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Caro professore tagli le tasse o affoghiamo!

monti-opinione

Siamo stritolati da tasse e balzelli. E in giro non ci sono più soldi. Finiti. Gli stipendi non crescono, vola l’inflazione, sale la rabbia degli studenti (venerdi, nelle città sotto assedio, hanno pure bruciato le foto dei ministri). Il divario compensi-prezzi (dice l’Istat) fa perdere 720 euro a famiglia. Caro professore o taglia le tasse o affoghiamo. Da lei ci aspettavamo rigore, è vero, ma anche equità e lavoro di forbici. La capacità contributiva degli italiani è esaurita. Abbiamo sul groppone un peso fiscale insopportabile. E’ il più alto d’Europa. Pensavamo che un bocconiano del suo calibro sapesse trovare una soluzione diversa da quelle che ha trovato (finora): per aumentare la benzina a Ferragosto, mi scusi, bastava il droghiere sotto casa. Non era il caso di scomodare un fan dei banchieri. Le pare? Oltre l’80% della manovra del suo governo è composto da nuove tasse, solo il 18,7% da tagli alla spesa. E’ un po’ poco. Ora capisco le sue fibrillazioni, l’arrivo delle elezioni, Renzi in vantaggio su Bersani (in certi sondaggi, almeno), la Magna Casta scappata di mano, la guerra agli spreconi che va come va. Epperò qualcosa di più ce l’aspettavamo.

Mi perdoni: quando una piccola impresa boccheggia, finisce all’angolo, vede ridursi il proprio reddito, che fa? Riduce anzitutto le spese e poi si “sbatte” per lavorare di più. Perché lo Stato – la più grande impresa del Paese – ragiona diversamente? Impiega 3,6 milioni di dipendenti, ha ricavi per 771 miliardi di euro l’anno (le nostre tasse) e continua a stritolarci. Dopo Imu, revisione del catasto, balzelli sul lusso, aumento del bollo bancario, benzina, “pizzicate” per chi prende l’aereo o sbarca su un’isola, cosa pensa di fare visto che – lo ha detto lei l’altro giorno – “dagli scandali è derivato un danno incalcolabile”? Siccome non penso le basti “la tassa Ryanair” sul fatturato delle compagnie estere che volano in Italia, permetterà che siamo tutti presi da una certa preoccupazione. Non crede?

Professore, ci aspettavamo tagli alle spese, non un fisco ubriaco e roghi umani di operai da mesi senza stipendio , artigiani al collasso, imprenditori sul Cupolone del Vaticano. Ci aspettavamo sforbiciate sui baracconi, una bella rasoiata ai rimborsi elettorali; dal 1994 al 2008 i partiti hanno speso per le loro campagne elettorali 570 milioni e ne hanno recuperati 2 miliardi e 250 milioni. E’ una cifra “mostruosa” anche perché dopata. E quando il trio ABC, unito, le ha detto che “è un errore togliere i soldi ai partiti” , lei ha solo abbozzato ed ha messo la coda tra le gambe. Professore, non è stato un bel vedere. Ora quelli si trasformeranno, cambieranno tutto per non cambiare niente, sono gattopardi. Lorsignori stanno riaprendo i giochi, Pisanu è già uscito allo scoperto, sta sciogliendosi l’iceberg dei moderati, i furbetti del bigoncio invocano il suo bis, Mici Vendola (il gatto comunista) corre e vuole vincere le primarie e poi andrà in piazza, Grillo c’è già. Reggio diventerà una succursale di Modena, la Masini lascerà il posto al duca d’Este ( ma Del Bue giura che non torneranno”i vecchi tiranni”). E’ l’occasione (d’oro) per ramazzare le camerate.

