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Gestione dell'acqua, Lega pronta a rompere in Provincia 'Ci sono manovre poco chiare'

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AGGIORNAMENTO – “E’ chiaro che sulla partita dell’acqua ci sono manovre poche chiare. Abbiamo ascoltato con attenzione gli interventi dei sindaci Silla di Casalmaggiore e Bonaldi di Crema, contrari alla decisione dell’Ato sulla società mista. I gruppi politici si assumano le proprie responsabilità. Al prossimo consiglio presenteremo una mozione per l’acqua interamente pubblica”. Si conclude, così, con l’annuncio irritato di Franco Mazzocco, capogruppo della Lega Nord, il consiglio provinciale in cui il Pdl cremonese ha bocciato proprio la mozione leghista, segnando di fatto una spazzatura nella maggioranza sul tema della governance del servizio idrico. Un consiglio teso e movimentato che ha visto la presenza anche dell’ex assessore regionale Gianni Rossoni.
Questa la mozione incidentale della Lega: “Il consiglio provinciale – si legge – impegna il Presidente della Provincia di Cremona a farsi promotore, presso l’Azienda Speciale ‘Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona’, della necessità di provvedere ad emendare la delibera di adozione del modello gestionale (seduta cda Ufficio d’Ambito dell’11-10-2012), al fine di recepire pienamente il contenuto della mozione approvata nella seduta del 27-3-2012 di questo consiglio, ossia specificando che ‘la parte pubblica sia rappresentata da un unico soggetto giuridico partecipato dagli enti locali o da scoietà integralmente possedute da un unico ente locale'”.
“La mozione è uguale a quella che abbiamo presentato a marzo e che è stata approvata – ha spiegato Giacomo Zanisi, consigliere della Lega – Non capiamo perché un voto diverso da parte del Presidente e del suo gruppo. Ci sembra che le cose non vadano nel verso giusto”. “La preoccupazione della Lega è corretta – ha detto il presidente Massimiliano Salini nel suo intervento – ma non è possibile emendare, ovvero modificare, la delibera adottata dall’Ato perché è di fatto già partita”. Da qui, la proposta del presidente alla Lega di approvare l’emendamento proposto dal consigliere Antonio Agazzi di sostituire ‘impegna il presidente’ con ‘impegna il consiglio in fase di approvazione del piano d’ambito’, consentendo proprio al consiglio di effettuare la scelta. “E quando il consiglio sceglie per me è legge”, ha detto Salini. Proposta rimandata dal Carroccio dritto al mittente. Schermaglie sulla mozione da tutte le parti. Rossi (Pdl): “La gestione mista a maggioranza pubblica mette in atto tutti i quesiti referendari”. Trespidi (Udc): “Se non ci sono i numeri non si va verso un modello che non è votato dalla maggioranza dei sindaci. I sindaci siano chiamati ad esprimersi”. Biondi (Indipendente): “Questa è una maggioranza spaccata. Inutile portare avanti il progetto. La Lega si prenda le sue responsabilità”. Agazzi (Pdl): “Non drammatizziamo sul panorama politico di questa maggioranza. Nessuno può ritenere che questa Giunta non consideri l’acqua un bene primario, ma dobbiamo passare da una visione romantica a una pratica. I privati sono necessari per finanziare le strutture e superare le inadempienze di alcuni comuni”. Virgilio (Pd): “La Lega ha proposto un documento non chiaro. Per noi è importante ribadire che la gestione dell’acqua deve essere pubblica. Non accettiamo che si dica che i cittadini hanno espresso la propria preferenza per una ‘incisiva presenza pubblica’ nel sistema idrico come scritto dalla Lega”. Torchio (Lista Torchio): “Situazione poco chiara. La Lega, pur non opponendosi a una società mista, mette dei paletti per limitare la cessione delle quote al privato. Ma il passo avanti della Lega è insufficiente rispetto alle richieste dei sindaci sulla società interamente pubblica’. Salini (Pdl): ‘Vale la pena interrompere tutto e dare la parola ai sindaci solo a condizione che poi si faccia quello che viene votato dai primi cittadini”.
Così, questa la votazione alla mozione leghista (senza l’emendamento di Agazzi, bocciato con 16 voti contrari): nove i voti favorevoli (Lega e Trespidi) e diciassette i contrari (Pdl, Pd e Torchio). Mozione non approvata e tensione nella maggioranza che rischia di spaccarsi in provincia proprio sulla partita dell’acqua.
In serata, la notizia. La Lega provinciale, segreterie di Cremona e Crema, ha indetto una conferenza stampa per mercoledì alle ore 16 “per denunciare l’inciucio messo in atto da Pd e Pdl a discapito dei cittadini e della gestione pubblica dell’acqua, per salvaguardare il solito corporativismo delle società pubbliche e del potere che su di esse esercitano i partiti stessi”.
“La posizione assunta dal gruppo consiliare della Lega in provincia – commenta infine il consigliere Giuseppe Torchio – testimonia un travaglio in atto da tempo sul tema dell’acqua che può preludere a sbocchi significativi in direzione di un affidamento totalmente pubblico del servizio per la nostra provincia. La posizione della Lega indica anche alle forze dell’opposizione la necessità chiara ed univoca di assumere decisioni del tutto favorevoli, senza se e senza ma, al servizio pubblico in una società totalmente pubblica come deciso in molte altre realtà in Lombardia e fuori regione. Ogni ulteriore indugio farà perdere all’area di centro-sinistra ogni credibilità mentre avanzano i ricorsi al Tar contro l’Ato da parte di Comuni e Comitati”.

Greta Filippini

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