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Palazzo Grasselli, il Comune tira dritto Affidato a una ditta di Monza l'incarico di stabilire il valore di mercato

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Sopra, la sala di rappresentanza del Palazzo Grasselli

Il Comune tira dritto e affida a una ditta di Monza e Brianza l’incarico di determinare il valore di mercato del Palazzo Grasselli di via XX settembre “ai fini della sua alienazione”. Il compito – si legge nella determina pubblicata sul sito – spetta alla Società ‘American Appraisal Italia S.r.l.’ con sede ad Agrate Brianza, in provincia di Monza e Brianza. I tempi sono stretti: la data ultima prevista per la comunicazione dei risultati è il 28 agosto. American Appraisal Italia, oltre a raccogliere e analizzare le informazioni utili per la valutazione, dovrà procedere con un sopralluogo. Costo dell’affidamento dell’incarico, 3 mila euro comprensivo di Iva.
Da sei anni lo splendido Palazzo Magio Grasselli che risale al ‘400 è di proprietà del Comune. Nel 1960 Ippolito Grasselli individuava nel testamento alcuni enti a cui destinare il Palazzo per uso pubblico: Collegio Universitario Ghislieri di Pavia, Accademia Nazionale dei Lincei, Università di Milano, Università di Pavia, Università di Parma, Ministero della Pubblica Istruzione, Associazione Nazionale Italia Nostra (di cui fu uno dei fondatori, ndr), Comune di Cremona. I figli Giulio e Giancarlo hanno scelto proprio quest’ultimo.
Attualmente al civico 37 di via XX settembre rimangono solo tre nuclei familiari  (già inquilini al tempo dei fratelli Grasselli), mentre il 90% del complesso è vuoto. In sei anni nessuna decisione sulla destinazione d’uso, fino al Piano delle Alienazioni della giunta Perri: destinazione mercato.
Alla ditta American Appraisal Italia è affidato anche il compito di aggiornare il valore a nuovo dell’immobile ‘Palazzo dell’Arte’ di piazza Marconi a seguito dell’intervento di recupero e ai fini dell’aggiornamento della copertura assicurativa (per un corrispettivo pari a 786 euro con Iva).

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Commenti
  • Giovanni Baldesio

    Questa notte mi e’ apparso in sogno il Signor Ippolito Grasselli e mi ha affidato il seguente messaggio:
    “Non dovete vendere il Palazzo.
    Non potete vendere il Palazzo.
    Qualora non siate in grado di gestire l’immobile a beneficio della cittadinanza, della collettivita’ sostantivo che a voi sembra sconosciuto, donatelo ad altro Ente indicato nel testamento.
    Vieto, in modo assoluto, di realizzare denaro, dalla vendita.”
    Ipse dixit.
    mi ha poi confidato idee molto personali sulla poverta’ morale e intellettuale della classe dirigente di questi ultimi anni, ma sono cose irripetibile: da un Signore come lui, poi!

    Io riporto il messaggio come farebbe un medium
    Personalmente ritengo che la vendita della struttura che era stata destinata alla beneficienza sia una “carognata” delle cui dimensioni gli artefici non riescono a rendersi conto.
    Ripensateci.

    • Poldo

      “Intendo però che l’immobile, cessato l’usufrutto, sia in perpetuo destinato o per gli usi attuali con utilizzo dei redditi per gli scopi istituzionali del legatario, oppure a scopi di istruzione”: così scrisse il munifico testatore.
      Parmi intendere che gli attuali usi siano riconducibili a volgarissime residenze, abitazioni, appartamenti locati a canoni un poco fuori mercato; il palazzo non ospita sale conferenze, nè il Centre Pompidou.
      Dov’è lo scandalo se l’attuale proprietario intende alienare, senza l’uso attuale mutare?

