Cronaca
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L'OPINIONE – Primarie, Bersani rischia al ballottaggio con Renzi

Il verdetto delle primarie del centro sinistra (affluenza boom, 3 milioni e 100mila alle urne) dice, secondo me, alcune cose importanti.
1) L’exploit – annunciato – di Renzi (bene pure a Modena e Cesena, sbancate le Marche rosse, vittoria nella roccaforte di Urbino) conferma che nulla, nel centrosinistra, sarà più come prima. Fiutando la “cosa”, il segretario della Cgil Susanna Camusso lo aveva anticipato – domenica, ad urne ancora aperte – ai microfoni di “In mezz’ora” su Rai Tre da Lucia Annunziata: “Le idee sul lavoro che ha Renzi sono molto lontane dalle nostre. Se vince è un problema”. Giusto.
Perché se il Rottamatore dovesse vincere al ballottaggio con Bersani, salterebbe per aria il vecchio partito condannato dalla sua ingombrante storia ad inciuciarsi con Mici Vendola (Il gatto comunista), ad andare a braccetto con la Cgil, a lisciare il pelo a Di Pietro e toghe assortite. Costringerebbe l’apparato a cambiare l’abito, ad archiviare in via definitiva il proprio passato, a fare davvero la svolta, a non considerare più il giovin Matteo un usurpatore ma un innovatore.
2) L’alta affluenza alle urne, le code ai seggi, hanno costituito certamente un fatto politico di grande rilevanza. Tenuto conto com’era finita in Sicilia poche settimane prima, queste Primarie boom – in un periodo di generale disaffezione per la Politica – sono  la conferma che gli italiani non hanno ancora del tutto abbassato la guardia democratica. Anzi. Certo, l’entusiasmo che si è registrato non poteva non provocare la crisi isterica che ha manifestato Beppe Grillo (comunque da non sottovalutare). Il comico ha detto la sua: “Le primarie dei folli sono un bromuro sociale, un calmante. Servono a dare al popolo l’illusione di decidere a pagamento (partecipare costa due euro) il premier che salverà l’Italia dal baratro. Chiunque diventi premier per una notte, conterà come un soldo bucato”. Aspettiamoci giorni di roventi polemiche.
3) Come finirà questo duello Bersani-Renzi? E, soprattutto, cosa succederà ora a sinistra? Domenica sera lo sapremo. Bersani, l’usato sicuro, non ha sfondato nelle regioni rosse ma regge bene altrove. A Bologna, Ferrara, Reggio e Piacenza ha superato l’asticella del 50%. Epperò il resto della “sua” Emilia Romagna non è più granitico come un tempo. E’ un segnale anche questo. A cui Renzi sveltamente si aggrappa. Il Rottamatore ha vinto nel Centronord, ha fatto breccia nelle regioni rosse. Non però al Sud. Ora Renzi vuole giocarsela sul serio al ballottaggio. E ci crede. Anche perché non è scritto da nessuna parte che i voti di Vendola vadano a Bersani. In ogni caso da uno come Renzi che ha raccolto al primo colpo oltre il 35% avendo contro il 90% del  partito ci si può aspettare di tutto.
4) Infine un chiarimento (doveroso) per quanti non hanno votato al primo turno ma intendono presentarsi al secondo, domenica prossima. Lo ha chiarito Luigi Berlinguer, presidente del Comitato dei garanti per le primarie. Si può fare. Avanti, c’è posto. Bisognerà andare negli uffici elettorali, che riapriranno, e registrarsi, dichiarando che non è stato possibile presentarsi al primo turno. Per iscriversi ci saranno due giorni di tempo. E i sondaggi che dicono? Bersani è in testa, Renzi è dato al 40%. Ma è una sfida aperta. Può ancora accadere di tutto.

Enrico Pirondini

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