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Di notte è caos al Cambonino I residenti: "Ora siamo stanchi"

Cambonino

Foto Francesco Sessa

Situazione sempre più difficile da sopportare per i residenti del quartiere Cambonino. Le proteste sono in aumento. Non c’è pace per chi tenta di dormire la notte. Chiasso e schiamazzi fino a tardi dalla strada e dai cortili, anche oltre l’una durante la settimana. A provocare tutto ciò, ragazzini che si riuniscono in gruppetti durante queste serate estive. Diverse sono le segnalazioni arrivate a Cremonaoggi. Chi prova a chiedere di abbassare la voce, di non urlare, incappa talvolta in risposte maleducate e rabbiose. Una condizione difficile, in un quartiere difficile, soprattutto per gli abitanti più anziani. La situazione più critica sembra essere dalle parti di via Panfilo Nuvolone. I primi messaggi sono giunti alla nostra redazione nei giorni scorsi: “I residenti del Cambonino, stanchi, continuano a lamentarsi e sono costretti a scendere per sgridare chi fa pasticcio, ma non riescono a ottenere un minimo di rispetto dal momento che i ragazzini reagiscono spesso con parolacce ed insulti vari”. Nella prima serata di martedì un episodio che dimostra la tensione nel quartiere: intervento di vigili urbani, polizia e carabinieri per riportare la calma a causa della discussione tra un uomo e un gruppo di ragazzi. I giovani erano intenti a giocare a pallone, la palla è sfuggita al controllo ed è finita contro il passante. Quest’ultimo si è risentito ed è cominciata un’accesa discussione con il gruppetto, tanto che l’uomo ha ritenuto necessario chiamare gli agenti della municipale. Del caos notturno e della maleducazione si lamentano molti cittadini della zona. Qualcuno parla ancora di movimenti strani, sospetti, nei garage e di zone-box usate come discariche per rottami. Tutti quelli che decidono di esternare il loro disappunto chiedono ulteriori controlli.

Michele Ferro

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Commenti
  • penso purtroppo che siano episodi che capitano in tutti i quartieri in estate…poi cè chi li subisce di più,vedi il cambonino,e chi un pò meno.anche qui in zona Po ci sono gruppetti di ragazzi per lo più CREMONESI,che si fermano sotto i condomini alle 3 0 4 del mattino a schiamazzare disturbando chi,il giorno dopo,devi alzarsi per andare al lavoro.questo capita perchè si sentono impuniti e non cè nessun tipo di controllo a quell ora.nessuna auto della polizia o dei carabinieri..questo è.

  • Luca Ferrari

    Il tema della convivenza di una comunità (ormai annoso) non può continuare ad essere affrontato unicamente con la richiesta emergenziale (solo quando cioè i problemi si presentano) di potenziamento della presenza sul territorio delle forze dell’ordine. La ‘militarizzazione’ di un territorio genera la deresponsabilizzazione dei cittadini, li rende passivi e insensibili alla stessa comunità (ho un problema con il vicino? chiamo la polizia!).
    Al contrario, andrebbe affrontato con un’azione coordinata (continuativa, non sporadica) di polizia, operatori sociali, volontariato, cittadini attivi: l’esperienza del “contratto di quartiere” di Borgo Loreto, attivo da qualche anno, dimostra che è possibile ‘presidiare’ il territorio in modo qualitativo ed efficace con la presenza di enti pubblici e privati che collaborano con l’obiettivo comune di migliorare la qualità della vita dei residenti, rendendoli protagonisti del luogo in cui vivono. Un’esperienza analoga partirà a settembre nella zona di Largo Pagliari, dove di recente è stata inaugurata la sede di un nuovo Laboratorio di Quartiere, inteso come spazio della partecipazione di tutti (non di ufficio pubblico decentrato).

    La questione fondamentale, a mio parere, è che le amministrazioni devono investire maggiormente nel lavoro sociale, di prossimità (mettendo cioè in campo figure professsionali che operano in stretto contatto con i cittadini),facendo scelte politiche mirate e inequivocabili. In tempi di ristrettezze economiche come quella che stiamo attraversando, ad esempio ha più senso investire sul cosiddetto ‘arredo urbano’ o sui servizi sociali?
    Certo, per il cittadino il verde è un fatto concreto, visibile, che incide direttamente sulla qualità della sua vita; al contrario,il lavoro sociale, per avere effetti significativi, necessita di investimenti a medio-lungo termine e della partecipazione attiva di tutti.