      • Giovanni Baldesio

        Guardi, saro’ prevenuto ma:
        “Intendo però che l’immobile, cessato l’usufrutto, sia in perpetuo destinato o per gli usi attuali con utilizzo dei redditi per gli scopi istituzionali del legatario, oppure a scopi di istruzione”
        io leggo che:
        dopo che e’ cessato l’usufrutto;
        deve avvenire qualcosa IN PERPETUO.
        I soldi ricavati, anche qualche milione di euro nelle mani di quelli durano poco, pochissimo, anzi son gia’ spesi.
        Che cosa deve perpetuarsi?
        Cio’ che era e che dice bene Lei, locazione ecc. ecc. con il vincolo dell’utilizzo dei soldi per scopi istituzionali (che immagino non siano premi produzione inutili a destra e a manca, appianamento di debiti che nessuno sa come si sono prodotti: ad esempoi pagare il debito per lo spostamente di una statua (Garibaldi) insomma, io lo farei pagare a chi lo ha disposto, o le decine di migliaia di euro per Progetti mai realizzati o ancora un sacco di soldi al vento per le cose le piu’ impensate: questi non sono scopi istituzionali! scopi istituzionali sono Borse di Studio per il Politecnico, ottima la figura di ingegnere del suono, Borse per Paleografia o per la Scuola di Liuteria, Borse di studio tipo quelle che assegnano in Comune per il 25 aprile… questi sono scopi istituzionali. Il pensiero del Signor Grasselli era probabilmente piu’ vicino a quello di Nobel: con il suo lascito si sono finanziate attivita’ di rilievo. e in citta’ giova dirlo c’e’ gia’ il caso Stauffer.
        L’alternativa e’ :scopi di istruzione. A me sembra che il SOLITI NOTI abbiamo inteso scopi di DISTRUZIONE al quale sono usi ma la scrittura NON si presta ad interpretazioni.

        Come al solito faranno quello che vogliono, insensibili alle grida di dolore del BuonSenso e anche un po’ alla loro coscienza: han fatto tanto, faranno anche questo.
        Semplicemente approfitto di una opportunita’ unica, la liberta’ offerta da questo sito, che incarna una delle poche cose belle della modernita’: la liberta’ di espressione per esprimere il mio dissenso.
        Un50000 (1/50000) di questa comunita’, io, son contrario alla porcata, che tra l’altro e’ avverso ad un defunto.
        Ma non si rispettano i vivi, aspettarsi rispetto per i cari defunti…

        • Poldo

          L’opinione mi sembra non condivisibile, ma interessante.

  • Toropazzo

    Il sign grasselli il suo palazzo poteva tenerselo….. mi piacerebbe sapere quanti soldi il comune a già speso solo in manutenzione! E di questi tempi chi ha voglia di comprarsi un debito del genere?

    • Giovanni Baldesio

      Prima magari cerchiamo di sapere quanto costa la gestione delle ex scuole di Picenengo, cosi’, un posto tanto per dire, poi cerchiamo di sapere l’intero ammontare dei costi per i servizi sociali, bilanci dettagliati, e poi ragioniamo.
      Non ha mica capito perche’ ci dobbiamo condannare alla vita misera.
      Un sacrificio per “il Bello” in mezzo a tante brutture e tanta mediocrita’ io lo farei.
      E visto che pago, voce in capitolo l’ho!

      Se non ricordo male c’erano gia’ stati problemi anche con l’eredita’ del palazzo che ospitava la scuola di Agraria Stanga: li’ gli eredi si erano impuntati e, se il ricordo non mi tradisce, avevano ottenuto il rispetto del defunto.

      Questi purtroppo ci hano lasciato quando le parole onore, dignita’, rispetto, avevano un senso. E , beati loro, non hanno conosciuto la modestio dei nostri tempi.

      Orsu’!
      Si agisca per il meglio: si rispetti la volonta’ dei defunti!

      • Toropazzo

        Vita misera sarà la tua! per come la vedo io, nel 400 periodo di costruzione del palazzo in questione, c’ era chi poteva costruirselo e mantenerlo a spese delle tante persone sfruttate e loro si costrette a vivere nella miseria. provasi il baldesio ns a fare un tuffo in quegli anni di vera miseria e vita grama! Ma lui no, hai tempi sarebbe stato sicuramente signore e non servo della gleba!

