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Malattie respiratorie a Cremona Ecco i 'veleni' sui nostri bambini: smog, fumo passivo, sbalzi di calore

Indagine

Brunelli, Stradoni e Fasani (foto Francesco Sessa)

Inquinamento, fumo passivo e temperature eccessive in ambienti confinati. Elementi, questi, che si legano a un maggior numero di bambini allergici. E’ uno dei risultati dell’indagine sulle malattie respiratorie nell’infanzia condotta dall’Asl e da medici in tutta la provincia di Cremona. Finalità diverse da quelle statistiche nell’acquisizione dei dati. L’obiettivo: rilevare la percezione genitoriale in merito alla frequenza delle patologie attraverso un questionario predisposto per l’autocompilazione (modello Sidra-Studi italiani sui disturbi respiratori e l’ambiente), e formulato per comprendere abitudini famigliari, fattori ambientali o domestici in grado di favorire questi problemi di salute.

I DIVERSI FRONTI DELL’ASL

In mattinata la presentazione, con il direttore sanitario Asl Raffaello Stradoni, il direttore dipartimento Cure primarie Gianmario Brunelli e il pediatra Giovanni Fasani. Uno dopo l’altro Fasani ha snocciolato i risultati del dossier-malattie respiratorie. Brunelli ha parlato dell’importanza del coinvolgimento dei cittadini, ringraziando chi ha risposto ai questionari. Sulla stessa linea Stradoni, che tra le altre cose ha sottolineato la necessità di aerare i locali chiusi per combattere l’inquinamento ‘indoor’ e ha ricordando i diversi fronti su cui si sta muovendo l’Asl. Tra questi l’emergenza caldo (informazioni su www.aslcremona.it – attivata anche quest’anno una collaborazione con l’Associazione di Volontariato Auser con la disponibilità del numero verde Filo d’argento/Pronto intervento anziani 800 995988), l’indagine epidemiologica Tamoil (dati in autunno) e registro tumori.

LE MALATTIE NEI BAMBINI: FREQUENZA NORMALE

Azienda sanitaria locale e 28 pediatri di Libera scelta hanno ‘sondato’ pazienti tra 6 mesi e 11 anni di età. Per un totale di 2284 famiglie. Un percorso avviato nel 2010, giunto a conclusione in queste settimane dopo la complessa elaborazione delle risposte raccolte. Parte integrante del progetto l’educazione sanitaria in favore dei nuclei familiari.

Queste malattie sono le più comuni fra i bambini, costituendo il motivo principale di assenza scolastica e di richiesta di visita pediatrica rispetto a qualsiasi altro tipo di malattia; nell’indagine condotta il numero di eventi malattia e di accessi dal pediatra per patologia respiratoria riferita dai genitori rientra in una normale frequenza di presentazioni e di utilizzo (75% da 1 a 6 eventi malattia e 77,8% da 1 a 6 accessi ambulatoriali), situazione simile a quella di realtà vicine (come Piacenza e Mantova). In particolare la bronchite asmatiforme e l’asma colpiscono tra il 10% e il 15% della popolazione infantile in Italia (Sidra), il dato rispecchia la situazione rilevata nella nostra provincia dove il 10,5% delle diagnosi effettuate dal pediatra riguarda bambini affetti da bronchite asmatiforme.

Tra i fattori maggiormente sentiti dall’opinione pubblica c’è l’inquinamento da traffico veicolare. Nella rilevazione l’81,2% dei genitori segnala di risiedere in zone con poco traffico. Questo dato sintetizza le caratteristiche di aree rurali compenetrate da aree urbane di ridotte dimensioni tipico della nostra provincia.

L’USO DELLE AUTO

L’82,8% dei genitori afferma di risiedere a una distanza dalla scuola frequentata dal figlio compresa tra meno di un chilometro e meno di cinque chilometri (40,2% meno di 1 KM, 42,6% da 1 a 5 Km). “Purtroppo – si legge in una nota che spiega i risultati dell’indagine – una tendenza ormai consolidata nelle abitudini famigliari indica che nonostante la ridotta distanza dalla scuola questa viene percorsa utilizzando prevalentemente l’auto. Questo sarebbe in certa parte comprensibile per i genitori di bambini molto piccoli che frequentano nidi o scuole per l’infanzia ma non è consigliabile da un punto di vista educativo e di promozione di stili di vita salutari per i bambini più grandi (scuole primarie di primo grado) evidenziando come abitudini famigliari di questo tipo siano allo stesso tempo fattore di rischio individuale (sedentarietà) e sociale (inquinamento)”. In questo senso bisogna fare anche i conti con la paura del traffico evidenziata dalle persone, paura che porta a lasciare ad esempio in garage la bicicletta.

Tra i risultati dell’indagine: nelle zone con poco traffico veicolare le segnalazioni di soggetti definiti “allergici” si attesta al 16,5% mentre nelle zone indicate come molto trafficate la percentuale sale al 18,9%. “Definire politiche educative e di programmazione per la riduzione del traffico veicolare dovrà in futuro essere una delle principali sfide comuni di amministrazioni e cittadini”.

TEMPERATURE ECCESSIVE A CASA, FUMO E ALLATTAMENTO

Temperatura eccessiva in ambienti confinati: fattore di rischio per lo sviluppo delle patologie respiratorie. “La nostra indagine ha rilevato che nel 37% delle famiglie monitorate la temperatura domestica invernale supera i 21°C e che il 37,4% dei soggetti definiti ‘allergici’ risiede in queste abitazioni, mentre nelle famiglie dove la temperatura di climatizzazione invernale non supera i 21°C la segnalazione di ‘allergici’ scende al 12,8%”.

E i bambini che convivono con un famigliare fumatore sono il 17,7% nel gruppo di soggetti definiti “allergici”, mentre sono il 16% nei soggetti appartenenti al gruppo non allergici. “Stili di vita e abitudini quotidiane sono fattori modificabili che potrebbero migliorare la salute dei membri di un nucleo famigliare, in particolare di soggetti fragili e bambini”.

“Per concludere vorremmo commentare una tendenza molto positiva registrata nei questionari rilevati che rappresenta un ottimo indicatore preventivo delle patologie respiratorie nell’infanzia e di avanzamento dei risultati delle politiche educative sanitarie. La percentuale di bambini allattati al seno in modo esclusivo per almeno sei mesi (indicazione OMS) risulta dell’82,3%, in Italia i dati registrano numerose differenze territoriali che vanno dal 37% al 93% con una media sul territorio nazionale del 81%”.

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Michele Ferro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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