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Se questa è una pista ciclabile: lungo il Po degrado e buche

Ciclabile

Ecco una pista ciclabile che “si mostra in tutto il suo splendore, fatto di vergognoso degrado, con fondo estremamente dissestato cosparso di buche, avvallamenti e sprofondamenti, inoltre il verde è completamente abbandonato a se stesso”. Questa descrizione riguarda quello che “nel Piano delle piste ciclabili redatto dal Comune di Cremona nel 2005 viene indicato come il ‘Percorso n° 23: Lungo Po Europa dall’intersezione con via Riglio fino alle Colonie Padane'” ed è contenuta in una segnalazione inviata a Cremonaoggi da un lettore, Francesco Badalotti, e accompagnata da fotografie che parlano chiaro (e che pubblichiamo assieme all’articolo).

“Nel caso specifico – ci scrive – è stato fotografato il tratto che dall’intersezione con via Riglio conduce alle Canottieri. Alcuni anni fa venne chiuso a causa di un notevole sprofondamento della pavimentazione. Ho voluto togliermi la soddisfazione di verificare personalmente la situazione, in quanto la chiusura di questo percorso si protrae oltre ogni limite. La situazione è visibile nelle foto che allego”. Arrivando da via Riglio, “superato un parcheggio di recente realizzazione nei pressi della Canottieri Flora, una bella e fresca segnaletica orizzontale ‘ciclabile’ serve solo a creare inutili illusioni: infatti dopo circa 50 metri ecco una rete rossa che ci costringe a rientrare nella ormai nota e grigia realtà di tutti i giorni. Si vede subito però che chiunque può proseguire superando semplicemente un largo e comodo varco laterale”.

“Che nessuno venga a dire che esiste la ‘scorciatoia’ fra le canottieri Flora e Bissolati: questo non costituisce alcuna giustificazione a tanto grave degrado e menefreghismo. L’unica risposta (ammesso che ce ne sia una…) sarà il solito ritornello sulla mancanza di soldi? Forse sarò distratto, ma non mi risulta che siano stati effettuati lavori di sistemazione e in loco non era presente nessuno che stesse ‘lavorando’. Aspettano che i ciclisti perdano la pazienza?”, conclude.

Cremona, secondo gli ultimi dati diffusi dal blog specialistico “Bicisnob”, che ha raccolto i numeri comunali sul modal split, l’indicatore che misura quale tipo di mezzo di trasporto viene utilizzato per muoversi e ha stilato una graduatoria aggiornata al 2012 delle città più “pedalate”, arriva al 16% di spostamenti in bicicletta all’interno del centro urbano. Un risultato non deludente. Eppure, e la segnalazione arrivata a Cremonaoggi lo dimostra, per la mobilità sui pedali c’è ancora da fare.

AGGIORNAMENTO – IL COMUNE: AREA DI COMPETENZA DELL’AIPO

Così il Comune: In merito all’articolo sulle condizioni in cui versa un tratto della pista ciclabile che, dall’incrocio di via Riglio arriva alle Colonie Padane, si precisa che sono in corso i carotaggi per la redazione del progetto esecutivo di riqualificazione a cura dell’AIPO, Agenzia Interregionale per il Fiume Po. La competenza su quell’area non è infatti del Comune di Cremona, ma dell’AIPO.

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Commenti
  • ciclabili

    e qui doveva passare la ciclovia VENTO?!?! stiamo freschi. Ma Perri sa che esiste quel progetto? sa che porterebbe nuovi turisti ciclisti a Cremona e lungo tutto il Po?

  • Quaqquaraqquà

    Che bello non avere nulla ma proprio nulla da fare

    • Oscar

      In effetti visto che quel tratto è in tali condizioni da diversi anni, viene da pensare che le amministrazioni comunali di cremona non abbiano proprio niente, ma niente da fare.

  • Dott. Garda meglio

    Magari il giornalista di CremonaOggi potrebbe andare a sentire il responsabile Aipo per cercare di capire la tempistica della riparazione? Effettivamente si sta andando un po’ troppo per le lunghe.

    AIPO Via Carnevali 7 – 26100 CREMONA. Tel. 0372/458021 Fax 0372/28334
    indirizzo di posta elettronica: ufficio-cr@agenziapo.it

    • Mariètto con la è

      E già che c’è, il giornalista può anche chiedere se un giorno gli altri argini potranno essere percorsi dai ciclisti? Capita spesso di vedere il cartello a sfondo marrone con scritto pista ciclabile e, 1 metro più in là, una sbarra con un cartello di divieto di transito (senza prevedere l’esclusione di ciclisti/pedoni, ma solo un pannello integrativo con scritto “Magistrato per il Po. Divieto di transito ai non autorizzati.”). Nei fatti vedo che tanti cittadini percorrono quegli argini, ma temo (come segnalato da un altro lettore a commento di un altro articolo nei giorni scorsi) che l’usufruire di quei tratti preclusi al transito di chiunque possa configurarsi come violazione della proprietà privata (dell’Aipo in questo caso).
      Grazie a Cremonaoggi per l’inchiesta e l’eventuale approfondimento.