Lettere
Commenta19

Cultura sia centrale, è strada per salvare Cremona dal baratro

da Daniele Bonali (Pd)

La fine del periodo estivo è stata segnata, a Cremona, da una notizia che non suscita stupore in chi segue con attenzione la vita culturale della nostra città: la preoccupante flessione dell’afflusso turistico che qualcuno ha voluto attribuire all’eccessiva calura di questa estate appena trascorsa. E’ umano, entro certi limiti, cercare alibi ai propri insuccessi. Ma quando tali limiti si superano, chi vi indulge finisce per suscitare compassione, quando non rabbia.
In realtà, le cause di questa flessione sono non solo evidenti e facilmente documentabili, ma anche in moltissime occasioni analizzate e denunciate dal sottoscritto in ambito politico, e da diversi esponenti del mondo culturale in ambito più specialistico. Non mi sembra utile ritornare ora a ricordare l’assenza di una visione globale del problema delle politiche culturali cremonesi, determinato non tanto da una mancanza di fondi, ma soprattutto dall’utilizzo improprio di quelli che ci sono; dall’inadeguatezza costantemente dimostrata da un assessore che ormai è assente su tutti i fronti; anche da scelte sconcertanti quali la definitiva rinuncia (con conseguente spreco di somme ingenti di denaro pubblico) a progettualità concrete che avrebbero garantito una svolta vera al grado di attrattiva cui Cremona potrebbe ambire nel campo del turismo culturale. Potremmo continuare.
Si prosegue con piccole iniziative slegate fra loro, prive di impatto e quindi senza alcun ritorno in termini di afflusso turistico, di riscontro economico, di attrattiva in generale. Soprattutto privi di un filo conduttore, di una strategia globale esplicita e riconoscibile. L’estate ha visto patetici tentativi in questo senso, ma chi si ricorda (o chi si è accorto) di NOWHERE/NOW-HERE, o della lirica in Cortile Federico II, ed altri simili intrattenimenti.
A peggiorare la situazione ecco proposte ancora più incredibili, come alcune avanzate da un neo-consigliere, di maggioranza, che crede di riattivare la città con fondi a pioggia dati per iniziative di scarsissimo interesse, e già proposte nel recente passato.
Il vero problema di Cremona, in particolare della sua classe dirigente, è quello che, al di là della retorica di circostanza, non ha idea di come si possa produrre davvero valore attraverso la cultura, “non ci crede” e tutto sommato non gli interessa. Non c’è bagno di realtà che tenga! Non potendo analizzare qui le cause profonde del problema, rimando ad un articolo comparso il 2 settembre sul Sole-24 Ore, a firma di Pier Luigi Sacco, docente di Economia della Cultura all’Università di Venezia: dopo aver dimostrato – numeri alla mano – che la cultura è in grado di produrre DAVVERO ricchezza, l’economista azzarda un’analisi di tipo psicologico che riguarda la classe dirigente italiana ma anche l’opinione pubblica, ma che si adatta in maniera sorprendente alla realtà cremonese. Sacco parla di un fenomeno ben noto, la “dissonanza cognitiva”: “essenzialmente, esso mostra come le persone, di fronte a fenomeni che risultano incompatibili con le proprie convinzioni molto profonde e radicate, preferiscono ignorare l’esistenza del fenomeno che confuta le proprie convinzioni piuttosto che rimettere in discussione queste ultime. Nel caso dell’impatto della produzione culturale e creativa sull’economia italiana, la dissonanza cognitiva è l’unico fenomeno che può spiegare come e perché l’opinione pubblica italiana sia e resti scettica sul potenziale economico della cultura malgrado una messe di dati e di ricerche che è lì a dimostrare esattamente il contrario.” Che dire? La fotografia di Cremona!
Riuscirà l’apertura del Museo del Violino a far capire ai nostri amministratori che dare centralità alle politiche culturali è l’unica strada per salvare Cremona dal baratro? E sarà possibile vedere all’opera veri professionisti della cultura a fianco di veri professionisti del marketing e della comunicazione, invece dei soliti sedicenti esperti che fino ad ora non hanno ottenuto altro che insuccessi? Speriamo. Nell’attesa, possiamo solo constatare che si sta proseguendo imperterriti con il solito, vecchio metodo dell’autoreferenzialità, del rifiuto del dialogo e del confronto, della riproposizione di idee stantìe: la presentazione ieri, della prossima Festa del Torrone ci dice che la direzione è sempre la stessa.
E, naturalmente,il PD, come il resto dell’opposizione, non ha avuto la possibilità di esprimere in tempo utile il suo parere nelle sedi appropriate… Niente di nuovo sul fronte cremonese! Purtroppo tutto come solita tradizione legata a questa Amministrazione.

Prof. Daniele Bonali
Vice pres. Comm Cultura PD

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti