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Alunni fragili, iniziative del Comune per l'integrazione

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Gli Assessorati alle Politiche Educative e per le Politiche Sociali, attraverso un lavoro di stretta collaborazione e di sinergia anche con altre istituzioni presenti sul territorio, hanno elaborato progetti sperimentali tesi a facilitare l’integrazione scolastica dei bambini fragili da un parte e degli alunni disabili dall’altra. Il tutto per offrire un ulteriore servizio alle famiglie. Le caratteristiche di queste iniziative sono state illustrate dagli assessori Jane Alquati e Luigi Amore nel corso di una conferenza stampa. Erano inoltre presenti Francesca Bianchessi, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, i dirigenti scolastici Piergiorgio Poli e Mariano Gamba. Nella stessa occasione è stata infatti spiegata l’intesa tra il Comune di Cremona e l’Ufficio Scolastico Territoriale sull’integrazione scolastica degli alunni fragili che coinvolge tutte le scuole e che vede impegnato l’Assessorato ai Servizi Sociali. Hanno assistito alla presentazione 40 operatori danesi in questi giorni a Cremona per studiare l’integrazione scolastica all’interno delle nostre strutture: il gruppo è composto da psicologi, logopedisti, fisioterapisti e assistenti sociali che a Copenaghen svolgono compiti di assistenza e aiuto a scuole, famiglie e alunni con difficoltà.

UNA EQUIPE AD HOC NELLE SCUOLE COMUNALI

Negli asili nido e nelle scuole infanzia comunali è  significativa la presenza di bambini certificati ai sensi della legge 104/92, Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili: bambini piccoli in difficoltà a cui vanno garantite le massime attenzioni. Accade spesso che il doloroso e difficile percorso verso la certificazione avvenga proprio durante la frequenza delle strutture del Comune. In alcuni  casi è proprio a seguito di un’attenta osservazione da parte delle insegnati  che emergono dubbi che spingono i genitori ad ulteriori accertamenti specialistici.
All’inizio di questo anno scolastico i bambini iscritti che presentano difficoltà sono 18, per la maggior parte inseriti nelle scuole per l’infanzia: è un numero che tende sempre a salire nel corso dei mesi. Al termine dello scorso  anno scolastico i bambini certificati nelle strutture comunali erano 24; 11 sono le insegnanti di ruolo impegnate in questo lavoro, per un totale di 275 ore settimanali alle quali vanno aggiunte altre 66 ore settimanali svolte da assistenti alla persona/educatori, per un totale di 341 ore.
L’iniziativa del Comune mira a sperimentare un servizio che possa ulteriormente migliorare il processo di integrazone dei bambini ma anche, e soprattutto, facilitare il compito dei loro genitori. L’obiettivo è la creazione di una comunità accogliente  nella quale tutti gli alunni, a prescindere  dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di integrazione scolastica per la crescita individuale e sociale.
Il progetto prevede l’avvio di un’equipe di consulenza  interistituzionale con competenze pedagogiche e psico socio educative, rivolta sia alle famglie che alle insegnanti dei nostri servizi educativi, così da permettere ai genitori di poter usufruire di operatori preparati e competenti in grado di affrontare, complessivamente, i loro problemi, evitando faticosi passaggi da un ufficio all’altro.
L’intesa prevede, inoltre, che proprio la presenza della certificazione dei bambini permetta all’equipe di mettersi subito al lavoro. Fondamentale è l’assegnazione di persone qualificate che andranno scelte proprio in base alle caratteristiche del bambino, all’impegno necessario e alle competenze. Il personale sarà quindi  composto dalle insegnanti di ruolo, da insegnanti a tempo determinato, da assistenti alla persona ed educatori individuati attraverso le  cooperative accreditate.

INTESA TRA COMUNE E UFFICIO SCOLASTICO

L’intesa tra il Comune di Cremona e l’Ufficio Scolastico Territoriale sull’integrazione scolastica degli alunni fragili ha durata biennale per gli anni scolastici 2012-2013 e 2013-2014, con possibilità di proroga e rinnovo.

L’accordo si propone di:

1. facilitare il rapporto fra scuola, servizio sociale e terzo settore, attraverso un maggiore radicamento della scuola nella comunità, una maggiore promozione delle interazioni con le risorse del territorio e una promozione di occasioni di progettualità coordinate e definite in collaborazione tra i diversi soggetti, garantire all’alunno e alla sua famiglia una positiva accoglienza durante il percorso scolastico e formativo;

2. facilitare la realizzazione unitaria di interventi che favoriscano la piena attuazione del diritto allo studio degli alunni con fragilità e la loro integrazione nel contesto scolastico e sociale, secondo le capacità di ciascuno, attraverso la definizione dei reciproci rapporti di collaborazione e di responsabilità;

3. garantire un corretto passaggio delle informazioni e il loro aggiornamento.

Gli obiettivi sono:

 promozione da parte dei Servizio Sociali, che hanno una competenza territoriale per la prevenzione del disagio e/o la tutela e protezione dei minori, delle offerte pubbliche e private del territorio, attraverso una presentazione e definizione chiara delle modalità di accesso;

 costruire un raccordo/coordinamento con il territorio per attivare percorsi di prevenzione di situazioni a rischio di devianza; definire un canale di raccordo tra servizio sociale e scuola;

 favorire l’accesso da parte delle famiglie ai servizi territoriali;

 avere a disposizione una capillare ed aggiornata informazione circa le situazioni di criticità attraverso la definizione di indicatori e segnali di rischio di dispersione scolastica;

 sostenere la definizione di accordi territoriali tra Servizio Sociale, scuola ed istituzioni del territorio;

 accompagnare e sostenere le progettualità scolastiche attraverso i servizi e le realtà del pubblico e del privato;

 monitorare le progettualità attraverso verifiche costanti.

Per realizzare tali obiettivi vi sarà un’apposita commissione quale tavolo di confronto formalizzato tra docenti e operatori sociali, che opererà con un ruolo di cerniera, di raccordo, di contaminazione delle buone prassi anche attraverso l’avvio di consulenze e percorsi di formazione/informazione, con le seguenti funzioni: attivare un canale di comunicazione tra scuola e Servizi Sociali in merito alle problematiche legate ai target: famiglia, infanzia, pre-adolescenza e adolescenza; filtrare ed analizzare le richieste pervenute dalle scuole, individuando indicatori di rilevazione della domanda; riorientare le richieste coinvolgendo di volta in volta gli attori istituzionali e non (ASL, Consultorio per adolescenti, Ufficio Scolastico Territoriale, Servizio Sociale, Scuole, Associazioni e Famiglie) deputati alle tematiche minorili; avviare processi di co-progettazione territoriali; promuovere percorsi di formazione comuni.
La commissione socio scolastica sarà formata da referenti del Settore Politiche Sociali con competenze sociali, psicologiche educative e di coordinamento; referenti del mondo della scuola; referenti del Terzo Settore. Tale commissione potrà di volta in volta essere integrata, in base alle problematiche da approfondire, da operatori di altri servizi.

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