Professore, coraggio, tagli le unghie alla Politica predona e ingorda. Leggo che ai deputati paghiamo persino terme e massaggi, 12 milioni all’anno. E’ proprio necessario? Suppongo che la Fiom farebbe il servizio scontato e massaggerebbe pure con foga. L’assistenza integrativa di Montecitorio prevede anche fanghi, elettroscultura e shiasuterapia fino ad un netto di 1.860 euro all’anno per ogni onorevole.

Professore può cominciare da qui. Ci dia per favore un segnale. Lo aspettiamo.

Enrico Pirondini

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Commenti
  • sandra

    Bentornato Pirondini ! Era ora! Un tocco di classe e un appeal in piu ‘ per Cremona Oggi.
    Quanto a Monti : il professor Sapelli, economista vero, si chiede a quali ricerche e studi nel campo dell ‘ economia abbia dato il proprio contributo il professor Monti.
    Effettivamente, oltre alle strapagate consulenze x Goldman Sachs, non c’ e’ traccia di contributi intellettuali e scientifici del Professore. A parte qualche citazione delle teorie classiche non c’ e ‘ alcun riferimento per esempio a Keynes e al monetarismo.
    E giustamente molti, dopo un anno di guida dell ‘ esecutivo, parecchio irrisolutiva,
    iniziano a chiedersi se Napolitano abbia visto giusto nel conferire l’ incarico.
    Forse e’ il caso, a parte i soliti succhiaruota Fini, Casini e Montezemolo, di cominciare a guardare oltre questa infelice esperienza. Non ci garbano i politici? Vogliamo ancora tecnici? Almeno pigliamo quelli giusti. Il professor Sapelli, per esempio?

  • Alessandro

    Strano che un professore, il da Lei citato Sapelli, non conosca l’esistenza di questo paper accademico che ha teorizzato la cosiddetta austerity espansiva nel lontano 1998. Autore? Alesina (Harvard University), che rappresenta la punta di diamante della scuola economica bocconiana. Ahimè tutti sono bravi a criticare Monti in un’ottica keynesiana (ferma agli anni ’30), ma perdono di vista gli sviluppi della teoria economia di stampo liberista e con conclusioni opposte rispetto alla scuola di pensiero nata negli USA durante la crisi del ’29.

    http://www.economics.harvard.edu/faculty/ardagna/files/Economic_Policy_1998_b.pdf

    • sandra

      Pare che nel mondo accademico italiano non godano di particolare credito ne’ l’ austerita’ espansiva ne’ la Bocconi in quanto scuola di pensiero. E a quanto mi risulta neppure all’ estero.

      • Alessandro

        Sta scherzando spero! Solo 3 università in ambito economico sono considerate degne di rispetto all’estero: Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e LUISS. Faccia un giro sui siti delle varie banche di investimento (IBD, S&T e research) e hedge fund e vada a vedere il background di chi ci lavora.

        Senza considerare che Alesina è docente ad Harvard, il che è già di per sè una garanzia.

        • danilo

          Le cito integralmente ,nella lingua originale ,come considera Paul Krugman ( premio Nobel per l’economia ) il lavoro del professor Alesina:

          I notice that commenters keep citing this paper by Alesina and Ardagna as if it were a definitive rejection of Keynesian economics. So I guess I should explain why I’m not convinced.

          First, the whole stimulus debate is supposed to be about what happens when interest rates are up against the zero bound. Everything is different if the central bank is busy adjusting rates in response to conditions, and may well raise rates to offset the effects of any fiscal expansion. Yet the Alesina-Ardagna analysis doesn’t make that distinction; Japan in the 90s, which was up against the zero bound, is treated the same as a batch of countries in the 70s and 80s, when interest rates were quite high.

          Second, they use a statistical method to identify fiscal expansions — trying to identify large changes in the structural balance. But how well does that technique work? When I want to think about Japan, I go to the work of Adam Posen, who tells me that Japan’s only really serious stimulus plan came in 1995. So I turn to the appendix table in Alesina/Ardagna, and find that 1995 isn’t there — whereas 2005 and 2007, which I’ve never heard of as stimulus years, are.

