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Poste, allarme Cisl: 'Manca il personale, servizio senza certezze'

Poste

Pesanti critiche dalla Cisl verso i responsabili del settore recapito delle Poste. “Sembra si stia facendo di tutto per ostacolare una migliore qualità del servizio”, afferma il segretario provinciale della Cisl Poste Maurizio Tassi. “Non vi è alcuna certezza di tempistica nel trasporto e consegna della posta – continua -. E’ ormai prassi consolidata che per sopperire a qualsiasi assenza del portalettere, sia essa programmata o no, si ricorra quotidianamente all’istituto dell’obbligo sostitutivo, o ancora peggio a lasciare per giorni la corrispondenza a terra, con danni per quanto riguarda la qualità del servizio, o gli interessi dei clienti”.

“Senza ombra di dubbio – prosegue Tassi – c’è da segnalare la mancata copertura di zone di recapito che a tutt’oggi non sono state assegnate e risultano prive di titolare, in modo particolare sul Centro di distribuzione primario di Cremona e Crema, e sui centri di Casalmaggiore e di Pandino. In poche parole abbiamo oggi portalettere che devono sobbarcarsi l’onere di dovere consegnare la posta non solo nella propria zona, ma quotidianamente anche quella delle altre zone prive di titolare, che possiamo garantire: sono parecchie. Da moltissimi mesi chiediamo ripetutamente all’Azienda Poste di coprire le zone di recapito suindicate, ma con vaghe promesse, sempre, si sono trincerati sul fatto che mancava il personale. Adesso sia noi che gli addetti ai lavori siamo stufi di aspettare e di ricorrere sempre alla proclamazione di continui scioperi sullo straordinario e sull’abbinamento per potere cercare di garantire un minimo di tutela per la salute dei lavoratori del settore”.

Proclamato un ulteriore sciopero nel settore a partire dal 14/09/2012 fino al 13/10/2012, per le prestazioni straordinarie e l’abbinamento, concludendo il tutto con una giornata di sciopero generale di tutti i lavoratori postali per il giorno 12/10/2012 a Roma.

“Sicuramente peggio è la situazione per gli uffici postali del Cremonese – sottolinea Tassi -. Questa Azienda in maniera astrusa e scellerata continua ad essere sorda alle continue richieste di aiuto da parte degli addetti, che quotidianamente si sacrificano fino allo stremo per cercare di garantire quello che dovrebbe essere il normale svolgimento del lavoro, per cercare di accontentare la clientela che giustamente chiede maggiore attenzione.

Chiediamo ai responsabili politici locali, di intraprendere le vie giudiziarie per garantire la regolare funzionalità degli uffici nei propri Comuni. Ribadiamo ancora una volta che molti uffici postali sono sistematicamente chiusi con le giustificazioni più varie, senza una motivazione vera, se non quella che manca il personale. All’azienda Poste Italiane viene riconosciuto un indennizzo per il servizio Universale, il quale deve servire a garantire uno standard di qualità sia nella regolare apertura degli uffici postali che nella consegna della corrispondenza. Ogni eventuale modifica nei servizi garantiti dovrà essere oggetto di apposita domanda all’AGCOM, società competente in materia, ed andrebbe adottata solo dopo aver avuto via libera da quest’istituto. Nei fatti, invece, avviene tutt’altro e le recentissime proposte di razionalizzazione, le paventate chiusure di Uffici e le riduzioni di personale a tutti i livelli ne sono triste testimonianza. Non possiamo continuare così: come Rappresentanti dei lavoratori non possiamo non denunciare il fatto che ci sono colleghi che stanno avendo crolli psico-fisici, non reggono più questa situazione. L’azienda non può non tenere conto delle risorse umane”.

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Commenti
  • pico

    privatizzare.