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Bimba maltrattata, giudizio immediato per la coppia egiziana

Coma

Il giudice Guido Salvini, su richiesta della procura, ha disposto il giudizio immediato nei confronti dei genitori della bambina egiziana di due anni accusati di maltrattamenti. Ashraf  S., 30 anni, e Rehab S., residenti a Soresina, si sarebbero resi responsabili, nel dicembre dello scorso anno, delle lesioni gravissime, ben 27, secondo il medico legale, riscontrate sul corpo dalla piccola, ridotta in coma. Secondo il gip Salvini, si tratterebbe di un caso di “Skaken Baby Syndrome”, ovvero di un “violento scuotimento del capo”. Il 6 gennaio scorso il papà egiziano era stato intercettato dalla polizia di Cremona durante un tentativo di fuga all’aeroporto di Bergamo con in mano un biglietto di sola andata per Alessandria d’Egitto.

In quanto alla donna, che non è mai stata arrestata, le responsabilità sarebbero da ricondurre ad un comportamento omissivo e pertanto al non aver agito per  fermare il marito.

Nella versione fornita dai genitori, la bambina sarebbe caduta dalle scale dell’appartamento in cui la famiglia nordafricana vive. Secondo i consulenti tecnici della procura, invece, “è possibile escludere che la sera del 26 dicembre 2011”  la piccola “sia caduta dalla sommità della scala di casa o comunque dalla porzione più elevata della stessa”. In particolare, “gli elementi tecnici di ordine medico legale e neuroradiologico, nel loro complesso considerati, consentono di ritenere che: talune delle lesioni riconducibili ad almeno un evento traumatico recente sono compatibili con una caduta dai gradini più bassi della scala di casa verificatasi la sera del 26 dicembre 2011; altre lesioni riconducibili ad almeno un evento traumatico recente, il gravissimo quadro lesivo intracranico, nonché le emorragie retiniche bilaterali sono espressione quanto meno in termini di elevata probabilità, di una sindrome del bambino scosso, sindrome dovuta al violento scuotimento della bambina da parte di un soggetto adulto, attuato indicativamente 12-24 ore prima delle ore 16,31 del 27 dicembre 2011”. Nella relazione si legge inoltre che “a seguito delle lesioni riportate è derivato” alla bambina “un periodo di malattia di durata sicuramente superiore ai 40 giorni; la bambina ha sicuramente corso pericolo di vita; residueranno molto probabilmente plurime menomazioni a carico del sistema nervoso centrale, tali da configurare pienamente l’ipotesi dell’indebolimento permanente, se non addirittura la perdita di taluna delle innumerevoli funzioni del sistema nervoso centrale”.

Dagli accertamenti investigativi e sanitari emerge che gli altri due figli della coppia non sono stati vittime di maltrattamenti.

Il processo è stata fissato per il prossimo 4 dicembre.

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