          So to put it bluntly, I’m not much persuaded by a paper that doesn’t even identify the one clear example we have in the postwar period of large Keynesian stimulus in a zero-rate environment.

          Are there any papers that, in my view, do this right? Yes: Almunia et al, which uses data from the 30s — a zero-rate era — and uses defense spending as an instrument to identify spending changes. And their results look pretty Keynesian.

          • Alessandro

            Strano, mi cita Krugman che è uno dei pochi economisti politicamente schierato pro-Obama al 100%. Ho letto l’ultimo libro di Krugman (uscire da questa crisi, adesso!) ed ha ragione per quanto riguarda gli Stati Uniti. Sbaglia di grosso per quanto riguarda l’Eurozona. Negli Stati Uniti il declassamento dello standing creditizio e l’aumento della spesa pubblica non fa schizzare in alto i treasuries, nell’Eurozona ciò invece avviene. Ergo Krugman sbaglia totalmente in Europa a partire dalle ipotesi fondamentali del suo approccio.

    • Alessandro

      Strano, mi cita Krugman che è uno dei pochi economisti politicamente schierato pro-Obama al 100%. Ho letto l’ultimo libro di Krugman (uscire da questa crisi, adesso!) ed ha ragione per quanto riguarda gli Stati Uniti. Sbaglia di grosso per quanto riguarda l’Eurozona. Negli Stati Uniti il declassamento dello standing creditizio e l’aumento della spesa pubblica non fa schizzare in alto i treasuries, nell’Eurozona ciò invece avviene. Ergo Krugman sbaglia totalmente in Europa a partire dalle ipotesi fondamentali del suo approccio.

      Dimenticavo: “Everything is different if the central bank is busy adjusting rates in response to conditions, and may well raise rates to offset the effects of any fiscal expansion.” Ciò non sta avvenendo in Europa, ma solo in America. Dimostrazione di come il pensiero di Krugman non sia applicabile all’Eurozona.

      • danilo

        arrampicarssi sugli specchi non è un esercizio semplice. Ma non si preoccupi. Ha tutta la mia comprensione.

  • IL RIPOSO DEL GUERRIERO
    Impegnata l’estate a scriver di fantasia e a godersi i nostri bei mari, Enrico Pirondini torna a mandare i suoi commenti a http://www.cremonaoggi.it: condivisibili o meno, divertono, che è il primo fine di chi si rivolge ai lettori.
    Implacabile invece il suo successore alla Provincia, quotidiano eccetera, Zanolli Vittoriano: non ha perso sabato o domenica, umido e afoso che fosse, per illuminarci con le sue idee, dal pesce vivo servito in tavola a temperatura ambiente, alle sferzate ai politici corrotti incapaci di risolvere la crisi……

    Cremona 07 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • sandra

    Austerita’ espansiva …… un po’ come parlare di convergenze parallele . Se queste ultime hanno gradualmente ma inesorabilmemte affossato la prima repubblica , l ‘ austerita’ espansiva conduce l ‘ Europa ma soprattutto il nostro paese verso la catastrofe economica.

    • Alessandro

      Se legge il paper accademico (che testa scientificamente delle ipotesi), pubblicata anche sulle riviste più importanti in ambito economico, le conclusioni sono opposte a quelle da lei addotte.

  • danilo

    Speravo di cogliere ironia nella citazione del paper di Alesina quale contributo teorico fondamentale dal quale scaturiscono le basi dell’austeritò espansiva. Ma così non è.
    Mi permetto di inserire nel commento una tra le più belle e fruibili speigazioni delle politiche di fiscal compact

    L’ ARITMETICA DEL DEBITO PUBBLICO.

    La Ruritania aveva un problema di debito pubblico. L’anno si era chiuso male. A fronte di un Pil di 5 miliardi di scellini ruritani, il debito pubblico era stato pari a 6 miliardi. Il rapporto debito/Pil quindi era stato di 6/5=1.2, cioè il debito era arrivato al 120% del Pil. Se vi siete già persi siete piddini, non preoccupatevi, ci pensa lui.

