ex calciatore di Inter e Parma, e Daniele Ragone, commercialista di Sartor, di riciclaggio di denaro. Burini è un ex manager con un lavoro in Cina per la società Laminam spa di Fiorano Imolese, in provincia di Bologna. Per colpa del calcioscommesse ha perso il lavoro e in queste ore ha deciso di costituirsi. Era agli arresti domiciliari a Parma e oggi è stato liberato. Al giudice ha detto di aver conosciuto un certo Piquet, di Singapore, dove Burini ha raccontato di aver assistito ad un colloquio tra Sartor e Piquet che parlavano di scommesse su partite di calcio. Nel marzo del 2011 so trovava a Shangai per lavoro ed ha riferito di aver ricevuto una telefonata da Piquet “con toni violenti e minacciosi durante la quale mi disse di aver perso molti soldi in quanto aveva ricevuto una telefonata che gli aveva dato indicazioni per una scommessa su Inter-Lecce, ma l’indicazione era risultata sbagliata. Io dissi che non sapevo come aiutarlo”. Burini ha poi aggiunto che Piquet “cominciò a tempestarmi con 20/30 telefonate al giorno con tono sempre più minaccioso e una volta mi disse che se una faccenda del genere fosse avvenuta a Singapore sarebbero tutti morti. Telefonai o mandai messaggi sia a Sartor sia a Ragone chiedendo loro cosa stesse succedendo. Loro mi risposero che non ne sapevano nulla”. Burini ha concluso dicendo che le telefonate di Piquet “durarono da fine marzo a fine aprile”. “Riuscii a sottrarmi a questa situazione poiché lasciai la Cina per andare in Bielorussia e in seguito in vacanza in Brasile”.

Intanto questa mattina il gip si è recato in carcere per sentire Cristian Bertani, ex attaccante del Novara passato la scorsa estate alla Sampdoria, l’unico dei calciatori ancora dietro le sbarre di Cà del Ferro. Ancora una volta Bertani si è dichiarato estraneo alle accuse, negando di sapere qualcosa e assicurando di poter “camminare a testa alta”. “Gegic? Non so nulla, ribadisco la mia totale estraneità”. A breve per il giocatore potrebbero essere disposti gli arresti domiciliari. Nel primo interrogatorio di garanzia, dopo l’arresto, il calciatore si era avvalso della facoltà di non rispondere. E’ accusato di avere svolto un ruolo di raccordo tra il clan degli zingari, rappresentati da Gegic e da Ilievski, e i giocatori del Novara per manipolare in cambio di denaro alcune partite: Chievo-Novara di Coppa Italia del 2010, Novara-Ascoli del 2 aprile 2011 e Novara-Siena del primo maggio 2011.

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