Cronaca
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Così sei cooperative si dividono il tempo prolungato nelle scuole comunali

Saranno sei cooperative del territorio in un unico progetto a gestire il tempo prolungato nelle scuole comunali per l’anno scolastico 2012/2013. La firma del contratto (per i primi 4 mesi) arriverà entro il 31 agosto. Ad ogni scuola delle tredici strutture oggetto della sperimentazione ci sarà una cooperativa sulla fascia 16-18 dal lunedì al venerdì. “Non avremmo potuto fare altrimenti viste le condizioni economiche”, ha spiegato l’assessore Jane Alquati in commissione Politiche Educative. “Avremmo potuto solo assumere sei insegnanti che non bastavano per l’intero servizio”, le ha fatto eco il dirigente Maurilio Segalini.
Ecco i numeri forniti ai consiglieri e ai sindacati (con cui il Comune si incontrerà il 23 agosto). Per quanto riguarda il tempo lungo, il personale a tempo determinato (13 insegnanti) relativo ai primi 4 mesi dell’anno scolastico (da settembre a dicembre) costava all’amministrazione 94.384 euro. In questa cifra sono comprese anche le sostituzioni: un terzo della prestazione professionale delle 13 insegnanti, infatti, veniva utilizzato per sostituzioni giornaliere in sezione nella fascia oraria tradizionale precedente al tempo lungo. Dunque, togliendo 25 mila euro che è il costo delle supplenze, il Comune spendeva solo per il tempo prolungato 69.384 euro. Ne pagherà 42 mila al privato (con un risparmio del 39%), dovendo comunque trovare insegnanti ‘jolly’ per le sostituzioni. Alle cooperative arriveranno poi le rette che passeranno da 24 euro a 25 euro al mese per le scuole d’infanzia e a 30 per gli asili con un aumento del 10%.
Per quanto riguarda i Centri Prima infanzia e Gioco, il Comune spendeva per 3 insegnanti di ruolo annualmente 72 mila e 500 euro, mentre il costo di questo servizio con l’esternalizzazione sarà di 25 mila euro, 10 mila in 4 mesi pagati alle cooperative. Le rette, incassate dal privato, saranno comprese tra 50 euro e 100 euro al mese per iscritto.
Tirando le somme, con la privatizzazione, il Comune spenderà 52 mila euro (42 per il tempo lungo e 10 per i Centri Gioco) in 4 mesi con un risparmio complessivo del 43%. A dicembre, programmato un sondaggio rivolto ai genitori sulla qualità del servizio offerto.
Le cooperative, che stanno elaborando con i tecnici del Comune la proposta educativa, utilizzeranno personale con gli stessi requisiti di studi e professionali, reclutandone il 40% (6 chiamate su un totale di 16 unità operative, presumibilmente perché la procedura di accollo è ancora in corso) fra gli insegnanti presenti nelle graduatorie comunali recentemente approvate per il tempo determinato.
“L’insegnante assunta dal Comune prendeva 100 – ha esordito il consigliere Gian Carlo Corada (Pd) -, ora con le cooperative prenderà 50? Si verifichi se la differenza tra i due trattamenti sia moralmente accettabile”. “Comprendo – ha detto Gianfranco Berneri (Pd) – le difficoltà dell’Amministrazione a gestire questo momento, ma ancora una volta le ricadute del mantenimento del servizio saranno sui lavoratori dipendenti che verranno pagati meno”.
“Si prospetta che il costo per il Comune si possa ridurre del 40% circa – ha dichiarato Annamaria Abbate (Pd) -. Questo assunto resta ancora tutto da dimostrare come il mantenimento della qualità del servizio. Di fronte all’oggettiva difficoltà dettata dalle ristrettezze imposte dai tagli lineari agli enti locali ed alla conseguente necessità di una revisione della spesa, l’amministrazione si è mossa in ritardo, quando le iscrizioni erano già fatte, e senza ascoltare le parti in causa, né i sindacati, né i genitori. La soluzione che è venuta fuori appare insoddisfacente perché si basa su premesse prive di riscontri certi”.
“I problemi emersi su questo tema sono solo di natura ideologica – ha ribattuto Roberto Borsella (Pdl) -. Abbiamo letto dichiarazioni improvvisate di alcuni consiglieri, ma io continuo a non capire che male ci sia in questa scelta se la privatizzazione del tempo lungo comporta un risparmio e un mantenimento della qualità”.
“E’ stato un percorso affrontato con serietà – ha concluso l’assessore Alquati – con ben undici incontri in tre mesi. I dati sono precisi: ci sarà un notevole risparmio con il Comune garante dello standard del servizio. L’esternalizzazione ci consente non solo di mantenere il tempo lungo, ma di attivarlo indipendentemente dal numero degli iscritti”.

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