Cronaca
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"Il centro di Cremona almeno la notte vorrebbe dormire" Comitato residenti pronto ad azioni giudiziali contro rumori, urla e maleducazione"

foto Francesco Sessa

I cittadini del centro storico contro la gestione della ‘movida’ da parte dell’Amministrazione comunale. Il duro intervento del Comitato è racchiuso in una lettera che esprime le preoccupazioni e i disagi dei residenti di Piazza Pace, Via Beltrami, piazza Marconi, Via Ala Ponzone e Via Platina. “I giovedì d’estate – scrive il Comitato residenti del Centro Storico – le diverse manifestazioni musicali concesse ai bar in deroga ai limiti di decibel per legge consentiti e le numerose manifestazioni che si svolgono nel centro storico di Cremona, che dovrebbero rappresentare un momento di relax famigliare, uno stimolo all’aggregazione fra i pari, un arricchimento culturale per la nostra città, sembrava si stessero rivelando, ancora una volta, fonte di disagio per i residenti. Infatti, sino a pochi giorni orsono i cittadini sono stati sottoposti a musiche assordanti, a rumori che si protraevano fino a tarda notte, a parcheggi selvaggi, a situazioni sguaiate e volgari che provenivano dalla strada”.
“Per cercare di arginare questo fenomeno – proseguono i cittadini – da anni si è instaurato il comitato dei residenti del centro storico di Cremona che con la passata amministrazione era giunto, dopo numerosi confronti, all’emissione dell’ordinanza sindacale n. 25524/2008 che pienamente soddisfaceva le nostre richieste garantendo, nel contempo, anche quelle dei commercianti. Prendiamo atto, invece, di una “svolta” da parte dell’attuale Amministrazione; amministrazione che, ci corre l’obbligo ricordare, sino a poco tempo fa ignorava completamente l’ordinanza in questione e che, in uno dei pochi incontri che ci ha concesso, aveva dato conferma della più totale mancanza di sensibilità nei confronti di chi, risiedendo nel centro storico di Cremona, era costretto a subire, suo malgrado, una situazione dannosa per la propria salute. Amministrazione che, a differenza di quanto affermato dal giornale locale “La Provincia” del 21/06/2012, non ha mai invitato il nostro comitato ad incontrarsi con la giunta comunale per disporre un protocollo d’intesa con gli esercenti locali al fine di limitare il disagio derivante dal susseguirsi delle manifestazioni svoltesi sino ad ora. Al comitato, che avrebbe le idee ben chiare su come sarebbe opportuno affrontare la questione, non è stata praticamente data né voce né, conseguentemente, ascolto”.
“Ebbene – dichiara il Comitato – l’Amministrazione nei giorni scorsi avrebbe siglato una convenzione con i commercianti per dare una risposta ai problemi sollevati. Il comitato accoglie con speranza detta convenzione – pur esprimendo dubbi sulla necessità di una convenzione per dare attuazione a un’ordinanza sindacale la n. 25524/2008, tutt’ora esistente – e auspica che venga rispettata da tutte le parti che l’hanno sottoscritta. In relazione a ciò lo scetticismo dilaga. Sino ad oggi, infatti, i commercianti non hanno ottemperato alle prescrizioni di legge e/o dettate dall’ordinanza sindacale, le forze dell’ordine sono state assenti e non hanno di sicuro svolto alcuna funzione di deterrente nei confronti di quel branco di avventori che non perde l’occasione per mostrare tutta l’inciviltà di cui è capace, né mai sono state effettuate indagini fonometriche per valutare i decibel emessi durante le manifestazioni sonore, perché le autorità preposte a ciò non le hanno mai fatte e la polizia municipale è sprovvista dei mezzi necessari per tali rilevamenti”.
“Sostenere il diritto al riposo – conclude la lettera – non equivale a far morire il cuore della nostra città. Il centro di Cremona la notte non muore: semplicemente vorrebbe dormire. E’ lasciandolo in balia di schiamazzi e maleducazione impunita invece che si è complici del suo degrado. Consci del fatto che “l’unione fa la forza” abbiamo invitato tutti coloro che si sentono vittime del nostro disagio ad  unirsi a noi ed alle nostre lamentele. Siamo pronti, infatti, ad intensificare le azioni di protesta, percorrendo tutte le strade possibili, anche giudiziali se necessarie, per far capire all’opinione pubblica che il nostro centro storico può di fatto rappresentare il cuore pulsante della città della musica nel rispetto però della quiete pubblica”.

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