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Tagli a gas e luce, se ottocento vi sembrano poche

Lettera scritta da Giacomo Bazzani

Se a Crema sono 200 a Cremona sono molte di più. Giungono notizie allarmanti anche dai servizi sociali del Comune di Cremona; centinaia di famiglie (intorno alle 800) sono alle prese con tagli alle forniture del gas e della luce.

Una situazione socialmente insostenibile, conseguenza certamente della crisi e del modo brutale (l’aggettivo è, bontà sua, stato usato dallo stesso Monti ieri) e a senso unico con cui l’ha affrontata, con l’appoggio diPDL, UDC, Terzo Polo e PD in un’ammucchiata vergognosa prima ancora che innaturale, un Governo insopportabilmente forte con i deboli (pensionati, dipendenti, precari, portatori di handicap e chi più ne ha nemetta) e debole con i forti (banche, borse, mercato delle armi, privati “pubblici” o privati “privati” di ogni risma e colore, pescecani della finanza), ma figlia anche della sciagurata decisione presa all’unanimità(tranne un astenuto che il giorno dopo però si affrettò a dichiarare che si era sbagliato) dal consiglio comunale di Cremona con la quale si è deciso di svendere Aem a Linea Group e alle sue mille scatole cinesiliberiste (la cosiddetta patrimonializzazione).

Adesso tutti si accorgeranno che quello denunciato allora da Rifondazione Comunista e dai Comitati di cittadini, e cioè che servizi sensibili e fondamentali per la cittadinanza venivano consegnati armi e bagagli aduna multiutilities privata annacquando fino a farla scomparire la filiera del controllo da parte del Comune, è oggi amara realtà.

Non è che allora fossimo dei geni con la sfera di cristallo, ma semplicemente ci si basava sull’esperienza di analoghe operazioni compiute da altre città molto tempo prima (vedasi Acea di Roma).

Infatti oggi il Perri di turno, essendo non il proprietario di Aem ma un semplice socio di Linea Group che aspetta l’assemblea di giugno per sapere il dividendo che gli arriva (se arriva), non può ormai in nessun modoincidere nelle decisioni di Aem, se non implorando.

Per cui Aem procede, pare addirittura alla prima morosità, con diffide e tagli di forniture, scaricando poi la faccenda sul Comune nel quale vi sono assistenti sociali quotidianamente alle prese con la disperazione eche non sanno più che pesci pigliare perché i fondi per i servizi sociali sono stati “linearmente” e più volte tagliati dal Comune (e i primi soldi che si tagliano sono, ovviamente, quelli dei servizi sociali e non quelliper rifare strade o marciapiedi… ha ragione da vendere il presidente Torchio; “siamo ai sindaci delle buche e dei marciapiedi”) a seguito dei tagli lineari del Governo; un drammatico circolo vizioso che sta triturandocittadini inermi, sui quali il liberismo imperante sta mordendo nell’indifferenza più totale di chi dovrebbe occuparsene, e cioè la politica politicante, alle prese, ad ogni livello, con primarie varie, disfacimenti diorganizzazioni partitiche, corruzione dilagante, costruzione di leggi elettorali col bilancino che servono solo a garantire il potere per il potere; una politica politicante chiusa nei propri palazzi e incartata su se stessa inuna dissoluzione senza fine che non solo sta rubando diritti e democrazia a tutti ma che, per naturale reazione, alimenta quell’antipolitica populista e demagogica di cui il liberismo stesso si nutre.

Ci chiediamo come si sentiranno quei 40 consiglieri che all’unanimità hanno preso quella sciagurata decisione quando, la sera di Natale, accanto ai loro cari con la tavola imbandita, proveranno a pensare a quelle famiglie che, senza gas, luce e magari acqua, saranno alle prese con quella vita precaria che certamente non solo loro, ma pure loro, hanno contribuito a creare.

Se 800 vi sembran poche, aspettate che diventino 1.600 o 3.200 e poi una marea vi seppellirà.

Diceva Paolo VI: “Dio ci scampi dalla collera dei poveri”.

Giacomo Bazzani
Rifondazione Cremona

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Commenti
  • sandra

    Pur da una differente angolazione politica condivido le sue valutazioni. Aem e Lineagroup hanno smarrito la loro mission di servizio alle comunita’ che hanno dato loro vita. Il report di sostenibilita’ uscito da meno di una settimana e’ un insieme di luoghi comuni e di nessuna utilita’ x i cittadini. Oltretutto, quanto e’ costato ? Quanti interventi ” sociali ” di sostegno alle famiglie in difficolta’ con il pagamento delle utenze si sarebbero potuti fare? Sulle spalle delle multiutilities si stanno concentrando responsabilita’ gigantesche che non trovano adeguata corrispondenza di consapevolezza ne’ negli amministratori ne’ nei comuni azionisti. Come si evince dall ‘ ultima semestrale probabilmente Lgh non sara’ piu’ in grado di produrre utili significativi ai fini della distribuzione di un dividendo. Si dovra’ attingere ancora alle riserve. E nel frattempo le tariffe sono cresciute a livelli insostenibili x tante, troppe famiglie. E adesso? Quante famiglie, quanti anziani , quanti disabili, quanti bambini vogliamo lasciare senza acqua, gas e corrente elettrica alle porte dell’ inverno?

  • franco albertoni

    Il problema è serio e per nulla trascurato. Le difficoltà economiche delle famiglie sono crescenti e sarebbe gravissimo trascurarne la portata. Pur tuttavia è totalmente inesatto accostare la delibera del dicembre scorso “patrimonializzazione” alle questioni legate al controllo dell’attività di vendita di gas ed energia elettrica perché la concentrazione dell’attività di vendita in una società condivisa con altri territori risale a ben prima e cioè alla costituzione di Linea Group. Tale passaggio non ha però mutato il livello di attenzione alla relazione con i cittadini utenti garantendo l’attività di sportello e relazione frontale che altri importanti operatori commerciali hanno da tempo abbandonato per economie di gestione. Detto questo per dovere di precisione ricordo che il tema della gestione delle utenze “morose” è storicamente gestito in stretta relazione con i Servizi sociali del Comune di Cremona quali detentori della conoscenza delle condizioni di criticità sociale che determinano ed indicano le priorità di intervento. Purtroppo queste precisazioni non bastano a risolvere i problemi ma solo a ristabilire le condizione reali in cui si sviluppano le attività e le relazioni nella nostra città.
    E’ certo che l’entità economica degli interventi “sociali” pur crescente non potrà essere illimitata così come qualsiasi azienda, ancorchè a partecipazione pubblica, non può permettersi di non introitare i corrispettivi generati dall’erogazione di servizi pena la messa in discussione della continuità aziendale.
    Tutto ciò detto il problema della sofferenza finanziaria delle famiglie esiste realmente e penso crescerà nei prossimi mesi ma non è sicuramente con i proclami o con concessioni insostenibili che si potrà dare risposte realmente utili, sicuramente bisognerà trovare nuove soluzioni oltre ad affinare ulteriormente quanto già oggi in essere e su questo tutti dobbiamo sentirci impegnati, io lo sono.
    Franco Albertoni