        • Giovanni Baldesio

          Tebe dalle 7 porte chi la costrui’?
          Son morti, per farla operai e schiavi, ma se fosse stato solo per loro invece di Tebe si sarebbe costruito un bordello con annessa osteria.
          Attualizzando il concetto il popolo senza guida, senza educazione, senza motivazioni, senza GERARCHIA, neanche la lotta di classe fa piu’ accontentandosi di sesso mercenario a buon mercato per tutti gli orientamenti, truffe ricorsive e micragnose, droghe, consunzione intellettiva e gratta e vinci.
          Se ha letto qualche messaggio che ho consegnato alla memoria, dovrebbe sapere che la lotta di classe non mi interessa essendo piu’ coinvolto da idee corporative e dalla Socializzazione.
          Anche nell’ipotesi, che io ritengo assolutamente infondata, che la costruzione sia fondata sul sangue cremonese il fatto che torni alla Citta’ mi pare buona cosa. E non mi stupisce che all’inetto vengano consegnate perle che lui getta ai porci (e’ un detto, sia chiaro, io stimo i poveri maiali, animali molto intelligenti. Loro le perle le usano al meglio).
          Concordo che nel passato la vita era parecchio magra, si moriva di fame, di fatica e gente e’ morta in guerra, questa e’ proprio una delle cause per cui dovrebbe essere vietato tornare indietro; si doveva esportare il Primo mondo non importare il Terzo.
          Vita grama.
          La mia e’ la vita grama di colui che dopo essere stato pazientemente bruco, dopo la crisalide l’han fatto farfalla ma SENZA ALI, che’ non ce ne sono piu’ per tutti. e una farfalla senza ali e’ ancora bruco.

          MELIUS EST NOS MOTI IN BELLO
          QUAM VIDERE MALA GENTIS NOSTRAE

  • ESTEROFILI A OLTRANZA
    Fa bene http://www.cremonaoggi.it a dedicare un servizio al bisogno del Comune di Cremona di sapere quanto valga Palazzo Grasselli, nell’idea di venderlo. E’ tutto il resto poco chiaro, in primis, credo sia una valutazione d’affetto, non al mq, quindi al di fuori del valore di mercato.
    E allora perché il solito esperto che “deve” venire da fuori?
    Non ha, il Comune, fior di architetti e ingegneri che premia con premi che ogni anno accendono polemiche, chi vuol premiare, chi preferisce odiare?
    Non ha ripetuto, ben fuori dalle righe, l’incarico ai consiglieri imprenditori edilizi di catalogare l’intero patrimonio del Comune, numerarlo, sistemarlo, valutarlo, decidere quale parte vendere?
    Non ha appena affidato a PubliAEventi l’ultimissima parola su tutto ciò che riguarda cultura spettacolo turismo?
    Di nuovo coi piedi per terra, la nostra sacra terra che fa tanto cremonesità: Palazzo per Palazzo, non si sono ancora spente le polemiche per l’acquisto del Fodri, valutato dal galantuomo Umberto Lonardi per conto della Fondazione, Ente controllato dal Comune. Lonardi è stato sommerso da pagine di accuse da Zanolli Vittoriano, direttore della Provincia, quotidiano eccetera, non una però che gli contestasse d’aver pagato il Fodri un centesimo più del dovuto.
    Il galantuomo Umberto Lonardi è capace di dare un valore economico al Fodri, non al Grasselli?

    Cremona 17 08 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Jimmy

      Per la precisione, la Fondazione “Città di Cremona” non è controllata dal Comune, nè, tanto meno, è, come usa dire ai piani alti del Palazzo municipale, una “azienda partecipata”. E’ solo una fondazione di diritto privato, nata, per effetto di una legge, dalla trasformazione di una serie di enti pubblici (le II.PP.A.B.). Il Sindaco ha solo il potere di nominare gli amministratori, in forza dello Statuto della fondazione.

  • Toropazzo

    Recriminazioni sempre e solo quelle….. e’ davvero misera la tua vita! Se poi gli unici che dici di stimare sono porcelli e nutrie….. non credo proprio che troverai delle gran masse da guidare!