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Crisi del commercio in centro, questionari e interviste ai negozianti L'iniziativa di Camera di Commercio

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foto Francesco Sessa

Crisi del commercio in centro città. Serrande abbassate e cartelli di ‘affittasi’ o ‘vendesi’ in tantissime vie nel cuore di Cremona. Ora, una ricerca condotta dal Cersi – Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore cercherà di mettere a fuoco le strategie adottate dai commercianti e di raccogliere le loro opinioni in merito alle possibili iniziative per la promozione del centro storico. La ricerca sulla competitività delle imprese commerciali di Cremona e le loro prospettive  è promossa dalla Camera di Commercio di Cremona e dalle associazioni di categoria del commercio.
Cinque le attività di indagine: raccolta di dati statistici relativi alle imprese commerciali del territorio; interviste ad esperti del settore commerciale; organizzazione di focus group; somministrazione di un questionario cartaceo ad un campione di imprese attive nel commercio; interviste strutturate ad un numero selezionato di esercizi commerciali operanti sul territorio.
“Il settore del commercio di vicinato, già da alcuni anni interessato da un fenomeno di riorganizzazione conseguente al diffondersi della grande distribuzione – commenta il Presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio – è pesantemente colpito dall’attuale andamento congiunturale che si ripercuote sui consumi ed è costretto a confrontarsi con le opportunità e con i rischi derivanti dalla disciplina sulle liberalizzazioni commerciali recentemente approvate nel decreto “salva Italia”.
L’indagine voluta dalla Camera di Commercio e dalle associazioni di settore  si pone come strumento di supporto, per gli attori sia pubblici che privati, per l’avvio di un processo di collaborazione finalizzato al rilancio di un settore di straordinaria rilevanza  e alla valorizzazione della città.”
L’indagine si aggiunge alla  ricerca quantitativa, realizzata nei giorni scorsi l’ISPO guidato dal prof Mannheimer tramite interviste telefoniche, per analizzare i comportamenti  dei consumatori e comprendere le potenzialità del centro storico di Cremona quale luogo di acquisti.
I ricercatori del CERSI, identificati da un badge, somministreranno un breve questionario ai titolari e ai responsabili dei punti vendita di un campione di esercizi commerciali localizzati nelle vie del centro cittadino. Per questa indagine sono state selezionate le zone ad elevata densità commerciale o ad elevato passaggio del centro urbano, nonché le principali arterie di ingresso alla città. Un numero selezionato di esercenti di attività commerciali saranno coinvolti anche in brevi interviste.

L’indagine avrà inizio lunedì 24 settembre e durerà circa una settimana.
I ricercatori CERSI saranno a disposizione per fornire assistenza in caso di dubbi durante la fase di compilazione del questionario e per ogni ulteriore chiarimento in merito alle domande.

Info CERSI 0372 499 137 in orari d’ufficio.

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Commenti
  • Un commerciante

    Scusate ma e la crisi della periferia?????? Siamo proprio di serie B?????

    • Paolo Mantovani

      No! Anche perché, purtroppo, la situazione è la stessa per tutti. Un centro che funziona fa da volano anche alle periferie e viceversa.
      Chiaramente i sondaggi tendono a farli nelle zone dove è più alta la concentrazione di attività commerciali. Questo, oltretutto, mi sembra fatto molto bene. Potrebbe fornire una serie di dati molto interessanti.
      Chiaramente poi i risultati che fornisce vanno letti e… applicati!

  • In attesa d’imbarco

    ITALIA:anno 2020
    Barconi di disperati italiani, arrivano ogni giorno sulle coste egiziane. Sognano di andare in Israele e da lì partire per gli Stati Uniti ricongiungendosi ai milioni di connazionali emigrati.

    Provengono da ogni parte d’Italia. Una nazione distrutta dal default economico,da disordini sociali,dalla mancanza di lavoro,da una criminilità dilagante. Sbarcano sulle spiagge di Alessandria e di Damietta stravolti dal viaggio, con la Gazzetta dello Sport di tre giorni prima. Si sono imbarcati pagando migliaia di euro ai mercanti di uomini a Genova, Napoli, Palermo, Cagliari, persino da Stromboli dove il vulcano si è risvegliato.

    Il governo egiziano ha predisposto campi reticolati in un’area semi desertica dove si affollano ormai decine di migliaia di clandestini. Alcuni, sotto gli occhi impietriti degli egiziani, hanno scavalcato le recinzioni e sono fuggiti verso la libertà. La polizia li ha inseguiti con i cammelli. Proteste dei contadini di Tanta per gli italiani che si sono arrampicati sulle piante di datteri e hanno cominciato a mangiarli. Lo stesso è avvenuto a Helwan in una piantagione di banani. Gruppi locali hanno aperto la caccia al clandestino.

    Il primo ministro egiziano si è recato ad Alessandria a rassicurare gli abitanti e ha comprato una villa sul mare come dimostrazione di buona fede. Il ministro dell’Interno è volato a Roma a chiedere al Papa, unica autorità rimasta in Italia, di farsi carico dei cattolici che hanno invaso l’Egitto. Il Papa ha risposto che pregherà per loro. Migliaia di italiani si trovano nel golfo di Aqaba, dopo aver attraversato a nuoto il Mar Rosso, diretti a Tel Aviv. Israele non è disposta ad accoglierli e ha protestato ufficialmente con la Lega Araba. Il ministro per le Riforme egiziano ha proposto di naturalizzare gli italiani come palestinesi e spostarli con la flotta nella striscia di Gaza. Dopo una lunga negoziazione con Dalema, che si è auto eletto capo dei diversamente profughi, la proposta è stata rifiutata per paura dei bombardamenti amici, frequenti in quella zona. Il ministro delle Riforme egiziano non si è dato per vinto e ha emanato un decreto per la circoncisione di tutti i clandestini infedeli sul territorio egiziano.

    Molti sfollati sono impiegati come schiavi in nero nella ricostruzione della Piramide di Cheope. Intervistati dalla CNN hanno dichiarato che non vogliono tornare più in Italia. Un cartello inquadrato dalla televisione riporta: Meglio schiavo in Egitto che disperato in Italia “.

  • roby27

    qui si fa di tutta un erba un fascio!cè chi è in crisi e chiude,ma cè chi fa anche affari d oro spennando soprattutto i pochi turisti che ggirano per cremona..provate ad entrare in un bar di piazza stradivari o vicino a piazza del duomo a prendere qualkosa e fare lo sbaglio di sedervi ad un tavolino!manco a venezia ci sono prezzi cosi alti!e poi si lamentano che i cremonesi non ci vanno?quando un caffè ti costa come due etti di prosciutto,ci credo!

  • giulia

    Forse, il questionario, lo dovrebbero fare ai clienti che i negozi hanno perso……..

  • roby27

    concordo pienamente con giulia.almeno saprebbero bene il perchè la gente si allontana dai negozi del centro città..non vedo perchè per un prodotto devo spendere il doppio,a parità di qualità,che in un centro commerciale!