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Gioco d'azzardo, piaga sociale: politica si impegni

Lettera scritta da Daniele Bonali (Pd)

Caro direttore,
negli ultimi anni a Cremona si è assistito ad una crescita significativa della sale da gioco con slot machine e videopoker. Tali luoghi, che legalizzano il gioco d’azzardo, attraggono un numero sempre più alto di cittadini che, con la prospettiva del facile guadagno e del divertimento, cadono in un vero e proprio vortice di dipendenza. Attività assolutamente lecite, ma che possono minare il tessuto sociale sul piano economico e delle relazioni interpersonali; a farne le spese maggiori sono però le famiglie che spesso si trovano rovinate e indebitate per effetto di questo dilagante fenomeno.
Ricordo che il gioco d’azzardo compulsivo è stato riconosciuto ufficialmente dalla Organizzazione mondiale della sanità come una vera e propria patologia, classificata dall’Associazione psichiatrica americana all’interno dei «disturbi del controllo degli impulsi».
Voglio quindi portare all’attenzione alcuni dati assai allarmanti. Quelli più recenti in materia, a livello nazionale, parlano infatti di circa 800 mila persone per le quali il rapporto con i giochi a premi è a elevato rischio di patologia da gioco (in due milioni, invece, sono a rischio moderato). E ancora: solo nel 2011 i cittadini italiani hanno speso circa 76 miliardi di euro in giochi legali: una cifra che corrisponde più o meno al 10% della spesa delle famiglie per consumi. Individualmente la spesa per il gioco d’azzardo supera i 1000 euro. Suscita preoccupazione, altresì, la crescente diffusione del gioco tra i giovani, segnatamente fra i minorenni.
Nel suo piccolo anche Cremona vive questa dura realtà: le persone “malate” di gioca d’azzardo sono circa 1000, 2000 nell’intera provincia. Tuttavia, i numeri di quanti si avvicinano al gioco d’azzardo, pur non essendone dipendenti, sono decisamente più allarmanti: 4000 in città, addirittura circa 10000 nell’intera provincia. Dunque, dobbiamo necessariamente fare la nostra  parte al fine di limitare – agendo con senso di responsabilità – attività sì lecite, ma che rischiano di mandare sul lastrico famiglie oltre che – come detto – impoverire in maniera irreversibile le relazioni sociali.
E’ d’uopo, a questo proposito, da parte di un’amministrazione sensibile e vicina ai problemi della gente, mettere in campo una serie di interventi affinché venga realizzato un piano che regolamenti le concessioni per questa sorta di “mini-casinò” cittadini, per evitarne un proliferare che può finire per provocare, oltre  a ciò che ho già ricordato, anche un disagio per i residenti. Importante è monitorare la provenienza degli investimenti che alimentano queste reti del gioco d’azzardo. Altrettanto fondamentale deve essere, a questo scopo, l’attivazione di un più stretto canale di collaborazione con la Guardia di Finanza al fine di controllare il giro di denaro di tali attività.
Va inoltre promosso – e ciò non è meno rilevante – da parte delle istituzioni pubbliche, un atteggiamento civico – a monte – capace di moltiplicare le sentinelle ed i recettori per potere intercettare paure, solitudini, senso di precarietà.
Occorre, insomma, nei confronti del gioco pubblico, pensare l’implementazione di una politica che non si occupi solo di tutelare il profitto economico ed erariale, ma che sia in grado di valutare – possibilmente prevenendoli – gli impatti negativi che scelte superficiali e poco lungimiranti potrebbero provocare.

Prof. Daniele Bonali
Consigliere Comunale PD

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Commenti
  • alberto Stanzi

    Sicuramente il Consigliere del PD ha toccato un grave problema che purtroppo è si, una vera piaga sociale del momento.
    Ogni giorno infatti, nel bar davanti a casa mia, vedo un giovanotto, sulla trentina, che passa ore ed ore davanti a queste trappole infernali.
    Le isttituzionei dovrebbero fare qualcosa, ma davvero, perchè questo gioco, vizio, sta rovinando molte delle nostre famiglie.
    E sicuramente questa lotta, caro Consigliere, non le porterà voti in più.
    Un plauso per aver sollevato il triste ed attuale problema.
    Alberto Stanzi
    Cremona

  • SINERGIE

    L’unica sarebbe toglierle ma si toglie guadagno allo stato, caro il mio consigliere giusto quello che dice ma in questi casi ci vogliono maniere drastiche altrimenti facciamo come il fumo, fà venire il cancro, uccide ma intanto lo stato continua a venderle,,,,
    in questo caso il “delinquente” è lo stato che se ne approfitta sulla pelle altrui…
    Che bello quando in un bar giocavi a flipper, calciobalilla, etc…
    Auguri e spero si faccia qualcosa.