    I ruritani, popolo di antica cultura, veneravano l’unità. Che avete capito? Non l’unità politica: non erano certo così baggiani da volersi unire al loro ingombrante vicino, la Cracozia. No, solo un continente a guida belga (with all due respect) può credere che “uniti si vince”! E i ruritani, nella loro storia secolare, avevano già assistito all’implosione dell’Unione Europea. Solo che forse non l’avevano capita bene, perché anche se avevano una visione piuttosto lucida di cosa significhi “unità” in politica (qualcosa di simile a quello che succede quando un luccio incontra un persico), loro continuavano a venerare l’unità matematica, il numero uno: 1. Forse un antico retaggio pitagorico, la monade, l’origine di tutte le cose… Comunque, a loro questo fatto che il rapporto debito/Pil fosse 1.2 invece di 1 li disturbava proprio tanto. E quindi decisero virilmente di porvi rimedio.

    Immaginatevi il consiglio dei ministri ruritano. “Dovremmo prendere esempio dalla Cracozia! Guardate: lo scorso anno il loro rapporto debito/Pil era all’80%, ma riducendo la spesa sono riusciti a portarlo al 75%, in un solo anno. Austerità ci vuole! In fondo il nostro bilancio è in pareggio: basta un piccolo sforzo. Riduciamo gli sprechi e portiamolo in surplus! In questo modo il debito diminuirà e il suo rapporto al Pil arriverà a 5/5, che poi è uno degli infiniti modi nei quali si può esprimere la venerata monade: 5/5=1. E comunque, siccome l’austerità deve essere temperata dalla carità cristiana, e prima caritas incipit ab ego, propongo che si tagli un miliardo di scellini di spesa, senza aumentare le imposte. Che poi è esattamente quello che hanno fatto in Cracozia.”

    Plauso degli astanti.

    Si va, si taglia. Il popolo borbotta, ma la risposta è bell’e pronta: lo vuole la monade. E se lo vuole la monade, devi essere un mona per opporti.

    Un anno dopo.

    Arriva trafelato il governatore della Banca Centrale Ruritana (la BCR), con le ultime statistiche sul rapporto debito/Pil. Il consiglio dei ministri, fiducioso, attende di sapere qual è stato l’esito della manovra, ma non è difficile leggere sul volto del governatore della BCR un certo imbarazzo.

    “Allora, governatore, esponga, sciorini i dati: abbiamo la monade? Siamo al 100%?”

    “Be’, veramente le cose sono andate in un modo un po’ diverso”

    “Sì, immagino, l’errore statistico, i ritardi nell’implementazione delle politiche, qualche incomprensibile resistenza alla santa austerità, ma insomma, noi si è tagliato, e il rapporto, se non proprio fino al 100%, sarà sceso almeno al 105%, al 106%? Non saremo da meno della Cracozia, voglio sperare!”

    “Be’, veramente le cose sono andate in modo un po’ opposto (n.d.r.: notate la delicatezza): gli ultimi dati parlano del 125%”

    “Coooooooooooooosa!? Il rapporto è aumentato di 5 punti, da 120 a 125? Ma noi abbiamo tagliato!”

