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La Lega sfida il Pd: "Voti con noi la mozione per l'acqua pubblica" Il Pd: "Sempre pronti a ribadirlo"

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Nel prossimo consiglio provinciale vedremo se il Pd è davvero per l’acqua pubblica, votando la nostra mozione, o se preferisce gli inciuci con una parte del Pdl per spartirsi le nomine”. Non usa mezzi termini Simone Bossi, segretario provinciale della Lega Nord di Cremona, nel preannunciare le prossime mosse della Lega sul tema dell’acqua pubblica. E lo fa nel corso di una conferenza stampa insieme al segretario provinciale di Crema, Matteo Soccini e con tutta la componente leghista della Giunta provinciale (il vicepresidente Federico Lena, gli assessori Filippo Bongiovanni e Silvia Schiavi). “Voglio precisare che la Lega Nord non è pronta a ‘rompere’, non intende ‘rimangiarsi’ la parola e non strumentalizza il tema dell’acqua per logiche di campagna elettorale. Le segreterie della Lega Nord si sono sempre espresse a favore del ‘pubblico’ nella gestione del sistema. Noi non riteniamo opportuna la posizione ideologica espressa da alcuni partiti politici, ma abbiamo sempre dichiarato la necessità cher il modello prevedesse il mantenimento del presidio pubblico, attuabile per mezzo della presenza diretta degli enti locali nel capitale della società di gestione”.

“Purtroppo – continua Bossi – abbiamo avuto conferma del comportamento equivoco di esponenti del Pdl. Sabato mattina si sono incontrate le segreterie politiche di Lega Nord e del Pdl senza il Presidente della Provincia. In quella sede gli esponenti del Pdl, hanno informato la Lega Nord di non ritenere opportuno l’ingresso dei sindaci nella compagine societaria di Padania Acque SpA, sconfessando l’intero operato e le rassicurazioni più volte espresse dal Presidente Salini, arrivando perfino a dichiarare che Salini non è il Pdl e pertanto non doveva essere considerato come interlocutore per la società di gestione del servizio idrico integrato“. “Così – dice ancora Bossi – abbiamo presentato la mozione nel consiglio provinciale di lunedì con la quale ribadivamo come nella società di gestione del sistema idrico ‘la parte pubblica debba essere rappresentata da un unico soggetto giuridico partecipato dagli enti locali o da società integralmente possedute da un unico ente locale” . Il Pdl con la complicità di Pd, Rifondazione e Lista Torchio – secondo la Lega – ha affondato la mozione preferendo mettere mani politiche sulla gestione del Servizio Idrico anzichè affidarlo ai sindaci. “Ad un certo punto – dice ancora Bossi – il Pdl aveva quattro candidati alla presidenza, uno per ognuna delle anime del partito. Poi è arrivato l’accordo tra Pdl e centro sinistra, un inciucio a discapito dei cittadini e della gestione pubblica dell’acqua”.

A questo punto, nel prossimo consiglio provinciale previsto per l’11 dicembre, la Lega presenterà una mozione con la quale si dice:“Il Consiglio Provinciale impegna il Presidente a farsi promotore presso l’ufficio d’ambito della necessità, stante l’attuale situazione politica, amministrativa e legislativa,che lo stesso modifichi il modello gestionale al fine di adottare a titolo sperimentale la gestione cosiddetta ‘in house'”. “Ci rivolgiamo a tutti i movimenti politici, alle associazioni, alla società civile e a tutti coloro che hanno a cuore il presidio pubblico di un bene primario come l’acqua, – affermano i leghisti in conferenza stampaVorremmo porgere l’invito ad unirsi a noi, allo scopo di non consentire che la gestione del Sistema Idrico Integrato della Provincia di Cremona sia sottratto alla cittadinanza, per divenire terreno di conquista della partitocrazia e del corporativismo delle società municipalizzate”.

VIRGILIO: ‘IL PD VOTERA’ SEMPRE PER L’ACQUA PUBBLICA’

A stretto giro di posta, la replica del Pd. “In questi mesi – scrive il consigliere democratico Andrea Virgiliola Lega ci ha abituati a dire tutto e il suo contrario: esattamente un anno fa sostiene in Consiglio Provinciale la proposta di una gestione interamente pubblica del servizio idrico, tre mesi dopo, con il cambio dei suoi vertici, si accoda alla volontà di Salini per l’ingresso dei privati, oggi invece ritorna a invocare il modello “in house”. Nel corso di questi mesi nulla ha detto  sulle pesanti forzature messe in atto dal cda dell’Azienda Speciale a danno dei sindaci del territorio. Ora, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, questo silenzio viene interrotto, la Lega si risveglia da un lungo letargo e si accorge che le cose non vanno. Solo adesso, a fronte di una giunta ormai distaccata e dimissionaria, pretende di cancellare anni di subalternità alle scelte del Presidente della Provincia”.

“La delibera dell’Ato – continua Virgilio – che soltanto oggi la Lega mette in discussione, risale all’ 11 ottobre 2012 e dopo ben un mese e mezzo improvvisa una mozione nella quale chiede, con grave ritardo, di rivedere quella scelta senza tuttavia mettere in discussione il modello di società mista”.

Il Pd – conclude il democratico – voterà sempre per mantenere interamente pubblica la gestione dell’acqua, per questo abbiamo votato contro l’attuale proposta della Lega, perché nella sua formulazione resta ancora aperta la logica della privatizzazione, se la Lega ora ha ribaltato la sua posizione presenti, come ha annunciato in consiglio, una richiesta pienamente coerente all’esito referendario, noi ci saremo nella piena consapevolezza che la sua indignazione è comunque frutto di un semplice istinto di sopravvivenza e di una resa dei conti all’interno di un centrodestra ormai in frantumi”.

BIONDI: ‘SOCIETA’ GESTITA DAI COMUNI’

Sul tema interviene anche il consigliere Biondi della Rete Civica Lombarda: “Da tempo sostengo che su un tema così delicato e importante per le “tasche” dei cittadini bisognerebbe lasciare da parte gli approcci ideologici e cercare le soluzione più adeguate. Per questo sono anni che propongo, inascoltato anche dalla mia parte politica, un progetto molto semplice e utile al nostro territorio. In due fasi: costituzione di un’unica società provinciale dell’acqua partecipata direttamente dai 115 comuni della nostra provincia, sciogliendo tutti gli altri enti che gestiscono oggi il servizio. Si risparmierebbe e avremmo un gestore più efficiente. Affidamento a questa società del servizio idrico provinciale. Questa società totalmente pubblica dovrebbe cominciare a gestire il servizio idrico facendo gli investimenti previsti dal Piano d’Ambito. Se si verificasse che ciò non è possibile a causa del Patto di Stabilità ovvero di altre normative cogenti e penalizzanti si potrebbe aprire a capitali privati mettendo sul mercato una parte, minoritaria, della suddetta società”.

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