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Il Po cala ancora (-7,37) Cambia la geografia del fiume Cabina di regia a Parma per i prelievi d'acqua

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Foto Francesco Sessa

Meno 7,37 alle 9 di domenica mattina. Se non arriva acqua a monte, il Po si avvicinerà al record storico di -7,62 del 2006. Preoccupa la portata media del fiume, in calo continuo e vicina a 460 metri cubi al secondo (era 527 il 9 agosto, 697 il 9 luglio). Non serve l’occhio di un esperto, basta guardare il fiume per capire che  c’è qualcosa che non funziona. Gli spiaggioni che si fanno sempre più larghi, l’acqua  che cala in continuazione e la sabbia che emerge anche in alcuni nel mezzo del fiume. La secca ha cambiato la geografia del fiume: a nord di Cremona, a foce Lambro o a foce Adda compaiono nuove isole. Qualcuno fa il bagno lungo le rive in acque che la portata ridotta fa sempre più assomigliare a fognature. Ad agosto non è scesa una goccia d’acqua: la conferma arriva dall’ Osservatorio climatico regionale, secondo il quale è l’estate con meno precipitazioni degli ultimi 66 anni.

Sui campi si sono riversati decine di milioni di metri cubi d’acqua, una quantità che potrebbe dissetare per dieci anni tutti gli italiani. È quanto ha “bevuto” sino ad ora in queste estate siccitosa la campagna tra Pavia, Lodi, Cremona e Mantova prelevando dal Po il proprio fabbisogno. Numeri straordinari che finora hanno permesso di lenire i guai in agricoltura anche se per il mais – che ha richiesto il doppio di irrigazione –  è già previsto un calo tra il 20 e il 30%. Ma  il caldo non dà tregua, le idrovore non pescano più dal fiume  e fino a fine mese non sono previste grandi precipitazioni.  La prossima settimana la situazione dei fiumi e della conseguente disponibilità minima vitale di acqua sarà analizzata nella riunione della Cabina di regia istituita a Parma nella sede dell’Agenzia interregionale per il Po (Aipo). Sarà qui che si decideranno le contromisure, non è escluso un maggiore controllo sugli utilizzi.

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