    “Sì, però, sapete, c’è un piccolo problema tecnico. Vedete, il fatto è che la spesa pubblica entra nella definizione del Pil. Noi siamo un’economia di mercato, e quindi il valore totale della produzione coincide con quello della spesa effettuata per acquistare i beni prodotti, che poi a sua volta coincide con la somma dei redditi percepiti da chi li ha prodotti. Sapete, la famosa identità: Y = C + G + I + NX. Il Pil, somma dei redditi (cioè valore della produzione effettuata) coincide con la somma delle spese per consumi privati, C, consumi pubblici, G, formazione di capitale fisso, I, e esportazioni nette. Del resto, pensateci: non è difficile: se nessuno spendesse, se nessuno acquistasse nulla, nessuno guadagnerebbe, e non avrebbe nemmeno senso produrre (visto che nessuno comprerebbe e che quindi non si sarebbe ricompensati per il proprio sforzo). Sì, lo so, è troppo semplice per essere capito. Ma rassegnatevi: la realtà è semplice! Dovrete fare uno sforzo. Ed è per questo che il totale del prodotto/reddito coincide col totale delle spese di famiglie (C), Stato (G), imprese (I) e estero (NX). Ora, voi avete ridotto G di una unità, tagliando tanti sprechi e qualche stipendio, e avete fatto senz’altro bene: in questo modo il bilancio pubblico, che era in pareggio, è andato in surplus di una unità, lo Stato cioè ha risparmiato, e con i suoi risparmi ha ridotto il debito da 6 a 5. Solo che purtroppo… per colpa dei tagli anche il Pil è sceso, da 5 a 4. Si chiama recessione, sapete. E il risultato è che mentre lo scorso anno il nostro rapporto debito/Pil era di 6/5=120%, oggi è di 5/4=125%”.

    “Ma come? Anche la Cracozia era in pareggio di bilancio, si è portata in surplus per un miliardo, e il suo rapporto debito/Pil è sceso! Forse che in Cracozia la spesa pubblica non entra nel Pil? Hanno truccato i conti? Si saranno mica rivolti alla GS anche loro? (n.d.r.: non quella dei supermercati)”.

    “No, no, la contabilità nazionale è uguale per tutti, e se vogliamo anche l’aritmetica. Sì, so che voi la chiamate matematica, ma sapete, qui stiamo parlando di aritmetica, di cose che avete tutti, compresi voi, lettori, studiato alle elementari, di cose che usate nella vita di tutti i giorni con grande scioltezza, ma che poi, quando si tratta di ragionare sui numeri dell’economia, accantonate, abolite, come se partiste dal presupposto di non poter capire. Eppure è semplice. La Cracozia aveva 4 miliardi di debito e 5 miliardi di Pil: 4/5=0.8=80%. Ha fatto anche lei il suo bel taglio degli sprechi: il debito è sceso a 3, il Pil è sceso a 4, e oggi la Cracozia à un rapporto debito/Pil a 3/4=0.75=75%. A cosa gli serva non si sa, ma comunque l’operazione in quel caso ha funzionato, perché aritmetica voleva che funzionasse. Non so se è chiaro. Comunque, è chiaro che dobbiamo prendere una decisione. Cosa intendete proporre per la prossima finanziaria”.

    “La situazione non ci lascia altra scelta: dobbiamo insistere sulla via dell’austerità. La monade lo vuole”.

  • sandra

    Vede il problema di Alesina e’ che una volta messa alla prova la sua ” teoria” non si rivela efficace, anzi, forse e’ dannosa. Non e’ solo l’ opinione del Premio Nobel Krugman. Analoghe ” perplessita” le nutre, oltre al bravissimo Dottor Pirondini, il Centro Studi di Confindustria.

  • Ftw

    Era ora di poter tornare a leggere qualcosa di interessante su Cremonaoggi, commenti compresi. Io non sono un grande amante di teorie economiche anzi, ne faccio volentieri a meno. Se dovessimo dare credito a chiunque abbia scritto di economia saremmo ancora qui a chiederci chi ha ragione e chi torto. Una sola cosa pero’ voglio aggiungere alla favola di Danilo; se lo stato spende1 miliardo in meno di spese sue e lo lascia nelle tasche dei cittadini riducendo le tasse, invece di godere di quel miliardo in pochi privilegiati, ne godrebbero tutti i cittadini che lo spenderanno comunque, sicuramente non in ostriche e champagne!

