Cronaca
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Oggi sparisce la provincia di Cremona Monti pone la fiducia sulla spending review Il futuro con Mantova e Lodi

Martedì 7 agosto il governo porrà la fiducia sulla spending review e con questa dirà la parola fine alla provincia di Cremona. La Camera non potrà così fare emendamenti e probabilmente inserirà il riordino generale in un decreto legge di fine ottobre da inserire poi nella finanziaria. E’ chiusa cioè la battaglia parlamentare e toccherà al governo decidere i criteri degli accorpamenti. E’ certo che non sarà possibile smembrare territori o passare da una regione all’altra (ad esempio Piacenza che spinge per entrare in Lombardia ed accasarsi con Lodi), nè pensare a zone intere da cedere (Pizzighettone o Crema con Lodi). Al momento l’opzione più seria è quella della grande provincia del Po (Lodi, Cremona e Mantova) che assegnerebbe al nostro territorio una posizione centrale e darebbe alla nuova provincia un grande potere contrattuale rappresentando (con la sola esclusione di Pavia) tutto il sud Lombardia. La provincia del Po sarebbe la prima provincia agricola d’Italia e la più produttiva d’Europa nel settore agroalimentare. Nel campo culturale godrebbe del traino di due città patrimonio dell’Unesco (Mantova e Sabbioneta e in autunno probabilmente anche di Cremona con i suoi violini). Un provvedimento analogo sembra delinearsi anche per Piacenza : si pensa alla “Grande Emilia” composta da Piacenza, Parma, Modena e Reggio. Una soluzione condivisa anche dal governatore della Regione Emilia Romagna Vasco Errani.

GIOVANNI BIONDI: “IL PRESIDENTE SI IMPEGNI PER LA GRANDE PROVINCIA DEL PO”

Sul tema, una mozione presentata dal consigliere indipendente di “Provincia al Centro” Giovanni Biondi. “Tenuto conto che è in atto, a livello nazionale, una razionalizzazione delle Province con l’obiettivo di una sostanziale riduzione del numero e delle competenze, preso atto che secondo i parametri della recente normativa la Provincia di Cremona non ha i requisiti territoriali necessari per la salvaguardia, come per altro molte province della Lombardia, ritenendo

Giovanni Biondi

indispensabile una iniziativa politica finalizzata a costruire delle alleanze con le realtà provinciali limitrofe per evitare di essere accorpati secondo volontà verticistiche, considerando che il territorio nella sua articolazione istituzionale e associativa debba non subire ma concorrere a definire lo scenario più convincente, si chiede al Consiglio Provinciale di dare mandato al Presidente della Provincia di guidare questo processo, facendosi carico di una necessaria sintesi territoriale, attraverso incontri che coinvolgano anche il Consiglio Provinciale e la Commissione di competenza, dare mandato al Presidente della Provincia di coinvolgere i Sindaci del territorio per renderli partecipi e protagonisti di questo processo, evitando incontri parziali e localistici nonchè rischi di frammentazioni che indebolirebbero la nostra azione, dare mandato al Presidente della Provincia di sostenere, con convinzione e attraverso le alleanze possibili, il progetto della cosiddetta Grande Provincia del  Po, assieme alla realtà Lodigiana e a quella Mantovana, che consentirebbe a Cremona di  investire la propria identità in un disegno territoriale coerente e alla nostra portata”.

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