    • SINERGIE

      Aggiungo:
      in un bar è vietato giocare a carte tipo poker o simili anche se ti giochi una birra…. perchè i videopoker sono legali?

  • Paolo Torriani

    Pura demagogia.

    • A.Mirri

      Se fosse demagogia non lo so, parola troppo usata da tutti ultimamente, ma il problema è vero.
      Purtroppo anche le buone proposte vengono liquidate con questa paroletta che ormai ogni persona, anche analfabeta, ha imparato: demagogia.
      Per me l’idea di iniziare a confrontarsi su queste cose rimane.
      Quindi avanti cosi.
      Arnaldo Mirri

      • Paolo Torriani

        Avanti cosa? questo signore scrive firmandosi PD vergognatevi almeno andatevi a nascondere, ma chi è che ha governato il paese negli ultimi 20 anni Pulcinella??? Ma dove avete vissuto fino ad ora? Ma non lo sapevate prima che il gioco d’azzardo rovina la gente? Siete senza ritegno mi fate schifo e chi sostiene ancora questi partiti e i loro scagnozzi mi fà ancora più ribrezzo.
        siete degli ignoranti e basta.

  • IPOCRISIA CHE DILAGA
    La barista no slot ha avuto un grande merito: che si parlasse di lei, ma soprattutto dello Stato lurido biscazziere. Per Stato intendo i Governi che le hanno permesse, dal Monti in giù, destra e sinistra.
    Lurido biscazziere: avesse permesso solo le classiche d’un tempo, giochi cento, se non li perdi al massimo ritiri 200, non avrebbe creato il disastro sociale d’oggi, perché prima o poi anche il giocatore più incallito si stufa di perdere ore con speranze di vincita nulle, dato che la slot al massimo restituisce il 75% del giocato.
    Lurido biscazziere: ha sfruttato l’esperienza del superenalotto, non vinci mai, ma vedi che chi vince, vince milioni, e tu speri d’essere il prossimo. Quindi parte del 75% non viene pagata subito, ma accumulata in modo che ogni tanto il prescelto dalla fortuna, magari il tuo vicino di banco, vince un milione: come al Gratta e Perdi.
    La Fiera degli Allocchi, certo, ma specie in periodi gravi come oggi i più deboli di noi diventano facilmente allocchi. Ma lo Stato non ci abbandona, con un modesto ticket vai all’Asl che tenta di guarirti dal vizio.

    Cremona 22 11 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Antonio Ardoli

      Una delle poche volte che condivido una cosa che leggo con Cozzaglio.
      Io non sono mai intervenuto, ma ho sempre letto.
      Credo che
      sia una delle prime volte che il Cozzaglio bastonatore non attacca il Prof. Dott.
      Daniele Bonali, su cio’ che scrive. Questo è importante perchè dimostra che una buona idea, è sempre una buona idea condivisa da tutti.
      Speriamo che si apra davvero un dibattito serio, su questo degradante problema.
      Antonio Ardoli

  • Ale 99

    Eccolo il Cozzaglio. Grande…..
    Se non interviene lui il discorso perde senso.
    Grande…..
    Naturalmente scherzo.., magari si prende bene davvero
    Ale99

  • Simona

    che noia… parole al vento perchè in un momento in cui lo stato è sull’orlo della bancarotta i fragili che sostengono il bilancio dello stato sono linfa vitale. Mi fanno abbastanza fastidio i polici indignati e i parlatori a vanvera o ancor di più i sindaci che premiano la brava barista. E’ tutta fuffa anche perchè la brava barista continua a prestarsi a favorire piccole catrastofi domestiche con enalotto, lotto e gratta e vinci. SAREBBE BUONA COSA UN MOMENTO DI SILENZIO PER INTERROMPERE IL FLUSSO DI INUTILI PAROLE

    • SINERGIE

      troppo silenzio c’è stato in questi anni e si è visto come è finita l’italia…