Un commento

Danni alle chiese, con l'avvio dei lavori stima salita a 10 milioni

danni-saliti

Con l’avvio dei lavori di messa in sicurezza, sale a 8/10 milioni di euro (erano 7/8 milioni) la stima dei danni fatta dall’Ufficio per i beni culturale della Diocesi di Cremona insieme alla Sovrintendenza. Lo ha annunciato monsignor Achille Bonazzi, responsabile dei Beni culturali della diocesi.

I lavori sono già iniziati nella chiesa di S. Omobono a Cremona, nel Duomo di Casalmaggiore (già riaperto dopo un primo provvisorio consolidamento della lanterna della cupola) e nella chiesa di Villa Pasquali. Per quanto riguarda la chiesa realizzata dal Bibiena le notizie, purtroppo, sono tutt’altro che positive. Per il grande edificio nella frazione di Sabbioneta era stato stimato un danno di circa 400mila euro: i problemi riguardano il distacco della facciata con apertura e diffuso ampliamento del quadro fessurativo con caduta di laterizi e intonaci decorati. Una situazione che, con i primi interventi, è risultata ancor più grave del previsto. Ma la priorità è aprire questa imponente chiesa: non solo per garantire l’accesso ai turisti di un edificio che fa parte del patrimonio dell’umanità dell’Unesco, quanto soprattutto per l’importanza che assume per la comunità parrocchiale. E’ il pensiero del parroco don Massimo Morselli.

Mentre rimane aperta la questione relativa ai fondi, Caritas Italiana continua gli interventi a favore delle comunità terremotate. Nei giorni di Ferragosto la delegazione di Caritas Lombardia sarà nuovamente in Emilia. Già definiti invece i gemellaggi tra le diocesi lombarde e Mantova con una novità: nessun impegno per Cremona, che potrà così convogliare tutte le attenzioni ai propri territori del Casalasco e in provincia di Mantova.

LA SITUAZIONE AGGIORNATA

Complessivamente circa venticinque le chiese a diverso modo danneggiate. In particolare in provincia di Cremona sono 16 chiese particolarmente lesionate dal terremoto, di cui 4 ancora sono chiuse: la Trinità di Castelleone, la chiesa di Aspice (Corte de’ Frati), S. Omobono in città e la parrocchiale di Casanova d’Offredi (Cà d’Andrea). In provincia di Mantova 8 gli edifici sacri interessati  e di questi 3 inagibili: Cogozzo, Villa Pasquali e il Carmine di Sabbioneta. Tre i principali canali di reperimento dei fondi necessari ai lavori di recupero: “Fondi del Ministero attraverso la Direzione regionale, fondi della Regione che ha riconosciuto lo stato di calamità e quelli delle singole comunità completati con quelli dell’8xmille della CEI – ha spiegato mons. Bonazzi – ci possono dare la possibilità di ridare alle singole comunità le chiese aperte e funzionali”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Giovanni Baldesio

    “…e la parrocchiale di Casanova d’Offredi (Cà d’Andrea)”
    Ca’ d’Andrea, Ca’ d’Andrea…
    Non mi viene il nome di quel politico, molto importante, che ha fatto una lunghissima carriera locale, regionale e nazionale, lunga carriera, piena di successi ma inviso ai cremaschi e non solo.