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Carabiniere ucciso: effettuata l'autopsia, nessuna colluttazione

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Si è conclusa l’autopsia sul corpo di Giovanni Sali, il carabiniere originario di Castelleone assassinato sabato mentre era in servizio a Lodi. Secondo quanto si è appreso dopo un vertice tenutosi in procura a Lodi, dalle prime evidenze non risulterebbero lesioni compatibili con una colluttazione, anche se al momento non è del tutto possibile escluderla. Il particolare, però, conferma le prime impressioni investigative. Intanto sono stati fissati i funerali, che saranno celebrati nel Duomo di Lodi mercoledì mattina. Le indagini proseguono a ritmo serrato sia sul luogo del delitto che in tutta la città. Il Ris sta lavorando e si attendono i risultati degli esami dei filmati delle telecamere, della pistola e del palmare della vittima. In particolare gli inquirenti si sono soffermati su un garage nella cui serranda c’era un foro di pallottola: sabato e domenica il proprietario era assente e solo ieri sera è stato possibile aprire il box e apporvi i sigilli. Al suo interno si cerca una delle tre pallottole sparate sabato pomeriggio, due delle quali hanno raggiunto e ucciso Giovanni Sali. Con grande probabilità il militare è stato freddato con la sua stessa pistola e colpito da due proiettili di arma da fuoco trapassanti, uno solo dei quali, quello mortale, lo ha raggiunto al cuore, ed è rimasto nel corpo. Il sostituto procuratore che coordina le indagini, Giampaolo Melchionna, ha sentito diverse persone informate sui fatti, ma al momento l’ indagine prosegue “a carico di ignoti”.

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