Cronaca

Rette mai pagate all'istituto di Sospiro, un comune rischia bancarotta

Il comune mantovano di Serravalle a Po, che accoglie una comunità di quasi duemila persone, dovrà pagare 60 anni di rette all’istituto ospedaliero di Sospiro per un uomo affetto da meningite. Una sentenza, pronunciata dal Tar, che mette in seria difficoltà il piccolo comune del Mantovano, colpito anche dal terremoto, che dovrà sborsare 400.000 euro. In merito è stato convocato il consiglio comunale dove si deciderà come affrontare un debito fuori bilancio ritenuto insostenibile. Il conto si è accumulato dal primo ottobre del 1984. Dal 1952 sino ad allora prima la provincia di Mantova, poi il Comune ed infine l’Usl di Cremona avevano pagato le rette per il ricovero di Andrea, nato a Serravalle a Po, che oggi ha 63 anni, colpito a 4 anni da meningite fulminante, una malattia che lo ha reso incapace di intendere, sordomuto e semi paralizzato. Nel 1989 l’istituto di Sospiro aveva chiesto al Tar a chi spettasse il pagamento dell’assistenza e delle cure mediche. Da lì in poi è stato tutto un susseguirsi di sentenze, ricorsi e annullamenti, fino al 2009, quando il Tar, con una sentenza definitiva, ha imposto il pagamento al comune mantovano perché per buona parte del ricovero il degente ha ricevuto assistenza e non prestazioni sanitarie. Il Comune di Serravalle a Po ha fatto sapere che chiederà un aiuto a tutti gli enti che sono stati coinvolti nelle cure.

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