  • sandra

    Mario Monti e’ entrato nel guinness dei primati. E’ il primo presidente del consiglio italiano che in meno di un anno e’ riuscito a trainare l’ economia italiana oltre la recessione in una formidabile depressione, paragonabile a quella che l’ Italia ha vissuto in modo quasi ininterrotto dal 1907 al secondo dopoguerra. Ovviamente e’ un faro per hedge funds e per grandi market makers, GS in testa, che sanno con largo anticipo se stare long o short sui bond, sull ‘ equity, e sui cambi.
    I consumi delle famiglie a picco, una tassazione che sfiora l ‘ estorsione, redditometro e software Serpico pronti a torturare ancora di piu ‘ i contribuenti, un ‘ offerta di lavoro inesistente , un sistema previdenziale pubblico indegno per chi dovra’ subire gli effetti demenziali della riforma Fornero, sono dettagli che non interessano a Monti e probabilmente neppure a larga parte degli italiani, ammaliati e ipnotizzati dalle evoluzioni dello spread..

    Ma in fondo ce lo meritiamo. Il nostro e’ un popolo che l’ economia la impara com Jerry Scotti e la sociologia con Bonolis e Mammuccari. Che pretendiamo di diverso da Monti? Un Monti bis?

    • Jimmy

      Secondo i quotidiani di oggi, Berlusconi sarebbe favorevole ad un nuovo governo guidato da Monti. Dopo tutto, quindi, il professore non è così male.

      • sandra

        La palma del piu’ allegro nella brigata di Monti la merita il ministro Grilli : un autentico nipotino di Dracula, dal taglio dei capelli, all’ espressione, al colorito. Beh, in una compagnia di succhiasangue non sfigura.

  • danilo

    Fantastico Monti : aumenta di un punto IVA per diminuire di un punto l’IRPEF !, ottiene il quasi certo appoggio di Berlusconi che si smarca dai colonnelli per andare con Fini, Casini e Montezemolo e , dopo averne sparate di tutti i colori sull’euro ,sulle tasse ,sull’Europa, sulla Merkel , resuscita Forza Italia per sostenere un Monti Bis !!!!!!!!!!!
    Che Silvietto non sia piu’ molto in forma lo si deduce dai tracolli del Milan , che abbia anche aspirazioni suicide è una novità assoluta.
    E che faranno , dopo che sarà sparito anche elettoralmente, gli antiberlusconisti ad oltranza ? E’ il caso di preoccuparsi ?

  • sandra

    Mi intriga capire come si forma l’ opinione delle persone : se lo dice Berlusconi allora Monti non e’ cosi’ male. Ovviamente se Berlusconi sta prendendo una cantonata anche chi lo appoggia prescindere prende una cantonata…

    • Jimmy

      In lei, quindi, l’odio per Monti supera l’amore per Berlusconi…. :))

  • sandra

    Odio, amore….
    Stiamo parlando di politica, economia e fisco o di tifoseria calcistica? Quando Berlusconi ha ragione chi e’ onesto intellettualmente gliela riconosce, quando Berlusconi perde il lume della ragione vada pure per la sua strada , certo senza poter pretendere che chi l’ ha sostenuto continui a farlo ad occhi chiusi.
    Stesso ragionamento vale per Monti e il suo governo : se Monti avesse dimostrato equilibrio e capacita ‘ , massima stima. Purtroppo ha dimostrato di saper solo aumentare a dismisura il carico fiscale e di cacciare il Paese in una recessione senza fondo, con provvedimenti folli come la riforma in senso contributivo del sistema pensionistico. Il giorno in cui Monti dimostrasse le capacita ‘ di governo che servono all ‘ Italia x uscire dalla crisi, cosa dovrei fare? Aspettare che Berlusconi gli dica bravo! x accodarmi?

