3 Commenti

Sicurezza sulla strada, lo spot in evidenza sul carro funebre

Pubb

Trovata pubblicitaria di sicuro impatto, che spinge per una maggiore sicurezza sulla strada. Nelle ultime ore, come ci è stato segnalato, ha fatto la sua comparsa nella zona industriale di via Sesto una macchina funebre, parcheggiata e con un messaggio chiaro: “Sei stanco? Fermati! Cosa aspetti? Vuoi arrivare a destinazione in questa auto? Rispetta la tua vita e quella degli altri…”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Giovanni Baldesio

    Ok il messaggio, ma per arrivare deve essere nell’ambiente giusto.
    Ha senso fare una campagna per il controllo delle nascite in un convento di monache di clausure dove non ci sia neanche un prete?
    Evidentemente no!
    Ha senso fare una campagna pubblicitaria per la diffusione delle granite in antartide?
    Evidentemente no!
    Ecco. Allora spiegatemi il senso di quella campagna promozionale in via Sesto, davanti all’Ipercoop.
    Le spiegazioni possono essere tre:

    – simpatica campagna che invoglia a questi striscioni pubblicitari, fatti da un’azienda operante a poca distanza;

    – carro funebre in riparazione nella attigua officina chiusa per ferie, il carro momentaneamente destinato ad altro uso;

    – messaggio cifrato con le sottoipotesi:

    1) messaggio tipo quello dei partigiani a Radio Londra, opzione particolarmente piacevole per l’EXportavoce che io non potrei nominare:
    “Gli uccelli migratori sono stanchi e Viagra non ce n’e’
    ripeto
    gli uccelli migratori sono stanchi e Viagra non ce n’e'”

    2) messaggio rivolto al sindaco di Cutro (invitato? da chi e con che soldi? Perche’?) alla festa dei calabresi alle Colonie Padane e da allora perso per i sobborghi del sobborgo di Cutro (dai tempi di un lontano fatto avvenuto sempre alle colonie Padane, un’estate calda, molto calda): il messaggio ha un che di Onorata (invece di Onoranze…) Societa’, magari funebre;

    3) un’intimidazione di stampo neofascista alle cooperative e allora bisogna chiamare il giudice Salvini che vada a sentire le confidenze di Izzo, che lui sa tutto e cosi’ il giudice torna alle inchieste che gli piacevano tanto, altro che scommessopoli (solo i risultati sono uguali, quattro sfigati dentro e PUNTO!)

    4)ipotesi piu’ ardita, ma per me la piu’ affascininante, tanto da urlarla:
    AVVERTIMENTO DELLA LEGA DELLE COOPERATIVE (la location e’ significativa) ALL’ONOREVOLE PIZZETTI, QUELLO DIVENUTO ONOREVOLE DOPO UNA CARRIERA SCOLASTICA (e si dice che la scuola serve nella vita, ditelo ai vostri ragazzi mentre comprare materiale didattico negli Ipermercati, ci sono ancora le cartolerie in centro?) CONCLUSA ALL’ITIS CON L’ESAME DI MATURITA’ E IL VOTO DI 40/60, RIPETO 40/60, meglio di lui ha fatto solo Bertinotto, Presidente onoris causa, E CHE COME LAVORO DICHIARA: DIRIGENTE DI PARTITO (il partito degli intellettuali, mica quelli grevi, eh!) PER IL SUO SCARSO IMPEGNO IN FAVORE DELLE COOPERATIVE,LA LEGACOOP, LORO CHE AVEVANO VERSATO 15000 EURO PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL SUDDETTO.
    Quest’ipotesi e’ molto interessante anche perche’, sembra, sembra, che la campagna elettorale del Pizzetti sia stata finanziata niente meno che che dai Radicali di Cremona, l’associazione Welby, con 5000 euro, mica ciccioli, e questi, i soldi non li vogliono indietro nonostante i dissapori per il caso Tamoil, dove uno, il finaziatore, il potere occulto, si costituisce parte civile, mentre l’altro, il finanziato, non vuole.

    PS: ai giornalisti. Le notizie buone ci sono, perche’ bisogna ripiegare su codesti rifiuti organici azotati e colorati dalla bilirubina?

  • germana gasparini

    meno male che qualcuno ce la spiega! per me e’ solo cattivo gusto.

    • Giovanni Baldesio

      Ma infatti.
      Ormai ogni cosa, che capiti qui, passa in tromba senza che nessuno si permetta la qualsivoglia rimostranza che’ viene tacciato di bigotteria, moralismo et al.
      Sta di fatto che su quell’auto c’e una croce, che resta un simbolo ma per qualcuno e’ un simbolo importante, ed e’ una vettura che ha vissuto tragedie di morti inaspettate, immeritate, incomprese. Ha convissuto con sofferenze e dolori.
      Un limite dovrebbe esserci e la dimostrazione che il limite esiste e’ il fatto che se invece di un auto con un croce la trovata pubblicitaria (di chi? quelli che… dagli! all’anonimato adesso non hanno niente da dire?) avesse toccato qualche simbolo islamico o sikh si sarebbe mobilitata, scomodandosi con una la paternale contro il razzismo e poi a favore dell’l’accoglienza del multiculturalismo e cose di contorno.
      Si strumentalizza un simbolo cristiano… due ghignate, per chi ha voglia di ridere, nonostante tutto, come non fosse rimasto altro da fare e… fine.
      Non e’ giusto, non e’ onesto.