    Perché la convivenza (spesso intesa riduttivamente come bisogno di maggiore sicurezza) non può essere soltanto delegata alle forze dell’ordine o agli operatori pubblici, riguarda tutti i cittadini. Comporta un ripensamento qualitativo dei tempi di vita di ognuno, di utilizzo dello spazio pubblico, di una ritrovata partecipazione alla comunità.
    E’ dimensione complessa, faticosa, impegnativa che ha a che vedere con il rispetto delle regole, il rispetto dell’altro, la disposizione a cooperare.
    I fatti dimostrano che non può bastare una maggiore presenza di polizia.

    Luca Ferrari
    operatore sociale
    ESC-Equipe di Sviluppo di Comunità

    • italiana

      Grazie Luca, finalmente un intervento costruttivo in mezzo a un mare di qualunquismo. Saluti e continua così!

      • Attilio Regolo detto il Gandhi

        Il commento e’ sicuramente costruttivo anche se di tipo corporativo.
        Un operatore sociale del Comune fa il suo interesse e si assicura il lavoro e lo stipendio nei secoli a venire.
        E lì al Cambonino spazi di educazione ce ne sono. Bisogna vedere se si è capaci, però.
        Posto per il fallimento non c’e’ più.
        Il signore Ferrari nei lontani anni ’90 tentava la via politica candidandosi nei Radicali. Liberalizzazione della droga leggera e roba del genere.

        Saluti a tutti.
        Attilio Regolo detto “il Gandhi”

        • Marta

          Credere nell’educativa territoriale, nel lavoro quotidiano con i bambini e ragazzi in quartieri potenzialmente difficili come il Cambonino, non è una questione di soldi. E’ una questione di prevenzione delle tensioni e di sviluppo di potenzialità spesso disperse che va a vantaggio di tutti.

          • Attilio Regolo detto il Gandhi

            Mi piace.
            Hai ragione.
            Se il lavoro è fatto bene è un lavoro che vale e che paga.

            Cordiali saluti a tutti.
            Attilio

        • Luca Ferrari

          “Di tipo corporativo?”… Di cosa va blaterando?
          Un medico che parlasse di una malattia lo farebbe solo per difendere il suo lavoro e la sua categoria lavorativa…? Incredibile…

          Se poi un intervento è ‘costruttivo’, come lo definisce lei, lo è meno in quanto (eventualmente) ‘corporativo’? Mah…

          Che poi nel ’94 mi sia candidato coi radicali c’entra qualcosa? Sono marchiato a vita di un’onta vergognosa e inemendabile?

          E chi è lei, “Attilio Regolo detto il Gandhi” (mi auguro sia almeno autoironico), che dietro la maschera dell’anonimato crede di poter distribuire patenti di legittimità?

          Da cittadino cosciente, anziché attaccare pretestuosamente e infantilmente il sottoscritto, dovrebbe preoccuparsi di chi amministra la città in cui vive e pretendere dalla politica più coraggio… Ma mi rendo conto che è più facile rispondere come risponde lei, sollevandosi da ogni responsabilità, giudicando e delegittimando… non mettendosi mai in gioco.

  • Filippo

    Una volta sarebbero bastate due pedate nel sedere…

  • Mel

    Io al Cambonino ci vivo e la situazione è grave. Interventi sono stati fatti per i ragazzini ma non sono serviti molto (ho anche fatto uno stage in un doposcuola del quartiere: quasi tutti stranieri, pochi italiani, ragazzine che rubano…). Servono più controlli, più strigliate ai genitori che si disinteressano dei figli (per la maggioranza stranieri) che fanno pasticcio e rispondono male a chi li sgrida. Praticamente ogni giorno sento gridare una povera signora anziana che chiede solo un po’ di tranquillità nell’ora di pranzo e nelle ore pomeridiane in cui si è soliti riposare, senza però riuscire ad ottenere niente se non degli insulti in risposta. Naturalmente i genitori non danno il buon esempio. Anche alcuni di loro rispondono male, i figli poi spesso vengono difesi a spada tratta (pur essendo nel torto), e rimangono giù a far baccano sino a tardi… È una situazione penosa. I vigili fanno solo un giretto in auto di quando in quando. Magari hanno pure il timore di finire all’ospedale, data la gentaglia che circola. Spero venga fatto qualcosa perché non se ne può proprio più!

  • tu chiamala se vuoiii..integrazioneeee..