  • Ftw

    Sandra e Danilo for president altrimenti piantatela di parlare a vanvera…… se viviamo in una nazione in cui molta gente ha un senso del dovere e del lavoro a dir poco ridicolo, non esiste premier che possa risolvere la situazione! I dati macroeconomici della Lombardia non sfigurano di fronte a nessun’ altra regione in tutto il mondo anche quelle più avanzate. Che si può fare se meta’ nazione vive sul lavoro dell’ altra meta’?

    • sandra

      Caro Ftw, ti chiedo scusa, e’ evidente che il candidato premier sei tu che hai una sola medicina e un unico commento per tutto e quindi non parli mai a vanvera. A proposito, come sei messo quanto a first lady?

      • Ftw

        Si perche’ la sicumera del monti causa di tutti i mali sai che novità! Vi meritereste berlusconi d’alema fini e casini per l’eternità. E mettiamoci pure veltroni e vendola! Lo scandalo del sistema contributivo poi….. bisogna invece tornare ai baby pensionati così si liberano posti di lavoro….. e’ questa la tua ricetta per riformare le pensioni e aumentare il pil?

        • danilo

          te ne accorgerai quando , se mai avra’ il coraggio di mandartela, Mastrapasqua ti spedirà la famigerata busta arancione. Doveva arrivare entro dicembre di quest’anno se non fossero insorte complicazioni, ma , guarda la combinazione, l’accorpamento dell’ INPDAP ha creato qualche problemino .
          Un conto sono i baby pensionati , un altro conto è un sistema contributivo senza correttivi.
          Ti auguro solo di non essere tra coloro che lo dovranno sperimentare sulla propria pelle.

          • Ftw

            Lavorate gente lavorate…. Eravamo un paese di fancazzisti che fino a ieri pensavano a come arrivare alla pensione facendo il meno possibile! Non so se l’avete capito, ma non si puo’ piu’. Spero di riuscire a lavorare fin che campo…. Non voglio nemmeno pensare alla mia vita da pensionato! Ma li vedi i pensionati ai giardinetti oppure ad infilare monetine nei video poker e gratta e vinci vari?

  • PRONTO AL BALZO
    Marchionne: Renzi sindaco di una città piccola e povera.
    Renzi: attacchi me, ma che senso ha offendere Firenze e i suoi abitanti?
    Marchionne: frase estrapolata dal contesto, era un confronto rispetto agli Usa.
    Evidente che la smentita, in linea perfetta con il teatrino della nostra politica, ha un solo significato: Marchionne si prepara al gran voto del 2013. Come dargli torto, se ad oggi i concorrenti sono i Fini e i Casini tra l’usato sicuro, i Montezemolo e i Giannino tra i nuovi di zecca…….

    Cremona 11 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • sandra

    Ci mancava solo il Nobel per la Pace all’ Unione Europea.
    Quali siano le motivazioni nessuno lo ha capitp.
    Probabilmente non c’ era nessun greco in giuria …
    Pero ‘ dopo aver visto assegnare il Nobel per la letteratura a Dario Fo non dobbiamo piu’ sorprenderci di nulla.

    • Jimmy

      Le motivazioni (che vengono date da norvegesi) sono molto chiare. Peobabilmente è lei a non averle capite.

      • danilo

        Caro Jimmy , anch’io non le ho capite . I miei colleghi non le hanno capite. I miei amici e conoscenti non le hanno capite.
        Sarebbe così gentile, se non la distogliamo da altre occupazioni, provare a spegarcele ?

        • Jimmy

          Dal 1945 non vi sono più guerre in Europa. Il Trattato CECA (il primo dei trattati europei che è del 1951) mise in comune le allora fondamentali risorse del carbone e dell’acciaio proprio per evitare i conflitti (Francia e Germania si erano scontrate tre volte in settant’anni con milioni di morti).

  • PING PONG
    Oggi Draghi dà il cambio al Professore: la situazione sta migliorando, dall’economia vedo segnali di ottimismo.
    I macinatori del gioco a centrocampo, Passera e Fornero, intanto procedono per la loro strada, che ahimè, è anche la nostra…….

    Cremona 13 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info