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Terremoto, Cremona aiuterà Palidano, Brusatasso e Riva Dalla colletta 120 mila euro

palidano

Sopra, la chiesa di Palidano danneggiata dal sisma

Mentre iniziano a spegnersi i riflettori dei mass-media sulle zone terremotate, continua l’impegno di Caritas Cremonese (insieme alle altre Caritas diocesane), in particolare attraverso la formula dei gemellaggi che per la Chiesa di Cremona coinvolgono nel Modenese Mirandola e nel Mantovano Palidano (frazione di Gonzaga) e Brusatasso e Riva (frazioni di Suzzara). Intanto rimane viva anche la solidarietà delle comunità parrocchiali cremonesi con il fondo a favore dei terremotati che con le nuove offerte versate in Curia ha superato i 121mila euro. Giovedì la delegazione di Caritas Cremonese sarà nuovamente a Mirandola per un ulteriore sopralluogo, nel contempo ritirerà la roulotte offerta a una signora con problemi abitativi e che ha finalmente potuto rientrare nella sua casa. La roulutte rimarrà a disposizione per ulteriori interventi di solidarietà.

Le località mantovane gemellate con Cremona

Il centro più grosso gemellato con Cremona è Palidano, frazione di Gonzaga, con circa 1.500 abitanti. La parrocchia, retta da don Alberto Gozzi, è intitolata a Papa Sisto II. La chiesa, consacrata nel 1555, fu riedificata nel 1772 e riconsacrata dal cardinal Luigi Valenti Gonzaga cinque anni più tardi. Il toponimo di questa località richiama la situazione idrogeologica di quando in gran parte della Bassa a farla da padrone era la palude. Oggi tra le migliori zone produttive padane, Palidano annovera tra le sue aziende quella più moderna del Mantovano. Lo sviluppo del paese è legato alla contessa Matilde di Canossa che concesse agli abitanti di poter far lasciti al monastero di S. Benedetto in Polirone che nel contempo dotò il monastero di S. Sisto in Palidano di beni stabili “in lecto paludani”.In questa parrocchia si trovano i sepolcreti delle famiglie Strozzi e Guerrieri-Gonzaga.

La comunità di Brusatasso (frazione di Suzzara), anche questa guidata don Alberto Gozzi, conta circa 900 abitanti. I documenti più antichi conservati alla parrocchiale sono i registri di battesimo, dal 1585. La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Michele arcangelo, è la terza ricostruzione, sempre più ampliata, del luogo sacro, che sorge sopraelevata di un metro sul livello circostante, probabilmente su una delle prime isole che il Po vecchio ha formato sulla vasta palude adiacente. Il campanile, del 1300, era il più alto dei dintorni, ma è stato abbassato per poter ospitare un concerto di campane considerevole per peso e sonorità.

La parrocchia di Riva (frazione di Suzzara), dedicata a S. Colombano abate, conta poco più di 700 abitanti ed è guidata da don Giorgio Bugada. La prima pietra dell’attuale chiesa, su progetto dell’architetto cremonese Luigi Voghera poi rimaneggiato, venne posta il 24 aprile 1823. La vecchia parrocchiale fu demolita nel 1815 per non lasciarla ingoiare dalle acque del Po.

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