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Casse dei Comuni, a Cremona spesa record per la raccolta rifiuti Quasi nulla per incarichi professionali

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La “roulette” delle spese dei Comuni. I costi delle varie amministrazioni nella classifica stilata dal Sole24ore. Ecco la situazione del Comune di Cremona. Per materiale informatico e di consumo e cancelleria siamo al 37esimo posto (su 106) in Italia con una spesa di 1.210 euro ogni 100 abitanti (al primo posto c’è Chieti che ne spende 14.971). Molto più bassa la cifra impiegata dal Comune per comunicazione e rappresentanza: in un anno l’amministrazione spende 143 euro ogni 100 abitanti, piazzandosi in fondo alla graduatoria all’84esimo posto (in testa c’è Siena con 4.819). Per equipaggiamenti e vestiario, il Comune impiega 71 euro annui ogni 100 abitanti, siamo 62esimi con 562 euro in meno della prima classificata che è Aosta con 633 euro impiegati. 38esimi per contratti servizio trasporto pubblico con una spesa di 4.351 euro all’anno ogni 100 abitanti, 44.986 euro in meno di Milano che è prima. La voce di spesa più alta che vede Cremona in settima piazza è contratti servizio per lo smaltimento di rifiuti: all’anno il Comune spende ogni 100 abitanti 23.734 euro, posizionandosi solo dopo Enna, Perugia, Cagliari, Gorizia, Brindisi e Taranto. Gli incarichi professionali al palazzo costano in un anno 7 euro ogni 100 abitanti, classificandosi 103esimo alla pari con Cosenza. La manutenzione ordinaria di immobili e di auto, invece, costa 1.059 euro (79esima piazza), i servizi per la spesa e la pulizia 2.339 euro (19esima posizione). 5.072 euro vengono impiegati all’anno ogni 100 abitanti per le utenze (canoni di telefonia e rete, energia elettrica, acqua, riscaldamento). Cremona è 58esima su 106 Comuni capoluogo. 50esima posizione per affitti, locazioni, noleggi con 1.161 euro spesi all’anno contro i 3.971 euro di Modena che è prima. I numeri sono i dati ufficiali trasmessi al Siope, il sistema informatico del Ministero dell’Economia. I consumi intermedi messi nel mirino dal decreto sulla revisione di spesa che promette di distribuire i tagli ai fondi proprio a chi spende di più per il funzionamento ordinario degli enti. “Scorrendo le parti basse delle graduatorie – conclude il Sole – sorge qualche dubbio sul fatto che tutte le amministrazioni contabilizzino con la stessa attenzione i dati ufficiali trasmessi al Ministero”.

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